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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Telestes

Vairone italiano,

Telestes muticellus (Bonaparte, 1837)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 43-49 + 2-3. Squame tra linea laterale ed origine delle pinne ventrali: 31/2. Branchiospine: 6-9. Vertebre: 40-43. Pinna dorsale: III/7-9. Pinna caudale: 19. Pinne pettorali: I/13-15. Pinne ventrali: I/7. Pinna anale: II-III/81/2. Denti faringei: 2(1).5(4) - 5(4).2(1).

 

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Descrizione - Corpo snello, fusiforme, leggermente compresso lateralmente, coperto di squame cicloidi piuttosto grandi. Testa robusta, con bocca subterminale ad apertura orale estesa fino all'altezza della narice anteriore. Muso arrotondato protratto sopra il bordo del labbro superiore. Diametro oculare di lunghezza compresa 3.3-3.6 volte nella lunghezza totale del capo. Linea laterale completa, situata poco sotto la linea mediana del corpo. Pinna dorsale è corta, con origine di poco posteriore alla corrispondenza con la base delle pinne ventrali. Pinna caudale biloba, con bordo nettamente incavato. Livrea del dorso più o meno scura, variabile da verde bluastro a bruno verdastro, con sfumature blu metallico o nerastre. Fianchi dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari in senso dorso-ventrale. Striscia scura laterale marcata o appena accennata, estesa dall'occhio alla fine del peduncolo caudale. Iride di colore argenteo, con sfumature dorate e melanofori scuri. Peritoneo nero. Pinne ialine, con sfumature grigie o verdastre. Pinne dorsale e caudale più scure e spesse delle altre. Base delle pinne pettorali di colore rosso, arancio o giallastro, il colore diviene più marcato durante la stagione della riproduzione. Le popolazioni del distretto Arno-tiberino presentano una livrea accentuatamente più scura rispetto a quelle settentrionali.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. All'epoca della frega le femmine sono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. Nello stesso periodo entrambi i sessi sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sulla porzione anteriore del tronco e delle pinne pettorali, ma risultano più evidenti nei maschi che assumono anche livrea dai colori più accesi.

 

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Habitat e abitudini Specie reofila, estremamente adattabile, tipica del tratto montano e pedemontano di fiumi e torrenti, ma presente in buon numero anche in corsi d'acqua planiziali ed in laghi con acque sufficientemente ricche di ossigeno. Nei laghi si rinviene con particolare frequenza allo sbocco degli immissari. