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Il cavedano
dell'Acaia, Squalius
moreoticus (Stephanidis, 1971) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 41 - 44 + 2 - 3. Pinna dorsale: III;
81/2. Pinna anale: III;
91/2. |
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Descrizione -
Corpo allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente.
Gibbosità nucale assente, i profili dorsale e ventrale hanno curvatura
simile. Testa di
lunghezza pari al 23 - 25% SL, 0.9 - 1.1 volte l'altezza massima del corpo. Bocca in
posizione terminale, con denti
faringei biseriati a bordo seghettato. Mascella inferiore con mento ben
sviluppato, non coperto dal labbro superiore a bocca chiusa. Labbro
superiore non sporgente o leggermente rivolto in avanti. Occhio
grande, con diametro equivalente
al 22 - 25% della lunghezza del capo.
Squame cicloidi. Linea laterale leggermente incurvata
verso l'alto nella porzione anteriore.
Pinna
dorsale con origine posteriore alla corrispondenza con la base
delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno quasi rettilineo. Tinta di fondo del dorso più o meno scura,
normalmente
di colore verde con sfumature
grigie o bluastre. Fianchi argentei, dello
stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo verso
il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o
bianco giallastro. Tra dorso e
linea laterale è presente una
striscia iridescente dorata. Iride argentea
a riflessi dorati.
Pinne semitrasparenti di colore
giallastro. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e spesse delle altre. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie ubiquitaria ad ampia valenza ecologica. Si incontra in acque
correnti, ferme o a lento corso.
Frequente nei torrenti e fiumi a media
portata, di tipo mediterraneo e soggetti a notevoli variazioni di livello,
tipici del Peloponneso, vive anche in canali, zone paludose, laghi e
bacini artificiali. Nei periodi
di siccità, quando i corsi d'acqua vanno in secca, i pesci sopravvivono
confinati in piccole pozze perenni. Di indole gregaria forma gruppi non
molto numerosi, generalmente composti da esemplari della stessa taglia ed
età. In estate i branchi sono attivi nei fiumi in acque relativamente
veloci e di media profondità, nei laghi stazionano lungo le coste. Nella
stagione fredda svernano nelle acque calme delle pozze più profonde o
scendono sotto la linea del termoclino. Svolge attività durante tutto
l'anno, rallentando leggermente l'alimentazione soltanto nei periodi più
rigidi.
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Alimentazione - Specie opportunista
non specializzata, a dieta onnivora variabile secondo l'età ed i cicli stagionali.
Comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe
e detrito organico. In estate la parte vegetale viene arricchita
anche da frutta, semi caduti in acqua, e da rifiuti di origine urbana. Gli
esemplari più grandi predano anche larve ed avannotti di altre specie,
girini e larve di tritoni. Le
larve e gli avannotti si cibano di plancton, microinvertebrati, alghe filamentose, e detrito organico. |
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Riproduzione - La frega ha luogo in
primavera, può anticipare o posticipare a seconda delle condizioni
climatiche dell'anno in corso. Le aree adatte alla riproduzione
sono
generalmente situate in acque, correnti e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di sabbia,
ghiaia e pietrisco. Nei laghi i riproduttori si spostano negli immissari
od in prossimità delle loro foci. La deposizione si svolge in più riprese, con pause di alcuni giorni. Per stagione ogni femmina produce alcune
migliaia di uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione
le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello
sviluppo embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra
gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta alla fine del primo anno
di vita. Specie di piccole dimensioni. Dimensione massima segnalata: 210
mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie,
batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di
funghi. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci
(molti di origine alloctona) uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.
Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in magra, risultano
particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri. |
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Status
della specie - S. moreoticus ha un'area di distribuzione
molto limitata, comprende il lago di Stinfalo (3 km²) ed il bacino del
fiume Vouraikos, un corso d'acqua lungo circa 20 km, ma è probabilmente
presente anche in altri bacini del Peloponneso settentrionale. La sua
attuale diffusione, basata sugli accertamenti noti, viene stimata a meno
500 km², con un'area di occupazione effettiva inferiore a 25 km². Nel 1998
il lago di Stinfalo si prosciugò completamente, a causa di un lungo
periodo di siccità e per il forte prelievo idrico, e la specie non fu
rintracciata nei campionamenti svolti nel 2002, comunque in una successiva
campagna (2004) fu osservata la presenza di numerosi avannotti e larve
riferibili al genere Squalius. La specie soffre particolarmente per
il susseguirsi di siccità, conseguenti all'alterazione climatica globale,
e per il contemporaneo aumento del prelievo idrico, legato al grande
afflusso di turisti nel periodo estivo, oltre che al tradizionale scopo
irriguo. In misura minore S. moreoticus viene minacciato anche da
specie ittiche introdotte, da inquinamento, e della messa in opera di
canalizzazioni, dighe ed altri sbarramenti invalicabili. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata in
pericolo (EN B1ab(ii,iii,v)+2abc(ii,iii,v), Endagered). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Ha
importanza scientifica come endemismo ellenico. |
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Pesca - La pesca professionale è
inesistente. La specie viene catturata casualmente da pescatori sportivi
che insidiano altri ciprinidi con
tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano. |
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