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Rutilo del Caspio,

Rutilus caspicus (Yakovlev, 1870)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 39-48 (di norma 42-44). Raggi divisi sulla pinna dorsale: 91/2. Raggi divisi sulla pinna anale: 101/2.

 

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Descrizione - Corpo allungato, leggermente compresso in senso laterale, con altezza massima pari al 24-37% SL. Negli esemplari di taglia maggiore si nota spesso una gibbosità nucale più o meno marcata. Testa relativamente lunga, con muso arrotondato. Bocca subterminale. Diametro dell'occhio relativamente grande. Linea laterale situata sotto la linea mediana del corpo, incurvata verso l'alto nella parte anteriore. Livrea del dorso variabile da verde oliva a bruno verdastro. Fianchi dello stesso colore di fondo del dorso, con riflessi argentei e gradatamente più chiari in senso dorso-ventrale. Striscia scura laterale assente. Tra fianchi e dorso si osserva una striscia longitudinale dorata. Iride argentea, con rari piccoli melanofori scuri. Pinne ialine, con sfumature grigie o verdastre. Pinne dorsale e caudale più scure e spesse delle altre. Le pinne pari e la pinna anale hanno bordo scuro e possono assumere sfumature rossastre, in modo particolare durante il periodo di frega.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. All'epoca della frega le femmine sono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. Nello stesso periodo i maschi sviluppano piccoli tubercoli nuziali sparsi sulle parti superiori e laterali del capo, ed assumono anche una livrea dai toni più accesi.

 

 

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Habitat e abitudini Specie semianadroma, trascorre la maggior parte dell'anno nelle acque costiere salmastre del Mar Caspio. Penetra nel corso inferiore dei fiumi, in laghi e lagune costieri per riprodursi. Nel fiume Volga non risale oltre Volgograd, mentre nel fiume Terek si trattiene nell'area del delta. La migrazione in acqua dolce dei riproduttori comincia in marzo inoltrato o in aprile, con temperatura dell'acqua di 1-3 °C, e raggiunge il picco massimo quando la temperatura raggiunge i 7-9 °C. Dopo la frega i riproduttori fanno velocemente ritorno al mare, dove raggiungono i branchi di immaturi. Di indole gregaria forma branchi, anche numerosissimi, composti da esemplari di taglia ed età eterogenee. I branchi alla ricerca di cibo non compiono grandi spostamenti, tendono a trattenersi nelle aree dove le prede sono più abbondanti. Durante i mesi estivi risulta più abbondante in acque con concentrazione salina del 2-4‰, a profondità comprese tra 2.5 e 4 metri. In settembre gli adulti si spostano lungo le coste, dove svernano in acque poco profonde da metà novembre fino all'arrivo del disgelo primaverile.

 

 

Alimentazione - Specie onnivora. Gli adulti si cibano di organismi bentonici, come crostacei, vermi e molluschi, sostanze vegetali, e detrito organico. Nel sud del Mar Caspio la componente principale della dieta è rappresentata da varie specie di molluschi bivalvi, che i pesci triturano con l'aiuto dei denti faringei (Holčík and Skořepa, 1971). Durante la breve permanenza in acqua dolce, le larve e gli avannotti si alimentano con plancton (soprattutto cladoceri) ed altri microrganismi bentonici. In mare, durante tutto il primo anno di vita, predano prevalentemente larve di chironomidi, vermi oligocheti e vegetali, con l'aumento di taglia passano infine a cibarsi di molluschi e di crostacei bentonici.

