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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Squalius

Il cavedano del Vardar, Squalius vardarensis Karaman, 1928

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 41 - 44 + 2 - 3. Pinna dorsale: III, 81/2. Pinna anale: III, 81/2.

Descrizione - Corpo tozzo, moderatamente allungato, a sezione traversale ellittica compressa lateralmente. Testa relativamente grande, di lunghezza pari a 1.0 - 1.2 volte la massima altezza del corpo, 25 - 29% SL. Bocca in posizione terminale, il labbro superiore non sporge sopra quello inferiore. Denti faringei biseriati con bordo seghettato. Diametro dell'occhio equivalente al 20 - 26% della lunghezza del capo. Squame cicloidi. Linea laterale incurvata verso l'alto nella porzione anteriore. Pinna dorsale con origine di poco  posteriore alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali. Pinna anale a bordo esterno convesso. Pinna caudale con lobi ad apici arrotondati. Tinta di fondo del dorso più o meno scura, a seconda delle condizioni ambientali e dello stato fisiologico del pesce, di colore verde bruno o verde grigio con riflessi bluastri. Fianchi coperti da squame argentee, dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiaro procedendo verso il ventre. Ventre e parte inferiore del capo di colore bianco perlaceo o bianco giallastro. Una striscia iridescente dorata è situata tra dorso e linea laterale. Bordo libero delle squame leggermente pigmentato di nero e tasca dermica scura. Iride argentea. Pinne di colore giallastro, translucide e semitrasparenti. Pinna dorsale e pinna caudale più scure e spesse delle altre. Bordo esterno della pinna caudale pigmentato di nero.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante periodo riproduttivo i maschi sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sul corpo, mentre le femmine appaiono più tozze a causa della maturazione delle gonadi.

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Habitat e abitudini S. vardarensis è diffuso in corsi d'acqua di tipo mediterraneo, a regime idrico incostante, soggetti a forti magre estive e ad improvvise piene. Specie reofila tipica di fiumi e torrenti collinari e pedemontani, con acque pure e chiare, a corrente sostenuta e substrato misto a roccia, pietrisco, sabbia e ghiaia, si incontra anche sui fondali limacciosi di laghi e bacini artificiali, dove si trattiene di regola in prossimità degli immissari. Di indole gregaria, forma gruppi di alcune dozzine d'individui, generalmente di taglia ed età simile. Durante il periodo di frega, i riproduttori si riuniscono in branchi più numerosi e compiono brevi migrazioni per raggiungere le aree di riproduzione. In estate i branchi sono attivi in acque relativamente veloci e di media profondità, mentre nella stagione fredda svernano nelle acque calme delle pozze più profonde. Svolge attività durante tutto l'anno.

Alimentazione -  Dieta onnivora, a composizione variabile secondo i cicli stagionali. L'alimentazione comprende insetti acquatici, vermi, molluschi, crostacei, plancton, alghe e detrito organico. In estate la componente vegetale viene arricchita anche da frutta, semi caduti in acqua, e da rifiuti di origine urbana. Gli esemplari più grandi predano anche avannotti di altre specie e larve di anfibi. Gli avannotti e gli immaturi si cibano di microinvertebrati, alghe filamentose, plancton, e detrito organico.

Riproduzione - La frega ha luogo in maggio - giugno, ma può anticipare o posticipare secondo le condizioni climatiche dell'anno in corso.  I riproduttori si riuniscono in branco e compiono brevi spostamenti per raggiungere aree adatte alla frega, generalmente situate in acque, correnti e ben ossigenate, provviste o meno di vegetazione sommersa, e con fondale misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. La deposizione si svolge in 2 - 3 riprese, con intervallo di alcuni giorni. Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di uova adesive, dal diametro do circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale è relativamente rapido, richiede meno di una settimana. Le larve giacciono tra gli anfratti del fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di vita. Specie di dimensioni medio piccole, la dimensione massima segnalata è di 160 mm SL, ma probabilmente raggiunge taglie leggermente superiori.

Predatori, parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie, batteriche, virali e, in condizioni di sofferenza, da vari ceppi di funghi. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci (molti di origine alloctona) uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in magra, risultano particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri (aironi, garzette, ecc.).


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Status della specieS. vardarensis risulta comune e relativamente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di minaccia per la specie. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino, principalmente a causa di semine di salmonidi, sovradimensionate rispetto alla capacità trofica dei corsi d'acqua, dell'introduzione di specie ittiche esotiche, dell'inquinamento, di eccessivo prelievo idrico, e della messa in opera di canalizzazioni, dighe e sbarramenti invalicabili che rompano la continuità fluviale.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

Valore economico - Specie priva di interesse economico. Fino a poco dopo la metà del secolo scorso, la specie aveva valore economico limitato e locale. La specie ha importanza scientifica come endemismo balcanico.

Pesca - La pesca professionale viene solo praticata occasionalmente, mentre vengono insidiate specie di maggior pregio, con nasse, reti e bilance. La pesca sportiva viene esercitata con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano e degli altri ciprinidi reofili.

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