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Il
cavedano, Squalius squalus (Bonaparte, 1837) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie
laterale: 40 - 45 + 2 -3. Squame sopra la linea laterale: 7 - 8. Squame sotto la
linea laterale: 3 - 4. Branchiospine: 8 - 9. Vertebre:
43 - 45. Pinna
dorsale: III, 81/2.
Pinna caudale: 19. Pinna anale: III, 8 - 81/2
(normalmente 91/2). Denti faringei:
2(1).5 - 5.2(1). |
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Descrizione
- Corpo allungato a sezione trasversale ovale, poco
compressa lateralmente, e con altezza massima pari al 22 - 27% SL. Testa relativamente grande,
di lunghezza equivalente al 25 - 28% SL, e alta circa il 43 - 47% della
sua lunghezza. Bocca in posizione terminale, con labbra
spesse e mascella
superiore leggermente più lunga di quella inferiore.
L'apertura orale raggiunge all'indietro il margine
anteriore dell'occhio. Diametro
dell'occhio minore della lunghezza del muso.
Denti faringei biseriati, a bordo seghettato. Squame cicloidi. Linea laterale
ad andamento che segue approssimativamente quello del margine ventrale,
leggermente incurvatura verso l'alto soltanto nella porzione anteriore.
Pinna dorsale
con origina di poco posteriore alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali.
Pinna anale a bordo esterno
convesso. Pinna caudale falcata, a margine nettamente inciso ed apici dei lobi appuntiti.
Livrea variabile, a seconda delle condizioni ambientali e fisiologiche. La
tinta di fondo del dorso è generalmente grigio verde con riflessi
brunastri o bluastri. Fianchi
argentei, dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari
procedendo verso il ventre. Ventre biancastro, talvolta con sfumature giallastre.
Se si osserva l'esemplare da una certa
angolazione, si nota una striscia iridescente dorata situata tra dorso e
linea laterale. Sul margine
esterno delle squame è presente una fine
punteggiatura nera, che determina un disegno reticolato sul corpo.
Iride argentea. Peritoneo grigio argenteo.
Pinne ialine, translucide e
semitrasparenti, con sfumature grigiastre. Pinna dorsale e pinna caudale
più scure e spesse. Bordo esterno della pinna caudale pigmentato di nero,
visibile osservando dall'alto gli esemplari in acqua. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Durante periodo
riproduttivo i maschi sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul
corpo, mentre le femmine appaiono più tozze a causa della maturazione
dellegonadi. |
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Habitat
e abitudini - Specie
ubiquitaria, dotata di grande adattabilità e resistenza alle alterazioni
ambientali, diffusa in acque correnti od in acque ferme ma in collegamento
con corsi d'acqua dove possa riprodursi.
Il cavedano preferisce fondali con substrato misto a prevalenza di ghiaia
sabbia e pietrisco, ma si adatta bene anche a vivere su letti fangosi e
ricchi di vegetazione.
In acqua corrente è frequente in
pianura e in collina, mentre nei laghi si trova sino a 1025 m di altezza
(Lago Piazze, Trentino). E' stato introdotto in
numerosi bacini artificiali, come per esempio nei laghi di Barrea
(970 m, Abruzzo) e di Prà da Stua (1103 m, Trentino).
S. squalus vive di preferenza in fiumi, torrenti e laghi, ma è
spesso presente in buon numero anche in canali, stagni e paludi. Nelle
aree pedemontane raggiunge la parte inferiore della zona tipica dei
salmonidi, mentre nel corso inferiore dei fiumi si spinge fin quasi alla
zona di foce, essendo in grado di tollerare acque lievemente salmastre. Tra i Ciprinidi è
tra le specie che
meno risentono dell'inquinamento, sia di origine urbana che industriale, e
spesso vive a stretto contatto con scarichi fognari dove ricerca il cibo.
