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Il
gobione greco,
Romanogobio elimeius
(Kattoulas, Stephanidis & Economidis, 1973) |
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Caratteri
meristici - Pinna dorsale: III;
71/2.
Pinna anale: III; 61/2.
Pinna caudale: 19. Numero cromosomico: 2n = 50. |
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Descrizione
- Specie per lungo tempo considerata sottospecie di R. albipinnatus. Corpo allungato a sezione
ellittica compressa lateralmente. Cresta epiteliale presente solo sul
bordo posteriore delle squame predorsali. Assenza di squame tra le pinne
pettorali. Apertura anale in posizione mediana tra l'origine delle pinne
ventrali e l'origine della pinna anale. Livrea del dorso bruno
verdastra o verde grigiastra, fianchi più chiari con riflessi argentei,
ventre bianco o bianco argentato. Sono presenti grandi macchie nerastre
o bruno nerastre, tra il dorso e i fianchi, al di sopra della linea
laterale, estese dal margine libero dell'opercolo alla base della coda.
Pinne prive di maculatura. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- La specie è diffusa
nel corso medio inferiore dei principali corsi d'acqua in pianura od a
media altitudine. Nei
fiumi ricerca acque moderatamente correnti, relativamente profonde e non troppo fredde,
con substrato misto dove la componente sabbiosa è prevalente. Frequenta la parte inferiore della colonna d'acqua trattenendosi
in prossimità del fondo. Stanziale e gregario, forma piccoli branchi, spesso
in associazione con
altri ciprinidi. Durante tutta la buona stagione si
incontra in acque di bassa e media profondità, nei mesi più rigidi si
sposta a profondità maggiori dove sverna rallentando molto la propria attività.
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Alimentazione - Pesce bentonico,
prevalentemente carnivoro, si nutre di fauna di fondo (piccoli crostacei,
vermi, insetti e loro larve). |
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Riproduzione
- Il periodo di frega varia
a seconda delle condizioni climatiche, si verifica in genere da aprile a
giugno, ma non sono rari casi in cui avviene con un mese di ritardo o di
anticipo. Nel periodo della riproduzione i branchi ricercano acque basse, talvolta
profonde solo pochi centimetri, dove le femmine depongono poche migliaia di
uova su pietre o piante. Le uova sono adesive ed aderiscono al substrato. |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi.
Lunghezza massima segnalata 10 cm. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie
virali e da parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e
cestodi, gli elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci
sono varie specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - Gli esemplari di questa specie sono ancora
relativamente comuni. Alcune popolazioni possono
risultare in pericolo a causa di alterazioni ambientali, come
inquinamento industriale, urbano, agricolo, captazione di acque e dalla costruzione di
dighe e di altri sbarramenti artificiali che impediscono o limitano
fortemente lo scambio tra le varie popolazioni e la ricerca di zone adatte
alla riproduzione. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - La specie non ha valore commerciale. Le
sue carni, piene di lische ma saporite, vengono talvolta vendute negli esercizi
pubblici locali e sono generalmente consumate fritte. |
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Pesca
- Si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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