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Il cavedano
del fiume Arade,
Squalius aradensis (Coelho,
Bogutskaya, Rodrigues & Collares-Pereira, 1998) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 33 - 40 + 2. Squame
sopra la linea laterale: 7 - 8.5 . Squame sotto la linea laterale: 2.5 -
3. Branchiospine: 6 - 10. Vertebre: 37 - 38. Pinna dorsale: III,
8. Pinna anale: III, 7 - 8. Pinna caudale: 19. |
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Descrizione
- Corpo tozzo, moderatamente allungato, a sezione ellittica. Testa grande,
di lunghezza equivalente all'altezza del corpo. Bocca in posizione subterminale,
con mascella superiore poco più lunga dell'inferiore, e muso arrotondato.
Canale tra il preopercolare
e mandibolare in comunicazione con il canale infraorbitale. Ossa infraorbitali
quattro e cinque molto grandi, completamente fuse tra loro.
Denti faringei biseriati a bordo
seghettato. Squame cicloidi. Linea laterale leggermente incurvatura verso
l'alto nella porzione anteriore.
Pinna
dorsale con origine di poco posteriore alla corrispondenza con la base
delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno convesso. Pinna caudale
falcata, a margine nettamente inciso ed apici dei lobi arrotondati. Livrea
variabile, a seconda delle condizioni ambientali e fisiologiche. Tinta di
fondo del dorso da verde brunastro a verde oliva. Fianchi argentei, dello
stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo verso
il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o
bianco giallastro. Presenza di
striscia iridescente dorata estesa tra dorso e linea laterale.
Iride argentea pigmentata di nero.
Pinne di colore giallastro, ialine,
translucide e semitrasparenti. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e
spesse delle altre. Pinne ventrali e pinna anale spesso con riflessi di
colore arancio o rosso. Bordo esterno della pinna caudale leggermente
pigmentato di nero. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie ubiquitaria ad ampia valenza ecologica. Si incontra in acque
correnti, ferme o a lento corso.
Frequente nei torrenti e fiumi a media
portata, di tipo mediterraneo e soggetti a notevoli variazioni di livello,
tipici della regione dell'Algarve.
Nei periodi di siccità i pesci sopravvivono confinati in piccole pozze
perenni.
Tollera leggere concentrazioni di salinità, nei fiumi si spinge fin
quasi alla zona di foce, ed è presente in canali e lagune costiere.
Di indole gregaria forma gruppi di alcune
dozzine d'individui, generalmente della stessa taglia ed età. Svolge
attività durante tutto l'anno, senza entrare in ibernazione.
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Alimentazione - Specie opportunista non
specializzata a dieta onnivora. L'alimentazione comprende insetti
acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe, macrofite e
detrito organico, spesso viene integrata da rifiuti urbani e da pasture
gettate in acqua dai pescatori. In estate la componente vegetale viene
arricchita anche da frutta e semi caduti in acqua. Gli esemplari di taglia
maggiore predano anche larve ed avannotti di altre specie, girini e larve
di tritoni. Gli avannotti si
cibano di plancton, microinvertebrati, alghe e detrito di origine vegetale
o animale. |
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Riproduzione - La frega ha luogo da marzo a
giugno, a seconda delle condizioni climatiche e della portata dei corsi
d'acqua, quando la temperatura dell'acqua raggiunge circa 20°C. I
riproduttori si radunano in branchi e compiono brevi spostamenti per
raggiungere le aree di frega, generalmente situate in acque basse,
correnti e ben ossigenate, provviste o meno di vegetazione sommersa, con
fondale misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. La deposizione
si svolge in 2 - 3 riprese, con intervallo di alcuni giorni. Per stagione
ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, dal diametro di
circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla
schiusa. La durata dello sviluppo embrionale richiede meno di una
settimana. Dopo la schiusa le larve restano tra gli anfratti del substrato
fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. I maschi
raggiungono la maturità sessuale al secondo anno di vita, le femmine circa
un anno più tardi. Specie di piccola taglia, dimensione massima segnalata:
131 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie,
batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di
funghi. I principali predatori sono rappresentati da pesci, tra cui molte
specie di origine alloctona, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.
Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in magra, risultano
particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri (aironi,
garzette, ecc.). |
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Status
della specie - S. aradensis è diffuso in solo tre fiumi
del sud del Portogallo. La sua area di occupazione è inferiore a 2.000
km². In tutti i tre bacini le popolazioni risultano in declino, a causa di eccessivo
prelievo idrico, sommato a siccità prolungata ed all'introduzione di specie ittiche alloctone.
La comparsa di specie predatrici, tra cui M. salmoides ed E.
lucius, è alla base del recente calo nel numero degli individui adulti di S. aradensis. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata (VU B2ab (iii,v)). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Localmente
esisteva un limitato
commercio fino a poco dopo la metà del secolo scorso. La sua frittura era considerata
un piatto gustoso. S. aradensis ha notevole importanza scientifica
come rara specie endemica della Penisola Iberica. |
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Pesca - La pesca professionale veniva
praticata occasionalmente con nasse reti e bilance. La pesca sportiva
viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura
del cavedano e degli altri ciprinidi reofili. |
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