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Il cavedano
di Olimpia, Squalius peloponensis (Valenciennes, 1844) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 40 - 44 + 2 - 3. Pinna
dorsale: III; 81/2.
Pinna anale: III; 8 - 91/2. |
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Descrizione -
Corpo allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente.
Testa di lunghezza circa uguale all'altezza massima del corpo, 24 - 27% SL. Bocca in posizione subinferiore, con denti
faringei biseriati a bordo seghettato. Labbro superiore sporgente sopra la
mascella inferiore. Linea laterale leggermente incurvata
verso l'alto nella porzione anteriore del corpo.
Pinna
dorsale con origine in corrispondenza della parte posteriore della base delle
pinne ventrali. Bordo esterno della pinna anale leggermente convesso. Tinta di fondo del dorso di colore verdastro
con sfumature grigie o brune e riflessi bluastri. Fianchi
argentei, dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari
procedendo verso il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore
bianco perlaceo o bianco giallastro.
Tra dorso e linea laterale è
presente una striscia
iridescente dorata. Il bordo libero
delle squame presenta una leggera pigmentazione scura. Iride argentea con riflessi dorati e fine puntinatura nera.
Pinne semitrasparenti di colore
giallastro o grigiastro. Sulla metà anteriore della pinna anale si nota
una caratteristica macchia scura, formata dal pigmento presente sui raggi. Pinna dorsale e pinna caudale più scure
e spesse rispetto alle altre. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi
sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le
femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila, tipica di acque correnti con substrato misto a
roccia, pietrisco, sabbia e ghiaia.
Vive di preferenza nei tratti collinari e pedemontani montani di fiumi e
torrenti, mentre si incontra più raramente in laghi e bacini artificiali,
e mai in acque ferme o stagnanti. L'habitat tipico è costituito da corsi
d'acqua di tipo mediterraneo caratterizzati da forti escursioni stagionali
di temperatura e di portata. S. peloponensis è meno gregario
rispetto ad altre specie del genere, normalmente vive solitario o forma
gruppi di alcune dozzine d'individui di taglia ed età simili. Soltanto
durante il periodo di frega, i riproduttori si riuniscono in branchi più
numerosi. Svolge attività durante tutto l'anno, resta nascosto nelle pozze
più profonde e tra gli anfratti del substrato solo nei periodi invernali
più rigidi, o durante le piene più forti.
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Alimentazione - Dieta onnivora, a
composizione variabile secondo l'età ed i cicli stagionali.
L'alimentazione comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei,
plancton, alghe e detrito organico. Durante la buona stagione la dieta
viene integrata anche da frutta e semi caduti in acqua, ma la componente
vegetale della dieta resta sempre inferiore rispetto a quella animale. Gli
esemplari di taglia maggiore predano anche larve ed avannotti di altre
specie e di anfibi. |
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Riproduzione - La frega ha luogo
solitamente da aprile a maggio, può anticipare o posticipare secondo le
condizioni climatiche dell'anno in corso. La deposizione avviene in acque
poco profonde, correnti e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di
sabbia, ghiaia e pietrisco. La frega si svolge a più riprese con pause di
alcuni giorni. Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di uova
adesive, dal diametro di circa 1.8 mm. Dopo la fecondazione le uova
aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo
embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra gli
anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno di vita. Specie
di dimensioni medio piccole. Dimensione massima segnalata: 300 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie,
batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di
funghi. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci
(molti di origine alloctona) uccelli ittiofagi e serpenti acquatici.
Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in magra, risultano
particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri. |
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Status
della specie - S. peloponensis risulta comune e
relativamente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, e non sono
segnalate particolari cause di minaccia alla sua sopravvivenza. In ogni
caso localmente alcune popolazioni sono
entrate in declino per
il susseguirsi di siccità, conseguenti all'alterazione climatica globale,
e per il contemporaneo aumento del prelievo idrico legato al tradizionale scopo
irriguo. In misura minore S. peloponensis viene minacciato anche da
specie ittiche introdotte, da inquinamento, e della messa in opera di
canalizzazioni, dighe ed altri sbarramenti invalicabili che impediscono ai
pesci di raggiungere le aree di frega. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse economico. Aveva
commercio limitato e soltanto locale; la sua frittura era considerata
un piatto gustoso.
Ha importanza scientifica come specie endemica
del Peloponneso. |
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Pesca - La pesca professionale è inesistente.
La specie viene catturata da pescatori sportivi che la insidiano con
tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano. |
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