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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Gobionidae Romanogobio

Gobione del fiume Danubio,

Romanogobio uranoscopus (Agassiz, 1828)

 

Caratteri meristici - Squame sulla linea laterale: 40-43. Pinna dorsale: II-III/6-7. Pinna caudale: 19. Pinne pettorali: I/13. Pinne ventrali: II/5. Pinna anale: II-III/5-7. Denti faringei: 3(2).4(5)-5.(2)3. Numero cromosomico: 2n=50.

 

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Descrizione - Corpo slanciato, a sezione circolare leggermente compressa lateralmente. Bocca in posizione ventrale, ad ogni angolo della bocca è presente un lungo barbiglio che, steso all'indietro, raggiunge o sfiora il bordo posteriore dell'occhio. Denti faringei biseriati: 2 - 3 nella serie esterna e 4 - 5 in quella interna. Squame cicloidi di media grandezza. Assenza di cresta epiteliale sulle squame predorsali. Zona anteriore tra le pinne pettorali priva di squame. Peduncolo caudale lungo da 3.0 a 3.5 volte la sua altezza. Livrea del dorso variabile da verde bruno a grigio nerastro. Lati grigio argentei, cangianti procedendo verso il ventre bianco. Pinne chiare, ialine, vagamente di color giallo. Sul dorso, a guisa di sella, possono essere presenti fino a 5 macchie, scure con riflessi bluastri, ben visibili o poco visibili (in alcuni soggetti possono essere assenti o quasi). Sulle pinne, in particolare la dorsale e la caudale, le piccole macchie scure dei raggi sono disposte in due bande trasversali scure.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini Vive in acque a corso rapido, con corrente non inferiore a 0.7 m/s, ben ossigenate, con fondo ghiaioso o pietroso, in torrenti e fiumi di bassa profondità, situati in aree collinari e pedemontane. Specie bentonica, relativamente stanziale, relativamente fotofoba, svolge soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne o nelle giornate con cielo coperto. Gli immaturi sono più attivi durante il giorno. Gli adulti sono solitari, ma formano branchi costituiti da pochi individui nel periodo riproduttivo. Durante la bella stagione si trattengono in acque basse, mentre ricercano zone profonde nei mesi più rigidi, dove svernano in stasi o svolgono scarsa attività.

 

 

Alimentazione - Il regime alimentare della specie è prevalentemente carnivoro, ma può essere integrato da detrito organico di origine animale o vegetale. La dieta comprende insetti acquatici e loro larve (plecotteri, tricotteri), crostacei copepodi e gammaridi, molluschi, vermi, larve ed uova di altri pesci.

 

 

RiproduzioneSi riproduce nei mesi tra maggio e settembre, a seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso. Nel periodo di frega i gruppi di riproduttori si portano in superficie o nel corso centrale del fiume. Dopo la fecondazione le uova cadono sul fondo, vengono trasportate dalla corrente, e si fissano tramite filamenti adesivi ad elementi del substrato esposti ad un adeguato apporto d'ossigeno. Ogni femmina depone alcune migliaia di uova.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. Lunghezza massima segnalata: 15.0 cm TL (media 10 - 12 cm).

 

 

Predatori, parassiti e malattieR. uranoscopus è soggetto a malattie virali e batteriche, ed è ospite di parassiti, come vermi elminti, protozoi, crostacei ed altri invertebrati. Gi esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. Tra predatori si segnalano molte specie di pesci, uccelli ittiofagi, e rettili acquatici.

 


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Status della specie - La specie appare ancora relativamente abbondante e comune in gran parte della sua area di distribuzione. Le popolazioni dell'Austria centro occidentale e bavaresi si sono estinte e localmente alcune popolazioni possono entrare in declino. Le cause principali sono essenzialmente la riduzione delle portate dei corsi d'acqua, che proprio nei tratti pedemontani subiscono in genere massicci prelievi idrici, l'inquinamento e le modificazioni antropiche sugli alvei. L'introduzione di specie alloctone o le pesanti immissioni di pesci autoctoni predatori, effettuate per favorire la pesca sportiva, compromettono la sopravvivenza della specie spesso in modo irrimediabile.

 

 

Protezione - Attualmente la specie è inserita nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Presente nell'annesso II della Direttiva Europea "Habitats". Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie è priva di valore commerciale. Le sue carni, liscose ma saporite, sono localmente apprezzate. In alcuni paesi questi gobioni vengono venduti negli esercizi pubblici misti a piccoli pesci come frittura.

 

 

Pesca - La specie non è oggetto di una specifica pesca professionale, ma viene catturata spesso assieme ad altre specie di pregio insidiate con reti di vario tipo. Spesso viene utilizzata come pesce foraggio in acquacoltura. Anche la cattura da parte di pescatori sportivi avviene casualmente, mentre si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con camolere o moschere.

 

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