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Bordallo,
Squalius carolitertii
(Doadrio, 1988) |
Caratteri
meristici - Squame sulla linea laterale: 39-45. Squame sopra la linea laterale: 7-9. Squame sotto la
linea laterale: 3-4. Branchiospine: 8-11. Vertebre: 39-41.
Pinna dorsale: II-III/7-9. Pinne pettorali: I/15. Pinne ventrali: II/7. Pinna
anale: II-III/6-9.
Pinna caudale: 19. |
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Descrizione
- Corpo a sezione
trasversale ovale, compressa in senso laterale, più tarchiato rispetto
alle atre specie del genere presenti nella Penisola Iberica. Testa
robusta, di lunghezza pari all'altezza
massima del corpo, con bocca in
posizione subterminale e muso arrotondato. Ossa infraorbitali ravvicinate,
con gli infraorbitali quattro e cinque molto grandi, in
particolare il terzo è più stretto del quarto.
Sono presenti sia la comunicazione preopercolare - mandibolare, sia i
canali infraorbitali. Rispetto alle altre specie del genere, il
sopraetmoide appare corto.
Denti faringei biseriati a bordo
seghettato. Squame cicloidi. Linea laterale leggermente incurvatura verso
l'alto nella porzione anteriore.
Pinna
dorsale con origine nettamente posteriore alla corrispondenza con la base
delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno convesso. Pinna caudale
falcata, a margine nettamente inciso ed apici dei lobi arrotondati. Tinta
di fondo del dorso da verde brunastro a verde oliva. Fianchi argentei,
dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo
verso il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco
perlaceo o bianco giallastro. Presenza di
striscia iridescente dorata estesa tra dorso e linea laterale.
Iride argentea con riflessi dorati ed una leggera pigmentazione scura.
Pinne di colore giallastro,
translucide e semitrasparenti. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e
spesse delle altre. Pinne ventrali e pinna anale spesso con riflessi di
colore arancio o rosso. Bordo esterno della pinna caudale leggermente
pigmentato di nero. |
Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila, ben adattata al regime idrico incostante dei
bacini della Penisola Iberica. Diffusa prevalentemente nel tratto medio
dei fiumi e nei torrenti collinari e pedemontani, si incontra anche in
laghi e bacini artificiali, dove si trattiene in prossimità degli
immissari, e nel tratto terminale dei corsi d'acqua.
Di indole stanziale e
gregaria, forma gruppi di alcune dozzine d'individui, generalmente della
stessa taglia ed età. Svolge attività durante tutto l'anno, senza entrare
in ibernazione.
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Alimentazione - Specie opportunista non
specializzata a dieta onnivora. L'alimentazione comprende insetti
acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe, macrofite e
detrito organico, spesso viene integrata da rifiuti urbani e da pasture
gettate in acqua dai pescatori. In estate la componente vegetale viene
arricchita anche da frutta e semi caduti in acqua. Gli esemplari di taglia
maggiore predano anche larve ed avannotti di altre specie, girini e larve
di tritoni. Le larve e gli
avannotti si cibano di plancton, microinvertebrati, alghe e detrito di
origine vegetale o animale. |
Riproduzione - La frega ha luogo da aprile a
giugno, a seconda delle condizioni climatiche e della portata dei corsi
d'acqua. Le aree di frega sono generalmente situate in acque basse,
correnti e ben ossigenate, provviste o meno di vegetazione sommersa, con
fondale misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. La deposizione
si svolge in 2-3 riprese, con intervallo di alcuni giorni. Per stagione
ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, dal diametro di
circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla
schiusa. La durata dello sviluppo embrionale richiede meno di una
settimana. Dopo la schiusa le larve restano tra gli anfratti del substrato
fino al riassorbimento del sacco vitellino. La specie contribuisce alla
riproduzione ibrida di Iberocypris Alburnoides. |
Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta intorno al secondo anno di
vita. Dimensione massima segnalata: 250 mm SL. |
Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie di origine virale
e batterica. Ospite di varie specie di parassiti, tra cui vermi Trematodi,
Cestodi e altri elminti, protozoi, crostacei ed altri invertebrati. Esemplari
malati e/o feriti possono contrarre infezioni micotiche. S. carolitertii rientra nella
dieta di pesci, tra cui molte specie di origine
alloctona (Ameiurus melas, Silurus glanis, Esox lucius, Micropterus salmoides,
Sander Lucioperca), di uccelli ittiofagi e di rettili acquatici.
Uova, larve, ed avannotti vengono attaccati da crostacei, insetti
acquatici o larve acquatiche carnivore di insetti, e pesci. |
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Status
della specie - Anche se suddivisa in varie popolazioni
frammentate, la specie risulta comune e relativamente abbondante in tutta
la sua area di distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di
minaccia alla sua sopravvivenza. In ogni caso localmente alcune
popolazioni sono in declino, principalmente a causa dell'introduzione di specie esotiche nel suo
areale, come il persico sole
(Lepomis gibbosus), il pesce gatto (Ictalurus melas), il
black-bass (Micropterus salmoides),
il luccio (Esox lucius), il lucioperca (Stizostedion lucioperca)
ed altre specie di ciprinidi. Negli ultimi anni la situazione è
ulteriormente peggiorata, e la specie ha subito una notevole
accelerazione nel declino del numero di esemplari e di popolazioni. |
Protezione
- La specie è citata come in pericolo nel "Libro Rojo de los Vertebrados
Españoles". Nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources) la specie è invece classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).
Alla luce dei più recenti studi (Doadrio et al. 2011) la
categoria dovrebbe essere sostituita e la specie dichiarata in pericolo
(EN, endagered). |
Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Localmente
esisteva un limitato commercio fino a poco dopo la metà del secolo scorso.
S. carolitertii riveste una notevole importanza scientifica come
rara specie endemica della Penisola Iberica e per lo studio della
particolare riproduzione ibrida di Squalius (Iberocypris)
alburnoides. |
Pesca - La pesca professionale veniva
praticata occasionalmente con nasse reti e bilance. La pesca sportiva
viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura
del cavedano e degli altri ciprinidi reofili. |
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