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Il
cavedano etrusco,
Squalius lucumonis
(Bianco, 1983) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie
laterale: 37 - 40 + 3. File di squame sopra la linea laterale: 7 - 9. File
di squame sotto la
linea laterale: 2 - 3. Branchiospine: 6 - 9. Pinna
dorsale: III, 7. Pinna caudale: 19. Pinne
ventrali: II, 6 - 8. Pinna anale: III, 8. Denti faringei: 2.5 - 5.2.
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Descrizione
- Corpo allungato a sezione trasversale ovale, compresso
lateralmente. Negli esemplari di taglia maggiore è presente una leggera
gibbosità nucale. Testa grande e larga. Bocca in posizione terminale, con
mascella superiore leggermente più lunga di quella inferiore.
Muso conico a punta arrotondata. Denti faringei biseriati, uncinati, e con
bordo seghettato. Squame cicloidi, spesso di dimensioni non uniformi.
Linea laterale incurvata verso l'alto nella porzione anteriore.
Pinna
dorsale con origine posteriore alla base delle pinne ventrali. Pinna
anale a bordo esterno convesso. Pinna caudale falcata con apici dei lobi
arrotondati.
Livrea meno variabile rispetto alle altre specie del genere Squalius.
Dorso di colore verde bruno o grigio bruno,
con riflessi metallici. Fianchi
argentei con riflessi dorati, dello stesso colore di fondo del dorso,
gradatamente più chiari procedendo verso il ventre. Ventre e parte
inferiore del capo di colore bianco perlaceo o bianco giallastro.
Sui fianchi è
solitamente presente una banda scura, ma può anche essere del tutto assente
o leggermente accennata.
Se si osserva l'esemplare da una
certa angolazione, si nota una striscia iridescente dorata situata tra
dorso e linea laterale. Squame
con tasca dermica e margine esterno punteggiati di scuro.
Il bordo scuro forma una disegno reticolare
sui fianchi meno regolare rispetto a S. cephalus, a causa delle
diverse dimensioni delle varie squame. Pinne translucide, di
colore giallastro chiaro, più o meno pigmentate di nero lungo i raggi di
sostegno. Le pinne pari possono assumere sfumature arancione
pallido. Iride argentea, con
puntinatura scura e riflessi giallastri.
Assenza di di bordo scuro sulla
pinna caudale ridotto o del tutto assente. Peritoneo argenteo o grigiastro.
S. lucumonis è
stato spesso confuso con la specie simpatrica S. squalus, da cui si differenzia per la struttura brachimorfa
del capo e per i 7 raggi divisi della pinna dorsale.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante il periodo riproduttivo i maschi
sviluppano di tubercoli nuziali sul
capo, sulle ossa opercolari e nella parte anteriore del dorso, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa delle uova. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila tipica di acque pure e chiare, con corrente
sostenuta e substrato misto a roccia, pietrisco, sabbia e ghiaia.
Vive di preferenza nei tratti collinari e pedemontani montani di piccoli
torrenti, dove risulta particolarmente frequente alla confluenza tra
gli affluenti ed il corso principale dei corsi d'acqua maggiori. Individui
isolati o a piccoli gruppi stazionano anche nelle zone poco profonde a
corrente veloce dei fiumi maggiori, ma non si incontrano mai in laghi,
bacini artificiali ed acque chiuse e stagnanti. L'habitat tipico della
specie è rappresentato da corsi d'acqua di tipo mediterraneo
caratterizzati da forti escursioni stagionali di temperatura e di portata
che, durante il periodo estivo, possono prosciugarsi per lunghi tratti. In
tali condizioni i pesci sopravvivono confinati in piccole pozze perenni
fino al ripristino delle condizioni ambientali. Di indole meno gregaria
rispetto ad altre del genere, vive solitario o forma gruppi di alcune
dozzine d'individui, generalmente di taglia ed età simile. Soltanto
durante il periodo di frega, i riproduttori si riuniscono in branchi più
numerosi. Generalmente svolge attività durante tutto il corso dell'anno,
solo nei periodi invernali più rigidi o durante le forti piene, quando
resta nascosto nelle pozze più profonde e tra gli anfratti del substrato.
S. lucumonis, assieme a R. rubilio, B. tyberinus, T.
muticellus e P. nigricans, è tra le specie più caratteristiche
della tipica comunità ittica di torrente del distretto Arno-tiberino.
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Alimentazione - Dieta onnivora, a
composizione variabile secondo l'età ed i cicli stagionali.
