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Specie tipo - Cyprinus rutilus
Linnaeus, 1758. |
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Etimologia - Latino, rutilus =
rossastro. |
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Opinioni sulla nomenclatura -
Compare anche in Rafinesque 1820:50 (Dec.). nomenclatura
generica valida come "Rutilus" Rafinesque 1820, secondo
Yang & Hwang 1964:12, Howes 1981:45, Bianco & Taraborelli 1985,
Bogutskaya 1987:936, Bogutskaya 1998:69, Luo in Chen et al.
1998:89, Hänfling & Brandl 2000:267, Sideleva 2003:8, Bogutskaya
& Naseka 2004:86, Bogutskaya & Iliadou 2006:294 come s. str. =
come valido sottogenere. |
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Ciprinidi di taglia medio piccola diffusi nelle acque di quasi
tutta Europa, occupano le acque ferme e correnti dalla zona
inferiore della trota fino agli ambienti salmastri di foce. Nei
mari a scarsa salinità, come il Baltico ed il Caspio, possono
comportarsi da migratori anadromi svolgendo la fase trofica in
acque costiere. Molte specie sono presenti in laghi di quota
relativamente alta. Tutte le specie hanno abitudini
spiccatamente gregarie, tendono a formare branchi che possono
contare migliaia di unità. I pesci appartenenti al genere
Rutilus hanno corpo allungato a sezione ellittica più o meno
schiacciata e pinne dorsale ed anale formate da pochi raggi (da
7 a 13). La parte ventrale posta dietro le pinne ventrali è
arrotondata o presenta un accenno di carena. I denti faringei
sono uniseriati, con formula solitamente 6-5, 6-6 o 5-5, con gli
anteriori dentellati ed i posteriori più tozzi ed a forma di
uncino. Le branchiospine sono corte e poco numerose (17 o meno),
l'intestino è relativamente corto, con peritoneo generalmente
chiaro.
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La dieta della maggioranza delle specie è onnivora, orientata
verso la predazione di macro e microinvertebrati, ma integrata
in maggior o minor misura, dal consumo di sostanze vegetali e di
detrito organico. La riproduzione si svolge in branche ed ha
luogo nella tarda primavera fino all'inizio dell'estate ma,
nelle specie policicliche, possono verificarsi deposizioni
nei mesi estivi ed autunnali.
Il genere Rutilus è
diffuso in Europa e nell'Asia occidentale. in Europa sono
presenti circa 14 specie, molte delle quali endemiche e con area
di distribuzione limitata, spesso minacciate d'estinzione per
fattori antropici, per fenomeni di transfaunazione o
d'introduzione di specie competitrici alloctone. |
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