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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Squalius

Il cavedano di Valencia, Squalius valentinus Doadrio & Carmona, 2006

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 33 - 37 + 2. Pinna dorsale: III, 6 - 9. Pinna anale: III, 7 - 9. Pinna caudale: 19. Branchiospine: 6 - 12. Vertebre:  37 - 40.

Descrizione - Corpo allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente, relativamente più tozzo rispetto alla maggioranza delle specie del genere Squalius. Testa di lunghezza circa equivalente all'altezza massima del corpo. Diametro oculare pari o leggermente minore rispetto alla lunghezza del muso. Bocca in posizione terminale, con denti faringei biseriati a bordo seghettato. Linea laterale leggermente incurvata verso l'alto nella porzione anteriore del corpo. Pinna dorsale con origine leggermente posteriore alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno convesso. Tinta di fondo del dorso di colore verdastro con sfumature grigie o brune. Fianchi argentei, dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari procedendo verso il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o bianco giallastro. Tra dorso e linea laterale è presente una striscia iridescente dorata. Bordo libero delle squame leggermente pigmentato di nero e tasca dermica scura. Iride argentea con riflessi dorati e fine puntinatura nera. Pinne semitrasparenti, di colore grigiastro più o meno scuro, con sfumature giallastre o brune. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e spesse rispetto alle altre. Bordo esterno della pinna caudale pigmentato di nero.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Il dimorfismo sessuale si nota chiaramente soltanto nel periodo riproduttivo, quando nei maschi compaiono piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo.

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Habitat e abitudini - Specie ubiquitaria, diffusa in acque correnti ed in acque ferme collegate a corsi d'acqua dove possa svolgersi la frega. Vive di preferenza su fondali duri, misti a ghiaia, sabbia e pietrisco, ma si incontra anche su fondali prevalentemente fangosi e ricchi di vegetazione sommersa. Risulta abbondante nella "zona del barbo", in fiumi di media portata e torrenti collinari e pedemontani, ma è presente in buon numero anche nei grandi fiumi di pianura. I riproduttori delle popolazioni lacustri, e di quelle presenti nei bacini artificiali, compiono migrazioni riproduttive risalendo gli immissari. In montagna raggiunge la parte inferiore della "zona della trota". Tollera acque leggermente salmastre ed è presente nella laguna di Albufera di Valencia. Di indole gregaria, forma branchi non molto numerosi, composti generalmente da individui della stessa taglia ed età. Nei fiumi si trattengono nelle zone di media corrente od ai bordi delle correnti sostenute, e sono particolarmente frequenti nelle conche lungo le sponde, dove talvolta stazionano in superficie come il cavedano comune. In estate i branchi si spostano attivamente lungo tutta la colonna d'acqua, mentre dall'inizio dei primi freddi fino a primavera si trattengono in profondità, entrando in attività durante le ore centrali della giornata.

Alimentazione - Specie onnivora opportunista non specializzata. Le componenti della dieta variano a secondo della stagione e della capacità trofica dell'habitat. L'alimentazione comprende sostanze animali, vegetali, detrito organico e rifiuti. Tra le componenti di origine animale predominano insetti acquatici e loro larve, come Efemerotteri, Tricotteri, Plecotteri e Chironomidi, molluschi, vermi, crostacei, uova ed avannotti. Gli esemplari di taglia più grande sono attivi predatori di altre specie ittiche e di anfibi come immaturi di rana, girini e tritoni. In estate la componente vegetale della dieta aumenta, oltre ad alghe filamentose e macrofite acquatiche, viene integrata anche da frutti e semi caduti in acqua. Nella dieta hanno un peso notevole anche sostanze di origine umana, come rifiuti urbani e pasture gettate in acqua dai pescatori. Le larve e gli avannotti si nutrono di microrganismi planctonici, alghe e detrito organico.

Riproduzione - La frega ha luogo da aprile a luglio, con temperature dell'acqua non inferiori a 10 - 12 °C. La frega si svolge con modalità collettiva, in piccoli gruppi in cui prevalgono numericamente i maschi. La deposizione avviene in più di un ciclo, con pause di alcuni giorni, di solito durante la notte, in acque basse, correnti, e ben ossigenate, con fondale a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino.

Accrescimento Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta intorno al secondo anno di vita. Specie di taglia piccola, la dimensione massima segnalata e di 131 mm SL, ma probabilmente raggiunge taglie leggermente superiori.

Predatori, parassiti e malattie - La specie e soggetta a malattie virali e batteriche. Tra i parassiti predominano vermi trematodi e cestodi, elminti e vari ceppi di funghi. S. valentinua è preda di varie specie di pesci, come salmonidi, percidi ed esocidi, di uccelli ittiofagi e rettili acquatici.(Natrix tessellata, Natrix natrix) e da varie specie di uccelli ittiofagi.


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Status della specie - Le popolazioni di S. valentinus risultano ancora ben distribuite, anche se mai abbondanti, ma il loro areale appare molto frammentato. La specie è segnalata in nove bacini separati ed in una laguna, lungo il versante mediterraneo della Spagna, tra i fiumi Mijares e Vinalopo, su di una superficie stimata circa 10.000 km². Le introduzioni di specie ittiche esotiche come il persico sole (Lepomis gibbosus), il pesce gatto (Ictalurus melas), il black-bass (Micropterus salmoides), il luccio (Esox lucius), il lucioperca (Sander lucioperca), e di diverse specie di ciprinidi sono tra le cause principali del declino che la specie ha subito durante gli ultimi 10 anni. Inoltre si stima che l'areale della specie e la qualità dell'habitat possano subire una forte riduzione nei prossimi anni, a causa del susseguirsi di siccità conseguenti all'alterazione climatica globale, per il contemporaneo aumento del prelievo idrico, e per la realizzazione di opere idrauliche ecologicamente non compatibili, come canalizzazioni e sbarramenti fluviali.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata come vulnerabile (VU B1ab (ii, iii, v), Vulnerable).

Valore economico - Inesistente. Le sue carni, piene di lische ma saporite, venivano generalmente consumate fritte od in zuppa assieme ad altri tipi di pesci. Pesce d'interesse faunistico (endemismo iberico).

Pesca - La pesca professionale è inesistente. La specie viene catturata casualmente da pescatori sportivi che insidiano altri ciprinidi con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano. Abbocca volentieri alla mosca, ma non riveste molta importanza per questa disciplina sportiva.

Linkshttp://www.mediterranea.org/cae/squalius_valentinus.htm.

Galleria Fotografica

 

 

 
     

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