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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Romanogobio

Romanogobio tanaiticus Naseka, 2001

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 39 - 42 + 2. Squame circumpeduncolari: 14 - 16. Pinna dorsale: III; 71/2. Pinna anale: III; 61/2.

Descrizione - Specie a lungo confusa con R. albipinnatus, di cui veniva considerata sottospecie. Corpo allungato a sezione ovale moderatamente complessa lateralmente. Testa conica, larga, leggermente schiacciata. Lunghezza del muso pari o leggermente inferiore alla lunghezza postorbitale della testa. Bocca in posizione infera subterminale, con barbigli allungati. Presenza di creste epiteliali sulle squame predorsali. Pinna dorsale situata al centro del dorso. La livrea simile a R. albipinnatus, sinea laterale quasi rettilinea con presenza di melanofori scuri, macchie nerastre o bruno nerastre presenti longitudinalmente. Pinne ialine, senza macchie evidenti.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat Specie diffusa nella zona media ed inferiore dei principali corsi d'acqua di pianura, a corrente moderata e substrato misto, con componente sabbiosa prevalente. Può essere presente in laghi o stagni con acque particolarmente pure ed ossigenate. Stanziale e gregario, vive preferibilmente in branco, associandosi spesso ad ciprinidi. Frequenta la parte inferiore della colonna d'acqua, in prossimità del fondo. Di indole fotofoba si sposta prevalentemente durante le ore crepuscolari e notturne o nelle giornate di cielo coperto. Durante tutta la buona stagione si incontra in acque di bassa e media profondità, nei mesi invernali si sposta a profondità maggiori rallentando fortemente la propria attività.

Alimentazione e abitudini - Specie prevalentemente carnivora, si nutre di macroinvertebrati bentonici (piccoli crostacei, vermi, insetti e loro larve), uova e larve di pesci e di detrito organico di vario genere. In misura minore consuma alghe, fitoplancton ed altri vegetali. Gli avannotti si cibano prevalentemente di microinvertebrati planctonici e bentonici.

RiproduzioneIl periodo di frega varia a seconda delle condizioni climatiche, si verifica in genere da aprile a giugno, ma non sono rari casi in cui avviene con un mese di ritardo o di anticipo. Nel periodo della riproduzione i branchi compiono brevi migrazioni per raggiungere le aree di frega, situate in acque basse, correnti e ben ossigenate. La frega è ciclica, le femmine depongono fino a quattro volte per stagione, ad intervalli di circa due settimane. Ogni femmina produce alcune migliaia di uova. Dopo la fecondazione le uova cadono sul fondo, aderendo a  pietre, piante ed altri elementi del substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale si completa in circa una settimana.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In natura la durata della vita di G. tanaiticus supera di poco i cinque anni. Lunghezza massima segnalata 10.0 cm SL.

Predatori, parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie virali, batteriche e da parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci sono varie specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.


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Status della specieR. tanaiticus appare ancora relativamente comune ed abbondante nella maggior parte del suo areale di diffusione. Localmente la specie è messa in pericolo dalla costruzione di sbarramenti artificiali invalicabili e da alterazioni della qualità dell'acqua causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo. Un forte declino della consistenza numerica delle popolazioni si verificò durante la costruzione dei grandi bacini artificiali nel secolo scorso.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economico - La specie non ha valore commerciale. Localmente viene catturato dai pescatori professionali mentre insidiano con le reti altre specie più pregiate ed è commercializzato assieme ad altri piccoli pesci. Le carni sono discrete anche se ricche di lische, è consumato fritto o conservato.

Pesca - Non esiste un tipo di pesca specifico per questa specie, viene catturato frequentemente durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici.

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