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Rovella, Sarmarutilus rubilio  (Bonaparte, 1837)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 37-42 (di norma 39-40). Squame circumpeduncolari: 14. Pinna dorsale: III/81/2. Pinna anale: III/91/2. Pinne pettorali: I/14-15. Pinne ventrali: I/8.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione traversale ellittica, leggermente compresso in senso laterale, di altezza massima equivalente a circa 2,8-3,1 volte SL. Profilo del dorso convesso. Negli esemplari di taglia maggiore può essere presente una lieve gibbosità nucale. Testa robusta, di lunghezza pari approssimativamente a 4,0-4,3 volte SL. Muso moderatamente smussato. Bocca relativamente piccola, in posizione subterminale. Occhio grande, di diametro di lunghezza pari o leggermente inferiore a quella del muso. origine della pinna dorsale allo stesso livello o leggermente dopo la corrispondenza con l'inserzione della pinna ventrale. Linea laterale completa, situata sotto la linea mediana del corpo, ed anteriormente incurvata verso l'alto. Livrea del dorso variabile da verde oliva a bruno verdastro. Fianchi dello stesso colore di fondo del dorso, con riflessi argentei e gradatamente più chiari in senso dorso-ventrale. Fuori dal periodo di frega, la striscia scura laterale estesa dall'occhio alla fine del peduncolo caudale, può risultare assente o appena percettibile. Tra dorso e parte superiore dei fianchi si osserva una striscia longitudinale dorata. Ventre di colore bianco, talvolta con sfumature giallastre. Iride dorata, con rari melanofori scuri. Pinne dorsale e caudale ialine, semitrasparenti, con sfumature grigie o verdastre. Negli esemplari adulti, le pinne pari e la pinna anale sono di colore rosso arancio, più acceso durante il periodo riproduttivo. Membrana del peritoneo di colore grigio molto scuro, spesso quasi nero.

 

 

Dimorfismo sessuale - Le pinne ventrali dei maschi, se piegate all'indietro raggiungono la regione anale. All'epoca della frega le femmine sono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. Nello stesso periodo i maschi sviluppano tubercoli nuziali sul capo e sulla porzione anteriore del tronco e delle pinne pettorali, ed assumono una livrea dai toni più accesi.

 

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Habitat e abitudini - Specie ubiquitaria ad ampia valenza ecologica. Si incontra in acque correnti, ferme o a lento corso, di preferenza su substrati misti a roccia, pietrisco, sabbia e ghiaia, ma vive bene anche in bacini con fondali prevalentemente fangosi e ricchi di vegetazione sommersa. Frequente in piccoli corsi d'acqua, soggetti a notevoli variazioni di portata stagionale, tipici dei paesi mediterranei. Nei periodi di siccità i pesci sopravvivono confinati in piccole pozze perenni. Tollera leggere concentrazioni di salinità, lungo le coste si spinge fin quasi alla zona di foce dei fiumi, ed è presente in canali e lagune costiere come il lago di Massaciuccoli in Toscana. Specie gregaria, forma branchi anche molto numerosi, spesso in associazione con altri ciprinidi, come B. tyberinus, S. lucumonis, T. muticellus e S. cephalus. Nei fiumi i branchi svernano in acque profonde, riparandosi sotto grandi massi o in anfratti del fondale, mentre nei laghi scendono sotto la linea del termoclino, senza però interrompere del tutto l'attività alimentare.

 

 

Alimentazione - Dieta onnivora, a composizione variabile secondo l'età ed i cicli stagionali. L'alimentazione comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe filamentose ed epilitiche e detrito organico. In estate la componente vegetale può divenire predominante. Larve ed avannotti si cibano di alghe, microinvertebrati, organismi planctonici, e detrito organico.

 

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Riproduzione - La frega generalmente si svolge da aprile a giugno, quando la temperatura dell’acqua è compresa tra i 16 ed i 17°C, può anticipare o posticipare a seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso. Gli accoppiamenti si svolgono in piccoli gruppi composti da una femmina e da vari esemplari maschi. La frega avviene in acque correnti poco profonde, ben ossigenate e con fondali a prevalenza di sabbia e ghiaia, ricchi d’idrofite. La femmina depone le uova a più riprese, con intervalli di alcuni giorni. Rispetto alle ridotte dimensioni la specie è molto prolifica, per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di piccole uova giallastre, adesive e dal diametro compreso tra 0,8 e 1,1 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale è breve, la schiusa si verifica dopo pochi giorni dalla fecondazione. Alla schiusa le larve  misurano circa 5-6 mm.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tmax = 9; K = 0.12; tm = 2). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra la fine del primo ed il secondo anno di vita. Dimensione massima: 25.0 cm TL. Età massima riportata: 9 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie -  La specie viene colpita da malattie, batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da infezioni micotiche. R. rubilio è preda di serpenti acquatici, varie specie di uccelli ittiofagi e pesci, tra cui molte specie predatrici immesse per fini alieutici. L'aumento di uccelli trampolieri, come aironi, garzette e nitticore, si è rivelato molto dannoso, in modo particolare per la pressione di pesca che esercitano su questa specie durante il periodo estivo, quando i torrenti sono in secca ed i pesci non trovano sufficiente riparo.

 


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Status della specieR. rubilio risulta in declino in tutto la sua area di distribuzione. La specie è gia scomparsa da quasi tutti i laghi e il suo areale risulta frammentato in tutti i corsi d'acqua. La sua area di distribuzione è diminuita di circa 30% negli ultimi 10 anni. La causa principale del crollo numerico e dell'estinzione della specie in acque ferme e nel corso principale dei maggiori fiumi è dovuta all'introduzione nell'habitat di specie ittiche alloctone con cui può ibridarsi(R. rutilus), competitrici alimentari (A. alburnus, C. auratus, A. brama) e predatrici (S. lucioperca, M. salmoides, S. glanis). Inoltre la sua presenza non è compatibile nelle acque ferme dove venga immesso R. aula, mentre convive bene con C. genei, nonostante IUCN sostenga il contrario. Alcune popolazioni possono entrare in declino o scomparire anche per le immissioni sovradimensionate di salmonidi nei torrenti di fondovalle, per inquinamento, captazione idrica, creazione di sbarramenti invalicabili che interrompono la continuità dei corsi d'acqua, per lavori in alveo ed estrazione di inerti.

 

 

Protezione - Alcune regioni e province italiane stanno emanando provvedimenti di protezione. R. rubilio è elencata come specie minacciata nell'allegato III della convenzione di Berna (fauna protetta) ed è segnalata tra le specie a rischio nella Direttiva Europea "Habitat" (92/43 CEE). Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata come prossima ad entrare in pericolo (NT, Near Threatened).

 

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Valore economico - Fino a poco dopo la metà del secolo scorso, la specie aveva valore economico limitato alle regioni in cui è diffusa. In alcuni paesi veniva commercializzata fresca insieme ad altri piccoli pesci. In alcune località lacustri gli esemplari più piccoli erano cucinati fritti e costituivano un piatto tipico abbastanza ricercato. Sul Lago Trasimeno, prima delle sua estinzione, causata quasi certamente dall’introduzione dell’alborella, la "Laschetta" (nome locale della rovella) godeva di un'alta considerazione gastronomica.

 

 

Pesca - La pesca professionale, ora inesistente, era praticata mentre venivano insidiate specie di maggior pregio con nasse, reti e bilance. La pesca sportiva viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano e degli altri ciprinidi.

 

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