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Cavedano dei Pirenei,

Squalius pyrenaicus (Gunther, 1868)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 38-44 (media 41). Squame sopra la linea laterale: 8-9 (media 8.4). Squame sotto la linea laterale: 3. Pinna dorsale: II-III/7-8 (media 7.9). Pinna anale: II-III/7-9 (media 8). Pinne pettorali: I/15. Pinne ventrali: II/7. Pinna caudale: 19. Branchiospine: 8-11 (media 9.5). Vertebre:  37-40. Denti faringei: 2.5(6)-5.2.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione traversale ellittica, progressivamente compressa lateralmente in senso antero-posteriore, relativamente più tozzo rispetto ad altre specie del genere. Testa di lunghezza circa equivalente all'altezza massima del corpo. Diametro oculare pari al 17-20% della lunghezza del capo. Bocca in posizione supera, con denti faringei biseriati a bordo seghettato. Ossa suborbitali 4 e 5 grandi e di dimensioni simili. Sopraetmoide largo e corto. Canali preopercolare e mandibolare in comunicazione con quello infraorbitale. Linea laterale leggermente incurvata verso l'alto nella porzione anteriore del corpo. Pinna dorsale con origine di poco posteriore alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali. Pinne dorsale e anale con bordo esterno convesso. Peritoneo argenteo con piccoli puntini formati da melanofori scuri. I cromatofori presenti sulle squame donano al corpo una colorazione argentea, talvolta con riflessi dorati, particolarmente evidente sui fianchi. Tinta di fondo del dorso di colore verdastro con sfumature marrone giallastro. Fianchi gradualmente più chiari procedendo verso il ventre e la parte inferiore del capo, di colore bianco perlaceo o bianco giallastro. Tra dorso e parte superiore dei fianchi si nota una striscia iridescente dorata. Bordo libero delle squame con leggero pigmento nero. Macchia scura a forma di semiluna osservabile sopra la tasca dermica. Iride argentea con riflessi dorati e fine punteggiatura scura. Pinne semitrasparenti, di colore grigiastro più o meno scuro, con sfumature giallastre e brune. Pinna dorsale e pinna caudale di tinta più scura e più spesse delle altre. Bordo esterno della pinna caudale spesso pigmentato di nero.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Il dimorfismo sessuale si nota chiaramente nel periodo riproduttivo, quando nei maschi si sviluppano piccoli tubercoli nuziali sula testa e sul bordo distale delle squame del corpo.

 

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Habitat e abitudini - Specie ubiquitaria, diffusa in acque correnti o in acque ferme collegate a corsi d'acqua dove possa svolgersi la frega. La preferenza per fondali duri, misti a ghiaia, sabbia e pietrisco, tipica delle specie reofile è limita al periodo della riproduzione, infatti Squalius pyrenaicus  si incontra anche su fondali prevalentemente fangosi e ricchi di vegetazione sommersa, dove generalmente staziona nei punti più profondi. Risulta abbondante nella "zona del barbo", in fiumi di media portata e grandi torrenti, ma è presente in buon numero nei grandi fiumi di pianura ed in piccoli torrenti collinari e pedemontani. I riproduttori delle popolazioni lacustri, e di quelle dei bacini artificiali, compiono migrazioni riproduttive risalendo gli immissari. La specie colonizza anche canali, stagni e paludi. In quota raggiunge la parte inferiore della "zona della trota", mentre in pianura si spinge fin quasi alla zona di foce, essendo in grado di tollerare acque lievemente salmastre. Tra i ciprinidi iberici è forse quello che sembra risentire meno dell'inquinamento, sia di origine urbana che agricola o industriale. Spesso vive in prossimità di scarichi fognari per cibarsi dei rifiuti presenti tra i liquami. Di indole gregaria, forma branchi non molto numerosi, composti generalmente da individui della stessa taglia ed età. Gli esemplari di taglia maggiore tendono ad isolarsi o a spostarsi in piccoli gruppi, formati da due a poco più di una decina di esemplari. Durante la buona stagione la maggiore attività si osserva nelle ore crepuscolari, mentre nelle ore centrali della giornata i branchi stazionano vicino alla superficie spostandosi lentamente. Dall'inizio dei primi freddi fino a primavera si trattengono in profondità, entrando in attività durante le ore centrali della giornata. Nei laghi maggiori gli esemplari si muovono stagionalmente seguendo lo spostamento del termoclino.

