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Romanogobio parvus Naseka & Freyhof,
2004 |
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Caratteri
meristici - Squame in linea laterale: 39 - 42. Squame
circumpeduncolari: 10 - 12. Vertebre: 40 - 42. Diametro dell'occhio pari a
1.0 - 1.4 volte la distanza infraorbitale. Pinna
dorsale: III, 71/2.
Pinna anale: III, 61/2. |
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Descrizione -
Corpo allungato a sezione ellittica compressa lateralmente. Testa larga con occhi disposti
relativamente in alto. Muso di lunghezza pari o superiore alla lunghezza
postorbitale del capo. Bocca in posizione
infera subterminale, ornata da lunghi barbigli. Creste epiteliali
longitudinali sopra le squame predorsali. Pinna dorsale disposta circa a
metà del corpo, la distanza postdorsale è l' 87 - 97% della distanza
predorsale. Apertura anale situata circa a metà della distanza tra
l'origine delle pinne ventrale e quella della pinna anale. Altezza minore
del peduncolo caudale alla base dell'ultimo raggio della pinna anale.
Livrea del dorso bruno verdastra o verde grigiastra, fianchi più chiari
con riflessi argentei, ventre è bianco o bianco argentato. Sono presenti
grandi macchie nerastre o bruno nerastre, tra il dorso e i fianchi, al di
sopra della linea laterale, estese dal margine libero dell'opercolo alla
base della coda. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- La specie è diffusa
nel bacino del fime Kuban, alle pendici della catena del Caucaso, dove si trattiene in acque
a corrente sostenuta ed elevata torbidità, ma non turbolente, con substrato roccioso misto a massi, sabbia, ghiaia e
pietre. Specie fotofoba, svolge massima attività nelle ore crepuscolari e
notturne. Frequenta la parte inferiore della colonna d'acqua trattenendosi
in prossimità del fondo. Durante tutta la buona stagione si
incontra in acque di bassa e media profondità, nei mesi invernali si
sposta a profondità maggiori rallentando la propria attività.
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Alimentazione - Pesce bentonico,
prevalentemente carnivoro, si nutre di fauna di fondo, ma può cibarsi
anche di detrito organico. La dieta è composta principalmente da
invertebrati come crostacei,
vermi, molluschi, insetti e loro larve, ma preda anche avannotti ed uova
di altre specie. |
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Riproduzione
- Il periodo di frega varia
a seconda delle condizioni climatiche, si verifica in genere da aprile a
giugno, ma non sono rari casi in cui avviene con un mese di ritardo o di
anticipo. Nel periodo della riproduzione i branchi ricercano acque basse, dove
ciascuna femmina depone poche migliaia di
uova adesive che aderiscono al substrato. |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. Dimensione
massima segalata: 7.5 cm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie
virali e da parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e
cestodi, gli elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci
sono varie specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - La specie vive soltanto nel bacino medio ed
inferiore del fiume Kuban, dove la sua area di distribuzione stimata copre
circa 15.000 km². La specie risulta ancora relativamente comune, ma si
teme che nel lungo periodo possa essere minacciata da alterazioni ambientali
legate al rapido sviluppo dell'area. Si prevede un aumento dell'inquinamento industriale, urbano, agricolo, e la costruzione di
dighe o di altri sbarramenti artificiali invalicabili in grado di impedire o limitare lo
scambio genetico tra le varie popolazioni. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - La specie non ha valore commerciale, ma viene
comunque venduta assieme ad altri piccoli pesci. Le
sue carni, piene di lische ma saporite, sono localmente apprezzate e vengono generalmente consumate fritte. |
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Pesca
- La specie non è oggetto di una specifica pesca professionale, ma viene catturata
spesso assieme ad altre specie di pregio insidiate con reti di vario tipo.
Anche la cattura da parte di pescatori sportivi avviene casualmente,
mentre si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. |
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