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Il
cavedano etrusco,
Squalius lucumonis
(Bianco, 1983) |
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Nomi
comuni esteri - Inglese - Etruscan
chub, Toscana stream chub. Francese - Chevaine du Toscane. Tedesco -
Toskanischer Döbel. Repubblica Ceca - Jelec italský. |
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Squalius lucumonis
(Bianco, 1983). "Leuciscus lucumonis" n. sp. from Italy (Pisces:
Cyprinidae). Senckenb. Biol. 81-87. v. 64 (n° 1/3) 82 Fig. 1. Sinonimo
senior,
nuova combinazione, nomenclatura ICZN valida.
Leuciscus lucumonis
Bianco, 1983. "Leuciscus lucumonis" n. sp. from Italy (Pisces:
Cyprinidae). Senckenb. Biol. 81-87. v. 64 (n° 1/3) 82 Fig. 1. Sinonimo
senior, combinazione originale,
nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Nomenclatura valida come Leuciscus
lucumonis Bianco 1983, secondo Bianco & Taraborelli 1984, Kottelat
1997:69, Bianco & Ketmaier 2001:194. Nomenclatura valida come
Squalius lucumonis (Bianco 1983), secondo Sanjur et al.
2003:22. Vedere Ketmaier et al. 1998:47.
Località tpo: torrente vicino a Campagnatico e Istia d'Ombrone, bacino del
fiume Ombrone, provincia di Grosseto, Toscana, Italia. Tipo: IZA 8238.
Paratipi: BMNH 1982.10.6.1-3 o 1982.12.7.5-7 (3); IZA 8225-1 (1), 8225-2
(2), 8225-3 (19), 8237 (12); SMF 16967 (6).
Leuciscus lucumontis Bianco, 1983. "Leuciscus
lucumonis" n. sp. from Italy (Pisces: Cyprinidae). Senckenb. Biol.
81-87. v. 64 (n° 1/3) 82 Fig. 1. Errore ortografico, nomenclatura ICZN non
valida. |
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Note
sulla sistematica - Riportiamo integralmente la nota riportata
in "I Pesci delle Acque Interne Italiane" di G. Gandolfi, S.
Zerunian, P. Torricelli, A. Marconato.
"L'analisi
dei dati riportati nella descrizione di L. lucumonis induce ad
esprimere alcuni dubbi sulla possibilità che si tratti di una buona
specie, che peraltro sarebbe passata inosservata per secoli nonostante che
i corsi d'acqua nei quali è presente siano assiduamente frequentati da
pescatori e siano stati oggetto in passato di indagini faunistiche. Gli
elementi che separerebbero L. lucumonis da L. cephalus
riguardano i valori di pochi caratteri morfometrici e quelli di alcuni
caratteri meristici, quali il numero di scaglie lungo la linea laterale,
il numero di branchiospine, il numero di raggi nella pinna anale e nelle
pinne ventrali; per tutti questi caratteri c'è però una sovrapposizione
parziale di valori, per cui nessuno risulta avere un valore diagnostico
certo. La colorazione di L. lucumonis risulta lievemente diversa,
essendo più scura, rispetto a quella di L. cephalus. Infine, la
taglia è nettamente inferiore in L. lucumonis. I dati sopra
riportati ci sembrano per ora non sufficienti per accettare in via
definitiva la nuova specie e ci fanno sorgere dubbi in proposito.
Probabilmente i "lucumonis", essendo in simpatria con
popolazioni di S. cephalus in tutto il loro areale e costituendo
popolazioni caratterizzate da una variabilità che in qualche modo li
differenzia da questi, non rappresentano espressioni di una normale
variabilità intraspecifica. Resta però l'ipotesi che si possa trattare
di ibridi tra L. cephalus e un altro Leuciscino. Considerando
alcuni dei caratteri descritti, potrebbe trattarsi di ibridi L.
cephalus x L. souffia: il numero e la disposizione dei denti
faringei sarebbero come nelle due presumibili specie parentali; la
colorazione del corpo e la disposizione dei tubercoli nuziali mostrano
caratteristiche di tipo intermedio; i valori dei caratteri meristici
risultano in parziale sovrapposizione con quelli di L. cephalus.
Ibridi tra cavedano e vairone sono già stati segnalati per l'Italia senza
che, tuttavia, siano stati forniti elementi diagnostico. Anche la
possibilità di ibridazione L. cephalus x R. rubilio
potrebbe essere presa in considerazione, dato che alcuni caratteri di
L. lucumonis, in particolare la livrea e la disposizione dei tubercoli
nuziali, si avvicinano a quelli di R. rubilio. Su materiale della
Calabria è stato descritto un singolo esemplare come ibrido tra queste
due specie e più in generale sono noti ibridi Leuciscus x Rutilus.
Consideriamo quindi con molta prudenza la possibilità che esista un
Leuciscus endemico nei bacini della Toscana, dell'Umbria e dell'alto
Lazio. A nostro avviso è necessaria un'indagine più approfondita che
prenda in considerazione la variabilità intraspecifica, la conoscenza dei
vari aspetti biologici e la possibilità di ibridazioni."
Per
chi scrive (S. Porcellotti), da anni frequentatore dei fiumi dell'area di
S. locumonis e co-redattore della "Carta delle Vocazioni Ittiche
della Provincia di Arezzo", tali osservazioni possono essere accolte solo in parte. La
morfologia della specie è stabile in tutte le stazioni dove ho catturato
individui di S. locumonis: fiumi Arno, Ombrone e Tevere, inoltre la specie
è presente in aree dove T. souffia e R. rubilio si sono estinte da anni.
Personalmente ritengo che S. lucumonis sia più strettamente
correlato con altre specie del genere diffuse nell'area mediterranea, e specializzate per la vita
in corsi d'acqua a regime torrentizio soggetti a lunghi periodi di magra
ed a piene improvvise, rispetto a specie di grande taglia, presenti in
Europa centro orientale, ed affini a S. cephalus. Alla luce dei più
recenti studi genetici e molecolari effettuati sulle specie del genere
Squalius, la specie viene ritenuta valida, come viene anche ratificato
dall'Istituto di Nomenclatura Zoologica e dal comitato redattore della
Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources). |
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Fonti bibiografiche
principali - Kottelat M. and J. Freyhof
2007. Handbook of European freshwater fishes. Kottelat, Cornol,
Switzerland and Freyof, Berlin, Germany. Pagina 267 - 268. |
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Distribuzione
di Squalius lucumonis secondo IUCN |
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Specie
endemica italiana. Il cavedano etrusco deve il proprio nome al fatto
di essere esclusivo dell'Ombrone (presso Campagnatico e Istia, in
provincia di Grosseto), dell'Arno superiore e del tratto del Tevere
corrispondente alla zona di Umbertide (Perugia). Corsi d'acqua
corrispondenti nel territorio della Lega dei Dodici Popoli etrusca,
da cui il nome. |
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Bibliografia -
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(formerly British Museum of Natural History (BMNH)). Natural History
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