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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Romanogobio

Il gobione italiano, romanogobio benacensis (Pollini, 1816)

Caratteri meristici - Dai dati a disposizione  sulle popolazioni italiane emerge una notevole variabilità intraspecifica nei caratteri meristici, probabilmente per la presenza nei campioni di esemplari di G. gobio.

Descrizione - Corpo allungato e fusiforme a sezione trasversale ellittica, meno compresso lateralmente nella parte anteriore rispetto alla posteriore. Squame cicloidi saldamente impiantate nel derma. Assenza di crete epiteliali sulle squame predorsali. Testa, relativamente grossa e corta, appiattita dorsalmente. Bocca in posizione ventrale, provvista di due barbigli tattili. Da 2 a 3 squame tra l'apertura anale e l'origine della pinna anale. Dorso di colore da grigio verdastro a bruno Fianchi progressivamente più chiari fino al ventre grigio biancastro. Squame della regione dorsolaterale bordate di grigio, spesso coperte da numerose piccole macchie nere distribuite irregolarmente, oppure attraversate da sottili linee scure. Lungo i fianchi si osserva una serie di 5 - 10 grandi macchie scure, disposte lungo la linea laterale, più marcate negli esemplari giovani. Una macchia scura è presente sull'opercolo. Pinne translucide di colore grigio giallastro con macchiette scure spesso disposte in serie trasversale.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat e abitudini - Il gobione italiano vive in acque correnti, fresche e limpide, a fondo ghiaioso o sabbioso, meglio se con vegetazione. Generalmente diffuso nel tratto medio ed inferiore dei principali corsi d'acqua, in pianura e a media altitudine, può essere presente anche in rogge alimentate da acque sorgive. G. benacensis vive anche in laghi, stagni con acqua e talvolta in acque salmastre. La specie, tendenzialmente gregaria, forma gruppi numerosi che in estate si trattengono in acque basse o poco profonde, mentre in inverno si portano a profondità maggiori. Il gobione italiano si trova spesso associato al barbo, all'alborella, al cavedano, alla lasca e, alle quote più elevate, al temolo.

Alimentazione - Il gobione italiano è essenzialmente carnivoro e la sua dieta comprende larve di insetti (soprattutto chironomidi), crostacei e anellidi. Gli esemplari di maggiori dimensioni predano anche di molluschi, avannotti e piccoli pesci. Gli avannotti si cibano prevalentemente di microinvertebrati planctonici e bentonici.

Riproduzione - Durante il periodo di frega, compreso da aprile a giugno, i riproduttori si radunano in branchi e si spostano alla ricerca di luoghi adatti alla deposizione. Nottetempo le femmine depongono dalle 1.000 alle 3.000 uova in porzioni separate (e a intervalli di più giorni), in acque basse (talvolta profonde solo pochi centimetri), su pietre o piante. Le uova hanno un colore azzurro, più o meno intenso, e misurano circa 1.5 - 1.9 millimetri di diametro. Un solo maschio può fecondare le uova di diverse femmine. La schiusa richiede 7 - 8 giorni con una temperatura dell'acqua di 17.5 °C. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino gli avannotti formano sciami numerosi che si spostano sul fondale in acque basse, mentre col progredire della crescita tendono a disperdesi in gruppi più piccoli.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Il gobione italiano raggiunge la maturità sessuale al secondo anno d'età. Specie di piccole dimensioni, raramente supera i 10 cm di lunghezza. Dimensione massima segnalata: 12.0 cm TL.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e a parassiti di varie specie. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli elminti e vari ceppi di funghi. I principali predatori sono varie specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.


  Comparison of the squamas of the anal region with G. gobio (B).  
Comparazione delle squame della regione anale con G. gobio (B).

Status della specie - La specie è minacciata dalla costruzione di dighe e di altri sbarramenti artificiali che impediscono o limitano fortemente lo scambio tra le varie popolazioni e la ricerca di zone adatte alla riproduzione. Alterazioni della qualità dell'acqua, causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo, ne riducono ulteriormente l'habitat. La specie è scomparsa da molti bacini fluviali per competizione con la specie introdotta gobione europeo (Gobio gobio). Da recenti campionamenti risulta che, a rispetto dell'area stimata di diffusione (>20.000 km²), la specie è ormai presente in poche località, si stima che occupi <500 km² distribuiti in un ristretto numero di siti. Risulta comunque ancora relativamente frequente nel bacino dei fiumi Tagliamento e Ombrone, dove risulta introdotta, ed in alcuni fiumi del versante adriatico della Slovenia.

Protezione - La specie è considerata minacciata (EN B2ab(i,ii,iii,iv,v), endagered) nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources). Elencata all'annesso III della Convenzione di Berna sotto il nome Gobio benacensis.

Valore economico - Praticamente inesistente. Localmente viene catturata durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Talvolta è usata come pesce esca per pesci predatori. 

Pesca - La si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici.

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