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Il cavedano
di Malaga, Squalius
malacitanus Doadrio & Carmona, 2006 |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 10. Vertebre: 38; 21 addominali e 17
caudali. Squame in serie laterale: 37 - 41 + 2. Pinna dorsale: II - III; 7
- 9. Pinna anale: II - III; 7 - 8. File di squame sopra la linea laterale:
7.6. File di squame sotto la linea laterale: 3. |
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Descrizione -
Corpo allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente.
Gibbosità nucale assente o poco marcata. Testa relativamente grande, di
lunghezza pari o leggermente inferiore all'altezza massima del corpo. Ossa
infraorbitali larghe, con gli infraorbitali 2 e 5 ben sviluppati. Bocca in
posizione terminale, con denti
faringei biseriati a bordo seghettato. Mascella priva di processo
anteriore appuntito.
Lunghezza del muso equivalente al diametro
oculare o leggermente inferiore. Peduncolo caudale di lunghezza pari a 2.4
- 2.8 volte la sua altezza.
Squame cicloidi. Linea laterale incurvata
verso l'alto nella porzione anteriore.
Pinna
dorsale con origine posteriore alla corrispondenza con la base
delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno quasi rettilineo o
debolmente convesso. Tinta di fondo del dorso più o meno scura,
a seconda delle condizioni ambientali e dello stato fisiologico del pesce,
normalmente
di colore verde con sfumature
marroni o grigie. Fianchi argentei, dello
stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo verso
il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o
bianco giallastro. Tra dorso e
linea laterale è presente una
striscia iridescente dorata. Squame
dei fianchi con tasca dermica scura. Iride argentea a riflessi dorati.
Pinne semitrasparenti di colore
giallastro. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e spesse delle altre. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila tipica di
fiumi e torrenti collinari e pedemontani,
con acque pure e chiare, e substrato misto a roccia,
pietrisco, sabbia e ghiaia.
Frequente nei torrenti e fiumi di tipo mediterraneo, soggetti a notevoli
variazioni di livello, tipici
della Spagna meridionale. Nei
periodi di siccità i pesci sopravvivono in pochi esemplari restando
confinati in piccole pozze perenni. Di indole
gregaria, forma gruppi di alcune dozzine d'individui, generalmente di
taglia ed età simile. In estate i branchi sono attivi in
acque relativamente veloci e di media profondità, mentre nella stagione
fredda svernano nelle acque calme delle pozze più profonde. Svolge
attività durante tutto l'anno, rallentando leggermente l'attività soltanto
nei periodi più rigidi.
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Alimentazione - Specie opportunista
non specializzata, a dieta onnivora variabile secondo l'età ed i cicli stagionali. La
componente animale dell'alimentazione è leggermente prevalente rispetto a
quella vegetale,
comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe
e detrito organico. In estate la parte vegetale viene arricchita
anche da frutta, semi caduti in acqua, e da rifiuti di origine urbana. Gli
esemplari più grandi predano anche larve ed avannotti di altre specie,
girini e larve di tritoni. Le
larve e gli avannotti si cibano di plancton, microinvertebrati, alghe filamentose, e detrito organico. |
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Riproduzione - La frega ha luogo in
primavera, può anticipare o posticipare a seconda delle condizioni
climatiche dell'anno in corso. Le aree adatte alla riproduzione
sono
generalmente situate in acque, correnti e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di sabbia,
ghiaia e pietrisco. La deposizione si svolge in più riprese, con pause di alcuni giorni. Per stagione ogni femmina produce alcune
migliaia di uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione
le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello
sviluppo embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra
gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno
di vita. Specie di piccole dimensioni. Dimensione massima segnalata: 80
mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie,
batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di
funghi. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci
(molti di origine alloctona) uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.
Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in magra, risultano
particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri. |
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Status
della specie - S. malacitanus ha un'area di distribuzione
molto limitata, viene segnalato soltanto in cinque località, nei bacini
dei fiumi Guadalmina e Guadiaro, e la sua superficie di occupazione
effettiva viene stimata tra i 100 km² ed i 5.000 km². Tutte le popolazioni
risultano entrare in declino, principalmente a causa della continua
perdita di habitat causata da prelievo idrico eccessivo (in particolare
dagli attingimenti attuati per irrigare i numerosi campi da golf di
recente costruzione). In misura minore la specie viene minacciata anche da
specie ittiche introdotte, da inquinamento, e della
messa in opera di canalizzazioni, dighe ed altri sbarramenti invalicabili. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata in
pericolo (EN B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v), Endagered). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. La specie ha
importanza scientifica come endemismo iberico. |
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Pesca - La pesca professionale è
inesistente. La specie viene catturata casualmente da pescatori sportivi
che insidiano altri ciprinidi con
tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano. |
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