Di indole gregaria, forma branchi anche di alcune centinaia di esemplari,
composti generalmente da individui della stessa taglia ed età. I cavedani
di età e taglia maggiore tendono a spostarsi in piccoli gruppi, formati da
due a poco più di una decina di esemplari. Da primavera inoltrata e per
tutta l'estate, la maggiore attività osserva nelle prime ore del mattino
ed in quelle che precedono il tramonto, mentre nelle ore centrali della
giornata i branchi stazionano quasi immobili vicino alla superficie. Nei
corsi d'acqua, dall'inizio dei primi freddi fino a primavera, i cavedani
si trattengono in profondità, entrando in attività durante le ore centrali
della giornata (dalle 11 del mattino fino alle 15 del pomeriggio), mentre
nei laghi si muovono seguendo lo spostamento del termoclino. Nel corso
medio del Po questa specie rappresenta circa il 14% della biomassa ittica,
mentre nel tratto medio inferiore dell'Adige costituisce oltre il 40%
dell'ittiofauna litorale; in entrambi i corsi d'acqua, assieme a barbo
e lasca, il cavedano contribuisce a formare oltre il 50% della biomassa
dell'intera comunità ittica.
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Alimentazione -
Specie onnivora, si comporta da opportunista
alimentare non specializzato. Durante la ricerca del cibo S.
squalus si sposta lungo tutta la colonna d'acqua, giungendo a " bollare "
in superficie per catturare gli insetti che volano a pelo d'acqua. Le
componenti della dieta variano a secondo della stagione e della capacità
trofica dell'habitat.
L'alimentazione comprende sia sostanze animali che vegetali, tra cui
predominano insetti acquatici, molluschi, crostacei, alghe filamentose e
detrito organico. In estate la componente vegetale è maggiore e
l'alimentazione viene spesso integrata da rifiuti urbani e dalle grandi
quantità di pasture gettate in acqua dai pescatori sportivi. Le larve e gli
avannotti si cibano di organismi
planctonici, microinvertebrati,
alghe e detrito organico. Gli esemplari di taglia
più grande
sono attivi predatori di altre specie
ittiche, e di piccoli anfibi come immaturi di rana,
girini e tritoni. Tra
le sostanze di origine umana, questi pesci possono arrivare ad ingerire le
cose più assurde, come carta macerata ed
oggetti sintetici, tra cui bottoni, frammenti di stoffa imputridita e
plastica.
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Riproduzione
- Nonostante
la sua diffusione, le informazioni sulla biologia riproduttiva di questa
specie sono scarse e generiche. A seconda delle località, la
frega ha luogo da aprile a luglio, in funzione del regime termico
dell'habitat. Anche le
piene o le secche improvvise, e comunque le variazioni di livello, possono
influire sul periodo di riproduzione. La deposizione delle uova avviene di solito durante la notte,
prevalentemente su
fondali ghiaiosi, in acque basse, correnti e ben ossigenate. La frega
avviene tramite accoppiamenti promiscui, all'interno
di piccoli gruppi di individui in cui prevalgono numericamente i maschi.