 

 

Riproduzione - Dopo l'ingresso in acqua dolce la frega si svolge con temperature dell'acqua comprese tra 10 e 17°C, da aprile a maggio, ma può posticipare a seconda delle condizioni climatiche e della latitudine. Le aree di frega sono collocate in acque basse e ricche di vegetazione, normalmente lungo le sponde di fiumi e laghi o nelle aree di esondazione allagate. La deposizione avviene in varie riprese, con intervallo di alcuni giorni. La specie è molto prolifica, per stagione ogni femmina può produrre fino a 202.000 piccole uova adesive dal diametro di circa 1.6 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale è breve, la schiusa si verifica dopo pochi giorni dalla fecondazione. Le larve migrano immediatamente verso il mare, inizialmente lasciandosi trasportare passivamente dalla corrente, in seguito spostandosi in modo autonomo. In agosto tutti i nuovi nati hanno generalmente già raggiunto le coste, dove si trattengono presso le rive in branchi numerosi.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di vita. Specie di medie dimensioni. La dimensione massima può superare i 450 cm SL ed il peso di 2 kg. La durata massima di vita riportata è di 19 anni, ma la maggioranza degli esemplari solitamente non supera i dieci anni d'età.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie, batteriche e virali. In condizioni di sofferenza gli esemplari possono contrarre infezioni micotiche. Mokhayer (1976b) segnala in esemplari di questa specie la presenza di larve del cestode Diagramma. In pesci catturati nel fiume Safid è stato osservato il monogeneo Dactylogyrus turaliensis (Jalali & Molnár, 1990a). In individui catturati lungo la costa sud orientale del Mar Caspio, Masoumian et al. (2002) hanno individuato parassiti come larve di Anisakis, Aspidogaster limacoides, Bothriocephalus gowkongensis, Dactylogyrus turaliensis e Diplostomum spathaceum. Khara et al. (2006a) segnalano Diplostomum spathaceum in pesci della palude di Amirkalayeh nella regione del Gilan. Khara et al. (2006b) riportano la presenza de cestode Caryophyllaeus fimbriceps in esemplari catturati nella palude costiera di  Boojagh. Nella zona nord del Mar Caspio il principale predatore di questa specie è Sander lucioperca, per il quale R. caspicus rappresenta circa il 65% della dieta. Altri importanti predatori sono Silurus glanis e Esox lucius, assieme ad uccelli ittiofagi come pellicani e cormorani (Kushnarenko, 1978). Krylov (1984) riporta la specie come una tra le principali fonti di cibo per la foca del Caspio (Pusa caspica). Uova, larve, ed avannotti, vengono attaccati da crostacei, insetti acquatici, larve acquatiche carnivore di insetti, ed altre specie di invertebrati.

 


 

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Status della specieLa specie risulta comune e relativamente abbondante in quasi tutta la sua area di distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di minaccia. Alcune popolazioni possono entrare in declino a causa di alterazioni ambientali di vario genere, come inquinamento, captazione idrica e bonifica delle aree paludose costiere. Sembra che la pressione di pesca stia determinando una flessione numerica in molte popolazioni, ma non in misura preoccupante.

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

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Valore economico - Studi archeologici effettuati lungo la costa orientale del Caspio hanno dimostrato che R. caspicus veniva catturato a scopo alimentare già 5000 anni fa (Tsepkin, 1986). Anche se il numero di catture sta subendo una certa flessione, si tratta di una delle specie di maggior valore commerciale presenti nel Mar Caspio. Nella zona nord del Caspio e nel basso corso dei maggiori fiumi tributari, nel 1930 venivano catturati circa 15.000.000.000 di esemplari, corrispondenti a circa il 45.5% delle catture totali dei pesci pescati nel Mar Caspio, o a circa il 20% dell'intero pescato dell'Unione Sovietica. La specie rappresenta anche un'importante specie foraggio per l'allevamento dello storione, e particolarmente per Huso huso, da cui si ricava il pregiato caviale "Beluga" (Keyvanshokooh & Kalbassi, 2006). R. caspicus ha carni considerate buone e saporite e paragonabili alla carpa. Regolarmente presente sui mercati dei paesi rivieraschi del Mar Caspio, viene commercializzato fresco, refrigerato, salato o affumicato.

 

 

Pesca - La pesca professionale viene attivamente praticata, in mare con pescherecci, nei fiumi e lungo le coste con reti da posta, sciabiche, nasse  e bilance. La pesca sportiva viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura degli altri ciprinidi.

 

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