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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Scardinius

Scardola di Petzea,

Scardinius racovitzai, Müller, 1958

 

Caratteri meristici - Siamo in attesa di acquisire ulteriori informazioni.

 

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© Wilhelm Sandor

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Descrizione - Corpo compatto, a sezione traversale ovale, lateralmente compresso e privo di gibbosità nucale. Testa con profilo dorsale convesso, di larghezza pari al 15-17% SL, e lunghezza equivalente al 28-31% SL. Bocca terminale, con apertura orale semiorizzontale. Muso corto, di lunghezza inferiore al diametro oculare. Tra le narici si osserva una scanalatura. Lunghezza del peduncolo caudale pari a 1.3-1.7 volte la sua altezza. Linea laterale completa, estesa dall'apice superiore dell'apertura branchiale fino alla base della pinna caudale. Livrea del dorso di colore verde smeraldo più o meno scuro. Lati della testa e fianchi chiari, con brillanti riflessi argentei e dorati. Assenza costante di banda laterale scura. Ventre di colore bianco, talvolta con sfumature giallastre alla base delle pinne. Iride argentea con bordi dorati. Pinne semitrasparenti. Pinna dorsale grigiastra. Pinne pari, pinna anale e lobo inferiore della pinna caudale giallastre, con bordi esterni di colore rosso più o meno acceso.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Le femmine tendono a raggiunger taglie maggiori rispetto ai maschi coetanei, durante il periodo riproduttivo appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi.

 

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Habitat e abitudini - Prima della distruzione del suo habitat, viveva esclusivamente in alcune sorgenti termali a Baile Episcopesti, nella Romania nord occidentale. Piccole risorgive poco profonde, con abbondante vegetazione acquatica. fondale prevalentemente melmoso, e temperature dell'acqua comprese mediamente tra 28 e 34 °C. Se esposti a temperature inferiori a 20 °C gli esemplari di questa specie muoiono. Di indole gregaria, forma piccoli branchi composti da alcune decine d'individui.

 

 

Alimentazione - L'alimentazione della specie è fortemente condizionata dal tipo di ecosistema. Quasi esclusivamente erbivora, si ciba di alghe filamentose e diatomee, ma nella dieta rientrano anche microinvertebrati e zooplancton.

 

 

Riproduzione - In natura la frega si svolgeva dalla fine di febbraio a circa metà marzo. Le uova erano deposte sulle idrofite alle quali aderivano. Dopo la frega i riproduttori muoiono.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. I maschi raggiungono la maturità sessuale alla fine del primo anno, le femmine al secondo. Specie di piccolissime dimensioni, gli individui più grandi non superano i nove centimetri di lunghezza.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Nell'ambiente della specie non erano presenti particolari predatori, in casi eccezionali alcuni esemplari potevano essere catturati da uccelli ittiofagi.

 


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Status della specie - L'area occupata da S. racovitzai è inferiore ad 1 km². Nel 1998, i rapporti provenienti dalla regione riportavano come l'habitat fosse ancora in buone condizioni e la popolazione della specie risultava numerosa. Nel 2000 il sito si presentava pesantemente inquinato da rifiuti, abbandonati probabilmente dai frequentatori dei bagni pubblici che sfruttano l'acqua calda proveniente dalle sorgenti. La recente ristrutturazione delle piscine ed il loro ampliamento hanno aumentato la sottrazione di acqua alle sorgenti, minacciando seriamente la sopravvivenza della specie, in modo particolare se fossero approvati ulteriori sviluppi estensivi degli stabilimenti balneari. Questa eventualità è divenuta realtà a causa dell'espansione dello stabilimento termale, ed il suo habitat è adesso quasi completamente asciutto. La specie, estinta in natura, sopravvive grazie a riproduzione in cattività, si spera in una sua futura reintroduzione nei luoghi di origine, una volta che almeno parte delle sorgenti termali sia stata rinaturalizzata.

 

 

Protezione - È stato sviluppato un progetto di conservazione ex situ per specie endemiche in via di estinzione sostenuto dal Mohamed bin Zayed Species Conservation Fund, di Abu Dhabi (progetto n° 13255722. Allevamento in cattività e mantenimento di popolazioni ex situ di Scardinius racovitzai e Melanopsis parreyssii). Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), la specie è ritenuta in pericolo critico di estinzione (CR B1ab(ii,iii)+2ab(ii,iii), Critically Endangered).

 

 

Valore economico - Grande interesse come specie rara endemica della Romania, e per la sua particolare ecologia. Al momento esemplari di questa specie vengono allevati e venduti come pesci da acquario.

 

 

Pesca - Era praticamente inesistente, se si eccettua il prelievo d'individui fatto per scopi scientifici.

 

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