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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Rutilus

Taran o rutilo di Heckel,

Rutilus heckelii (Nordmann, 1840)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 39-41 + 2-3. Pinna dorsale: III/101/2. Pinna anale: III/101/2.

 

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Descrizione - Corpo alto ed allungato, compresso in senso laterale. Testa robusta con muso arrotondato. Bocca in posizione inferiore. Diametro dell'occhio relativamente piccolo, di lunghezza inferiore a quella del muso. Linea laterale situata sotto la linea mediana del corpo, incurvata verso l'alto nella parte anteriore. Livrea del dorso variabile da verde oliva a bruno verdastro con riflessi bluastri. Fianchi dello stesso colore di fondo del dorso, con squame argentee e gradatamente più chiari procedendo verso il ventre. Striscia scura laterale assente. Tra fianchi e dorso si osserva una striscia longitudinale dorata. Ventre bianco perlaceo, talvolta con sfumature giallastre o rosate. Iride argentea o dorata, con rari piccoli melanofori scuri. Pinne ialine, con sfumature grigie o verdastre. Pinne dorsale e caudale più scure e spesse delle altre. Le pinne pari e la pinna anale hanno bordo scuro e possono assumere sfumature rossastre, in modo particolare durante il periodo di frega.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. All'epoca della frega le femmine sono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. Nello stesso periodo i maschi sviluppano tubercoli sul capo e sulle squame dei fianchi, ed assumono una livrea dai toni più marcati.

 

 

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Habitat e abitudini Specie semianadroma, trascorre la maggior parte dell'anno nelle acque costiere salmastre del Mar Nero. Penetra nel corso inferiore dei fiumi, in laghi e lagune costieri per riprodursi. Di indole gregaria forma branchi, anche molto numerosi, composti da esemplari di taglia ed età eterogenee. I branchi alla ricerca di cibo non compiono grandi spostamenti, tendono a trattenersi nelle aree dove le prede sono più abbondanti. Durante i mesi estivi risultano più frequenti in acque con concentrazione salina del 2-4‰, a profondità comprese tra 2.5 e 4 metri. Verso la fine di agosto gli adulti iniziano ad avvicinarsi alle coste, fanno i primi ingressi in acqua dolce in settembre, e la montata raggiunge il picco massimo in ottobre. Le migrazioni si interrompono verso la fine di novembre ed i pesci svernano nei fiumi maggiori o nei loro estuari. La montata riprende con il disgelo primaverile in marzo (Dniepr), e la frega si svolge tra aprile e maggio. Dopo la frega i riproduttori fanno immediatamente ritorno agli estuari per alimentarsi.

 

 

Alimentazione - Specie onnivora. Gli adulti si cibano di organismi bentonici, come larve d'insetti, crostacei, vermi e molluschi, sostanze vegetali, e detrito organico. Un'importante componente della dieta sono varie specie di molluschi bivalvi, che i pesci triturano con l'aiuto dei denti faringei. Durante la breve permanenza in acqua dolce, le larve e gli avannotti si alimentano con plancton (soprattutto cladoceri) ed altri microrganismi bentonici. In acque salmastre, per il primo anno di vita predano prevalentemente larve di chironomidi, vermi oligocheti e vegetali, in seguito, con l'aumentare delle dimensioni passano a cibarsi di molluschi e di crostacei bentonici.

 

 

Riproduzione - Come già accennato, la frega si svolge tra aprile e maggio, può posticipare a seconda delle condizioni climatiche e della portata dei corsi d'acqua. Le aree di frega sono collocate in acque basse e ricche di vegetazione, normalmente lungo le sponde di fiumi e laghi o nelle aree di esondazione allagate. La deposizione avviene in varie riprese, con intervallo di alcuni giorni. La specie è molto prolifica, ogni femmina può produrre fino a un paio di centinaia di migliaia di piccole uova adesive, dal diametro di circa 1.5 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale è breve, la schiusa si verifica dopo pochi giorni dalla fecondazione. La discesa verso gli estuari dei nuovi nati si verifica in agosto. I giovani si trattengono presso le rive in branchi numerosi fino al raggiungimento della maturità.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di vita. Specie di medie dimensioni. La dimensione massima può superare i 430 mm SL ed il peso di 2 kg.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie di origine virale e batterica. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui elminti, protozoi, sanguisughe, crostacei. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre gravi malattie micotiche. Tra i predatori di questa specie figurano varie specie di pesci, tra cui Sander lucioperca, Silurus glanis e Esox lucius, assieme ad uccelli ittiofagi come pellicani, cormorani, aironi ed altri trampolieri. Uova, larve, ed avannotti, vengono attaccate da crostacei, insetti acquatici, larve acquatiche carnivore di insetti, ed altri invertebrati.

 


 

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Status della specie - La specie ha subito un forte declino durante gli anni '50 e '60, quando l'accesso a molti importanti siti di frega fu bloccato dalla costruzione di grandi dighe, ma attualmente R. heckelii risulta ancora relativamente comune ed abbondante, in modo particolare nel bacino del Mare d'Azov. In ogni caso si sta verificando un calo numerico nelle popolazioni, dovuto principalmente all'aumento del livello di salinità nelle lagune e negli estuari del nord del Mar Nero. Si ritiene che questo fenomeno sia destinato ad aumentare in futuro, a causa delle frequenti siccità e dell'aumento del prelievo idrico legato sia all'irrigazione che all'uso domestico. All'interno dell'Unione europea, R. heckelii è presente nel delta del Danubio, nei bacini costieri a sud del Danubio in Romania, e nel lago greco Volvi. Si sospetta che anche le popolazioni di Rutilus dei bacini costieri bulgari e dei fiumi tributari del Mar Egeo a est del lago Volvi in Grecia facciano parte di questa specie.

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Anche se il numero di catture sta subendo una certa flessione, si tratta di una delle specie di grande valore per i pescatori del nord del Mar Nero. Rappresenta anche un'importante pesce foraggio per allevamenti di specie ittiche predatrici più pregiate. Ha carni considerate buone e saporite e paragonabili alla carpa. Regolarmente presente sui mercati dei paesi rivieraschi del Mar Nero, viene venduto fresco, salato o affumicato.

 

 

Pesca - La pesca professionale viene attivamente praticata, in mare con pescherecci, nei fiumi e lungo le coste con reti da posta, sciabiche, nasse  e bilance. La pesca sportiva viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura degli altri ciprinidi.

 

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