 

 

Alimentazione - Specie è onnivora opportunista non specializzata. S. pyrenaicus si alimenta sia in stretto contatto con il fondo, sia a mezz'acqua o in superficie. In corrente o in acque del tutto calme, arriva a " bollare " come un temolo e a saltare come una trota per catturare a pelo d'acqua insetti volanti. Le componenti della dieta variano a secondo della stagione e della capacità trofica dell'habitat. L'alimentazione comprende sostanze animali, vegetali, detrito organico e rifiuti. Tra le componenti di origine animale predominano insetti acquatici e loro larve, come Efemerotteri, Tricotteri, Plecotteri e Chironomidi, molluschi, vermi, crostacei, uova ed avannotti. Gli esemplari di taglia più grande sono attivi predatori di altre specie ittiche e di anfibi come immaturi di rana, girini e tritoni. In estate la componente vegetale della dieta aumenta, oltre ad alghe filamentose e macrofite acquatiche, viene integrata anche da frutti e semi caduti in acqua. Nella dieta hanno un peso notevole anche sostanze di origine umana, come rifiuti urbani e pasture attiranti gettate in acqua dai pescatori. Le larve e gli avannotti si nutrono di alghe, microrganismi planctonici e detrito organico.

 

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Riproduzione - A seconda della latitudine e della quota, la frega ha luogo dalla fine di aprile a luglio, con temperature dell'acqua non inferiori a circa 12 °C. La frega si svolge con modalità collettiva, in piccoli gruppi in cui prevalgono numericamente i maschi. La deposizione si svolge in più riprese, con pause di alcuni giorni, di solito durante la notte, in acque basse, correnti, e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. Nei laghi i riproduttori si spostano negli immissari od in prossimità delle loro foci. Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. S. pyrenaicus forma un complex ibrido con Squalius ( ex Iberocypris) alburnoides e con il calandino dorato Squalius ( ex Iberocypris) sp. dove i maschi di S. pyrenaicus fungono da donatori di sperma (vedere riproduzione in Squalius (Iberocypris) alburnoides).

 

 

Accrescimento Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.14 - 0.19; tm = 3; tmax = 7). I maschi raggiungono la maturità sessuale a circa due anni, mentre le femmine a circa tre. Specie di taglia medio piccola, la dimensione massima segnalata e di 260 mm SL, ma probabilmente raggiunge taglie maggiori.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di varie specie di parassiti, tra le quali citiamo vermi trematodi, cestodi, altri elminti, sanguisughe dei generi Piscicola e Ichthyobdella, e crostacei come Lernaeocera cyprinacea. Gli esemplari malati e/o feriti possono contrarre infezioni micotiche anche gravi. S. pyrenaicus è preda di varie specie di pesci (molte alloctone), di uccelli ittiofagi, di rettili acquatici (Natrix tessellata, Natrix natrix) e di uccelli ittiofagi. Uova, larve, ed avannotti, fanno parte della dieta di crostacei, insetti acquatici o larve acquatiche carnivore di insetti, ed altre specie di invertebrati.

 


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Status della specie - Le popolazioni di S. pyrenaicus risultano ancora ben distribuite, anche se di solito mai abbondanti, ma l'areale risulta molto frammentato. Le introduzioni di specie ittiche esotiche come persico sole (Lepomis gibbosus), pesce gatto nero (Ictalurus melas), black-bass (Micropterus salmoides), luccio (Esox lucius), lucioperca (Sander lucioperca), e di varie specie di ciprinidi alloctoni, sono tra le cause principali del declino della specie. Inoltre si stima che l'areale della specie e la qualità dell'habitat possano subire una riduzione  del 20% entro i prossimi anni, a causa del susseguirsi di siccità conseguenti all'alterazione climatica globale, contemporaneo aumento del prelievo idrico, e per realizzazione di opere idrauliche ecologicamente non compatibili, come canalizzazioni e sbarramenti fluviali invalicabili in grado di interrompere ulteriormente la continuità fluviale.

 

 

Protezione - Citata come “Non minacciata” nella "Lista Roja de los Vertebrados de España" (Icona, 1986). Inserita in annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Elencata nell'Annesso II della Direttiva Habitat Dell'Unione Europea. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie era classificata come vicina ad entrare in pericolo (NT, Near Threatened), ora è stata cancellata, forse in attesa di ulteriori chiarimenti sulla validità specifica delle varie popolazioni attribuite a S. pyrenaicus.

 

 

Valore economico - Inesistente. Le sue carni, piene di lische ma saporite, venivano generalmente consumate fritte od in zuppa assieme ad altri tipi di pesci. Pesce d'interesse faunistico (endemismo iberico).

 

 

Pesca - La pesca professionale è inesistente. La specie viene catturata casualmente da pescatori sportivi che insidiano altri ciprinidi. Abbocca volentieri alla mosca, ma non riveste molta importanza per questa disciplina sportiva.

 

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