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Il genere Squalius Bonaparte, 1837

Squalius (sottogenere di Leuciscus) Bonaparte 1837. Iconografia della fauna italica per le quattro classi degli animali vertebrati. Tomo III. Pesci. Roma. Iconografia della fauna italica per le quattro classi degli animali vertebrati. Tomo III. Pesci.: Fasc. 19-21, puntata 94-103, 105-109, 5 pls. Genere maschile. Specie tipo - Leuciscus squalus Bonaparte 1837. Tipo per designazione susseguente. In puntata 96, fasc. 19 sotto Leuciscus squalus e due specie addizionali; anche in fascicoli successivi. Tipo designato precedentemente da Jordan 1919:187. Opinioni - Nomenclatura generica valida come Squalius Bonaparte 1837, secondo Sanjur et al. 2003:20, Bogutskaya & Naseka 2004:88, Doadrio & Carmona 2006:199, Doadrio et al. 2007:89, Doadrio et al. 2007:247.

Originariamente ascritto come sottogenere al genere Leuciscus, la sistematica del genere Squalius  è ancora lontana dall'essere totalmente chiarita.  Il genere, ad ampia distribuzione eurasiatica, comprende numerose specie, molte delle quali scarsamente note e di difficile determinazione. Varie specie dell'Europa meridionale, dalla morfologia molto simile, sono state a lungo interpretate come variazioni clinali di S. cephalus e quindi parte di un unica specie ad ampia distribuzione. Il recente sviluppo delle tecniche d'indagine genetica e molecolare, ha però fornito dati che mostrano come molti dei taxa identificati dai primi autori siano realmente distinti. Ulteriori studi sono comunque necessari per poter raggiungere conclusioni tassonomiche definitive.

  Genere Specie  
Squalius

Squalius albus

Squalius aphipsi

Squalius aradensis

Squalius carolitertii

Squalius cephalus

Squalius cf. cii

Squalius illyricus

Squalius keadicus

Squalius laietanus

Squalius lucumonis

Squalius malacitanus

Squalius microlepis

Squalius moreoticus

Squalius orpheus

Squalius pamvoticus

Squalius peloponensis

Squalius prepensis

Squalius pyrenaicus

Squalius squalus

Squalius svallize

Squalius tenellus

Squalius torgalensis

Squalius valentinus

Squalius vardarensis

Squalius zrmanjae

Squalius sp. nov. Aoos

Squalius sp. nov. Evia

Squalius sp. nov. Evinos

Il genere Squalius comprende ciprinidi di taglia variabile da piccola a medio grande, caratterizzati dalla forma slanciata e robusta, con testa provvista di bocca grande in posizione terminale o subterminale. Assenza di barbigli. Denti faringei biseriati, normalmente presenti in numero di 2 sulla fila anteriore e 5 su quella posteriore. Linea laterale completa. Assenza di carena ventrale anteriormente all'apertura anale. Banda laterale scura assente o debolmente accennata (S. lucumonis). Origine della pinna dorsale più o meno alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali. Da 8 a 111/2 raggi divisi sulla pinna anale e da 7 a 81/2 raggi divisi sulla pinna dorsale.

Le specie del genere Squalius hanno una vasta valenza ecologica, sono diffuse dai grandi fiumi e laghi di pianura, fino ai torrenti a corrente sostenuta situati a quote relativamente elevate. Tutte le specie sono reofile e per la riproduzione necessitano di substrati duri, misti a sabbia, ghiaia e pietrisco, in acque correnti e ben ossigenate. Si incontrano comunque anche in corsi d'acqua e bacini con substrato fangoso, da cui però migrano nel periodo di frega. Lo spettro alimentare di questi ciprinidi è molto ampio, comprende sostanze di origine animale e vegetale, e consente una grande capacità di adattamento alle variazioni trofiche stagionali. Gli esemplari più grandi sviluppano spesso abitudini ittiofaghe. Si tratta di pesci gregari, che formano branchi composti anche da molti esemplari, generalmente di taglia e classe di età simili. Anche la tolleranza alle variazioni di temperatura risulta elevata, e non si verificano generalmente pause sul ritmo di attività alimentare. Le specie di questo genere possono facilmente ibridarsi tra loro o con specie dei generi Leuciscus, Rutilus e Alburnus. Le origini del gruppo sono molto altiche, fossili attribuibili a specie di questo genere o ad esso strettamente correlate sono noti in depositi datati all'Oligocene.

La grande capacità adattativa e la buona resilienza, garantiscono la sopravvivenza di molte delle specie presenti in Europa, ma si registrano vari casi di taxon in pericolo o gravemente minacciati di estinzione. Tra le cause principali di minaccia si registra la crescita incontrollata del numero di introduzioni non autorizzate, effettuate incautamente od accidentalmente, di specie ittiche alloctone. Queste immissioni e le transfaunazioni possono portare in breve tempo all'annientamento di intere popolazioni e determinare una grande incertezza nella definizione delle varie aree di distribuzione. Le specie alloctone danneggiano le popolazioni residenti per predazione diretta (specie predatrici), per competizione alimentare (specie onnivore) e determinano inquinamento dei pool genetici con la comparsa di popolazioni ibride risultanti da incroci tra esemplari indigeni e altri introdotti.

Considerazioni di carattere zoogeografico e paleontologico dovrebbero indurre ad una certa cautela nel riunire in una unica specie politipica e politopica (S. cephalus) la maggioranza delle popolazioni europee del genere Squalius. I pesci sono fisicamente confinati nel loro bacino idrogeografico, in assenza di modificazioni geologiche (captazione) o senza diretta azione umana, ogni popolazione resta isolata per periodi che spesso hanno la durata di milioni di anni, determinando la comparsa di notevoli differenze genetiche e molecolari in popolazioni storicamente ritenute conspecifiche. Considerando la necessità di preservare la biodiversità ittica europea, riconoscendo l'importanza e l'unicità dei pool genetici di Squalius caratteristici dei vari bacini idrogeografici, si dovrebbe incrementare lo studio e gli sforzi diretti alla loro conservazione e salvaguardia degli habitat naturali dove sono diffusi.


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