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Il cavedano
di Acarnania, Squalius
pamvoticus (Stepahnidis, 1939) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 43 - 47 + 2 - 3. Pinna dorsale: III;
81/2. Pinna anale: III;
91/2. |
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Descrizione -
Corpo allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente,
con altezza massima pari al 22 - 25% SL.
Negli esemplari di taglia maggiore è presente una leggera gibbosità nucale. Testa di
lunghezza equivalente al 26 - 27% SL. Bocca in
posizione subinferiore, con denti
faringei biseriati a bordo seghettato. Labbro superiore sporgente sopra la
mascella inferiore. Distanza infraorbitale equivalente a 1.4 - 1.7 volte
il diametro oculare. Squame cicloidi. Linea laterale leggermente incurvata
verso l'alto nella porzione anteriore del corpo.
Pinna
dorsale con origine poco posteriore alla corrispondenza con la base
delle pinne ventrali. Peduncolo caudale di lunghezza pari al 18 - 21% SL. Pinna anale a bordo esterno
diritto. Tinta di fondo del dorso più o meno scura,
di colore verde con sfumature
grigie o bluastre. Fianchi argentei, dello
stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo verso
il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o
bianco giallastro. Tra dorso e
linea laterale è presente una
striscia iridescente dorata.
Squame dei fianchi con bordo libero scuro e tasca dermica
leggermente pigmentata di marrone scuro. Iride argentea con riflessi
dorati e fine puntinatura nera.
Pinne semitrasparenti di colore
giallastro o grigiastro. Pinna dorsale e pinna caudale più scure,
robuste e spesse rispetto alle altre. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila tipica di acque correnti, pure e chiare, e substrato
misto a roccia, pietrisco, sabbia e ghiaia.
Frequente nei torrenti e fiumi di tipo mediterraneo, soggetti a notevoli
variazioni di livello, tipici
della Grecia occidentale, si incontra più raramente in acque ferme o a
lento corso, con fondali a prevalentemente melmosi.
Di indole gregaria, forma gruppi di alcune
dozzine d'individui, generalmente di taglia ed età simile. In estate i
branchi sono attivi in acque relativamente veloci e di media profondità,
mentre nella stagione fredda svernano nelle acque calme delle pozze più
profonde. Svolge attività durante tutto l'anno, rallentando leggermente
l'attività soltanto nei periodi di freddo più intenso.
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Alimentazione - Specie opportunista
non specializzata, a dieta onnivora variabile secondo l'età ed i cicli stagionali.
Comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe
e detrito organico. In estate la parte vegetale viene arricchita
anche da frutta, semi caduti in acqua, e da rifiuti di origine urbana. Gli
esemplari più grandi predano anche larve ed avannotti di altre specie,
girini e larve di tritoni. Le
larve e gli avannotti si cibano di plancton, microinvertebrati, alghe filamentose, e detrito organico. |
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Riproduzione - La frega ha luogo in
primavera, da aprile a giugno, anticipa o posticipa a seconda della
portata dei corsi d'acqua e delle condizioni
climatiche dell'anno in corso. Le aree di riproduzione
sono
generalmente situate in acque correnti e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di sabbia,
ghiaia e pietrisco. La deposizione si svolge in più riprese, con pause di alcuni giorni. Per stagione ogni femmina produce alcune
migliaia di uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione
le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo
sviluppo embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra
gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra la fine del primo anno
di vita ed il secondo. Specie di dimensioni medie, raggiunge raramente taglie
di poco superiori ai 300 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie,
batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di
funghi. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci
(molti di origine alloctona) uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - S. pamvoticus risulta comune e relativamente abbondante in tutta la sua area di
distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di minaccia alla sua
sopravvivenza. Localmente possono alcune popolazioni possono
entrare in declino, particolarmente per
il susseguirsi di siccità, conseguenti all'alterazione climatica globale,
e per il contemporaneo aumento del prelievo idrico legato al tradizionale scopo
irriguo. In misura minore la specie è minacciata da
specie ittiche introdotte, inquinamento, canalizzazioni, dighe ed altri sbarramenti
fluviali. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Ha
importanza scientifica come endemismo dei Balcani. |
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Pesca - La pesca professionale è
inesistente. La specie viene catturata casualmente da pescatori sportivi
che insidiano altri ciprinidi con
tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano. |
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