Per ogni stagione la femmina può produrre fino a circa 50.000 uova per
chilogrammo di peso. Le uova
sono adesive, ed hanno diametro di 1.5 - 2 mm. Dopo la fecondazione le
uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale
richiede 10 - 12 giorni. Alla schiusa le larve
misurano circa 4 mm. Sono conosciuti ibridi
di
cavedano con il vairone, l'alborella, l'alborella appenninica e la rovella. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K
= 0.12 - 0.28; tm = 3 - 7; tmax = 10; Fecondità = 20.000). La
maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il quarto anno d'età,
con tendenza dei maschi a maturare prima delle femmine. Le
varie popolazioni mostrano una notevole diversità del tasso di
accrescimento, variando in funzione delle condizioni ambientali e trofiche
dell'habitat. Studi
recenti hanno dimostrato che a
3 anni d'età la lunghezza totale media può variare da 150 a 250 mm. La
relazione tra lunghezza totale (Lt, mm) e peso (P, g), per la popolazione
del Po a Piacenza è:
P = 0,45 x
10-5Lt3,2
che può essere
considerata come tipica per la specie nei suoi habitat d'elezione. Secondo quanto
riportato da Tortonese gli esemplari che vivono nei laghi raggiungono taglie maggiori. Le femmine hanno la tendenza a crescere un
po' più velocemente dei maschi e sono comunque più longeve, dominando
numericamente nelle classi d'età superiori ai 6 anni. Il tasso
di mortalità risulta superiore per i maschi e, pertanto, il rapporto sessi complessivo
si sposta a favore delle femmine. In una popolazione del Po il rapporto
maschi/femmine è stato
stimato essere di 1/ 1,77. Sempre per il fiume Po è stato calcolato
che il rapporto tra produzione e biomassa media è di 0,83 per le classi
d'età comprese tra 2 e 8 anni.
Specie di taglia media, lunghezza totale massima di circa 80 cm
(media 30 - 50 cm), con peso di circa 6 - 7 kg (media 300 - 1.200 g).
Gli individui di lago
raggiungono le taglie maggiori; quelli di fiume sono spesso più piccoli,
probabilmente a causa della minore abbondanza di cibo.
In Italia settentrionale, il cavedano vive in natura sino a circa 16 anni.
A seguito riportiamo i risultati di uno studio da noi condotto sulla
popolazione del bacino superiore del fiume Arno in Casentino.
La popolazione di cavedano comune risulta
abbondante e abbastanza ben strutturata, soprattutto da quanto emerge nei
campionamenti relativi al periodo estivo, con una discreta presenza di
individui giovani, che indica un’attività riproduttiva di successo.
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Distribuzione in classi di lunghezza e
relazione lunghezza-peso del cavedano comune (N=152). |
La
curva di accrescimento lineare riportata nella figura seguente evidenzia
un buon tasso di crescita della specie, che a 1 anno di vita misura 12 cm,
al 2° anno misura 18 cm, al 3° 24 cm raggiungendo al 4° anno i 28 cm di
lunghezza; confrontando la velocità di crescita del cavedano nel fiume
Arno con quella che la specie mostra nel bacino del fiume Tevere in
provincia di Arezzo, risulta evidente un accrescimento superiore di questa
popolazione rispetto all'altra.
L’equazione che descrive tale curva di crescita è la seguente:
Lt = 515 (1-e (-0.18 (t+0.4))
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Curva di accrescimento lineare del
cavedano nel fiume Arno |
Un
ulteriore studio è stato effettuato sulla popolazione del tratto superiore
del fiume Tevere nella provincia di Arezzo.
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Distribuzione in classi di lunghezza e
relazione lunghezza-peso del cavedano comune del fiume Tevere, come
risulta dai campionamenti effettuati a monte della diga di
Montedoglio. |
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Distribuzione in classi di lunghezza del cavedano comune del fiume
Tevere a valle della diga di Montedoglio |
Confrontando questo tasso di accrescimento con
quello stimato per la popolazione dell'Arno casentinese, il cavedano del
fiume Tevere pare caratterizzato da un tasso di accrescimento piuttosto
basso.
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Curva di accrescimento lineare del
cavedano nel F. Tevere. |
Nel grafico è riportata la curva di
accrescimento della popolazione di cavedano comune del Fiume Tevere, la
cui equazione è:
Lt = 471 (1- e -0.173 (t+0.182)))
r2
= 0.94
Secondo il modello di Von Bertalanffy applicato, la specie raggiunge gli
87 mm ad 1 anno di vita, 148 mm a 2 anni, 242 mm al 4° anno e 279 mm al 5°
anno di vita.