L'alimentazione comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei,
plancton, alghe e detrito organico. La componente vegetale della dieta è
meno importante rispetto a quella animale. Gli esemplari di taglia
maggiore predano anche larve ed avannotti di altre specie, girini e larve
di tritoni. Gli avannotti si
cibano di plancton, microinvertebrati, alghe e detrito organico. |
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Riproduzione
- Molto scarse sono le
informazioni sulla biologia riproduttiva, sembra che le gonadi raggiungano il massimo sviluppo
tra aprile e giugno. Tra esemplari raccolti durante il periodo di frega, si
sono osservate femmine con uova del diametro di 1,2 - 1,4
mm, fatto che potrebbe indicare la presenza di una frega
policiclica, adattamento in linea con l'imprevedibilità delle condizioni ambientali
dei torrenti in cui vive la specie.
La frega a seconda delle condizioni
climatiche e della portata dei torrenti, quando la temperatura dell'acqua
raggiunge circa 20°C. I riproduttori si spostano in aree idonee alla
frega, generalmente situate in acque basse (10 - 12 cm), correnti e ben
ossigenate, con fondale misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco.
La deposizione si svolge in più riprese, con intervallo di alcuni giorni.
Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, di
colore giallo arancio e dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione
le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale
è rapido, dipende dalla temperatura dell'acqua e richiede da pochi giorni
ad una settimana. Dopo la schiusa le larve giacciono tra gli anfratti del
substrato fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi.
la maturità sessuale viene raggiunta in entrambi i sessi a circa 2 anni.
Il ritmo di crescita è decisamente inferiore
rispetto a S. squalus. Studi svolti su di una popolazione del fiume Ombrone
riportano una lunghezza standard di circa 40 - 45 mm al
1° anno, 75 - 80 mm al 2°, 105 - 110 mm al 3° e 125 - 130 mm al 4°. La maggior
parte degli individui non giunge al compimento del 5° anno di vita e non
supera la lunghezza standard di 130 - 140 mm. Specie di taglia medio piccola,
dimensione massima segnalata: 20 cm SL.
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Predatori,
parassiti e malattie - La
specie viene colpita da malattie, batteriche, virali e, in condizioni di
sofferenza, da vari ceppi di funghi. I principali predatori sono
rappresentati da varie specie di pesci (salmonidi) uccelli ittiofagi e
serpenti acquatici (Natrix). Durante il periodo estivo, quando i
corsi d'acqua entrano in forte magra, risultano particolarmente dannose
tutte le specie di uccelli trampolieri (aironi, garzette, ecc.). |
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Status
della specie - La presenza di S. locumonis è limitata
ai bacini di quattro fiumi, considerati come località separate, il fiume
Arno, il fiume Tevere, l'Ombrone ed il Serchio. L'area di occupazione
stimata (AOO), risulta inferiore a 500 km². L'habitat della specie risulta
in continua riduzione, a causa di alterazioni antropiche di vario tipo,
tra cui inquinamento di varia origine, prelievo idrico eccessivo nei periodi di magra,
canalizzazioni e costruzione di dighe ed altre strutture invalicabili, in
grado di interrompere la continuità fluviale frammentando le popolazioni.
Inoltre si teme per le possibili conseguenze negative legate alla recente
introduzione di molte specie ittiche alloctone, che potrebbero determinare
la comparsa di patogenesi e la diffusione di parassiti letali. Inoltre la
pressione predatoria sulla specie è in crescita a causa delle semine di
salmonidi, spesso sovradimensionate, effettuate per sostenere la pesca
sportiva. |
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Protezione
- Attualmente nessuna. La specie è inserita nell'annesso III della Convenzione di
Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat
naturali, come specie minacciata. Elencata nell'Annesso II della Direttiva
Habitat Dell'Unione Europea. Nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è
considerata in pericolo (EN B2ab(i,ii,iii,iv), Endagered). Per questi motivi, la Regione Toscana e la
Provincia di Arezzo hanno allo studio provvedimenti volti alla protezione
della specie da sottoporre anche alle attenzioni dell'autorità europea
competente in materia. |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Fino a poco dopo
la metà del secolo scorso, la specie veniva utilizzata per l'alimentazione
umane e consumata sia come frittura che in umido. S. lucumonis ha
notevole interesse scientifico come specie rara ed endemica del distretto
Arno tiberino.
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Pesca - La pesca professionale è inesistente,
una volta era praticata occasionalmente, mentre venivano insidiate specie
di maggior pregio con nasse, reti e bilance. La pesca sportiva si pratica
con mosca o con galleggiante, soprattutto nei tratti dove la corrente è
veloce e forma risucchi. Nella pesca con galleggiante le lenze sono simili
a quelle usate per gli altri Ciprinidi reofili. Abbocca volentieri alla
mosca, ma non ha molta importanza per questa disciplina sportiva.
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