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è moderatamente sensibile a
malattie di origine virale e batterica. Viene colpita da
varie specie di funghi e parassiti, tra cui elminti, sanguisughe dei generi Piscicola e Ichthyobdella,
e crostacei come Lernaeocera cyprinacea, che si attacca alla pelle e
sulle
pinne. I predatori sono rappresentati da serpenti acquatici e pesci, tra
cui molte specie predatrici immesse per fini alieutici (M. salmoides,
S. lucioperca). In molti bacini sta assumendo proporzioni
preoccupanti la pressione di pesca esercitata dagli uccelli ittiofagi, tra
cui le colonie svernanti di cormorani, e le specie che beneficiano di
protezione, come trampolieri e svassi. |
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Status
della specie - La specie risulta comune e relativamente
abbondante in quasi tutta la sua area di distribuzione, e non sono
segnalate particolari cause di minaccia. Anzi, in taluni casi il cavedano
sembra avere accresciuto la sua diffusione rispetto al passato, come è
avvenuto nei corsi d'acqua pedemontani e montani dove la
costruzione di dighe e sbarramenti e la conseguente creazione di bacini
d'acqua ha favorito l'insediamento e la diffusione della specie. In
ogni caso, alcune popolazioni possono risultare in declino, principalmente
a causa della predazione da parte degli uccelli ittiofagi, come ad esempio
avviene nel Lago Maggiore per la forte presenza di cormorani e svassi. La
recente introduzione nei
principali bacini dell'Italia settentrionale e centrale di numerose specie
ittiche alloctone, tra le quali il siluro d'europa (S. glanis) e
dell'Aspio (A. aspius), sta determinando un sensibile calo numerico
di S. squalus. |
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Protezione
- In tutto il territorio italiano si tende ad introdurre misure minime, zone di
protezione e periodi di divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è
classificata a basso rischio (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - In Italia la specie è attualmente priva di
interesse commerciale. Anche se in passato questa specie veniva
largamente consumata dalle popolazioni
delle zone interne del paese, oggi il cavedano viene solo di rado
commercializzato fresco. Le carni sono mediocri, ricche di spine, (per questo il cavedano è chiamato pess diáol, cioè "
pesce diavolo ", dalle popolazioni del Garda); più stimate sono
quelle dei giovani, che in alcune zone vengono perciò attivamente
pescati. Alcune preparazioni tradizionali, quali la frittura e la
successiva conservazione sott'aceto (carpionatura),
meriterebbero di essere mantenute perché assai gustose. La
disponibilità di attrezzi da cucina moderni, in grado di eliminare anche le
piccole lische muscolari (miospine), può consentire l'utilizzo del
cavedano per preparare vari tipi di ricette (polpette, patè, ecc.). |
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Pesca
sportiva - La pesca al cavedano viene praticata intensamente
durante tutto l'anno. L'interesse per la sua pesca varia da
regione a regione, apparentemente più in
relazione alle tradizioni alieutiche locali che al suo reale pregio
gastronomico o sportivo. Si tratta di una preda molto ambita dai pescatori, per la
sua proverbiale diffidenza e prudenza, e spesso per la sua cattura vengono
impiegate anche tecniche ed attrezzature decisamente sofisticate. Come esche si
utilizzano la larva di mosca carnaria, il lombrico, le larve di insetti
acquatici, insetti alati, pesciolini vivi (alborelle solitamente), pane,
formaggio, chicchi di granoturco, frutti diversi, ecc. Con talune esche
può risultare opportuna, se non indispensabile, la preventiva
pasturazione del luogo di pesca. Sui laghi la pesca al cavedano viene effettuata
anche dall'imbarcazione con una traina leggera recante
rispettivamente una "tirlindana" o più esche (cavedanera),
rappresentate da "cucchiai" o da pesciolini. |
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Pesca
professionale - Attualmente la cattura del cavedano avviene per
lo più occasionalmente, da parte di pescatori professionisti che insidiano
altre specie ittiche di maggior pregio con tramagli e bilance. |
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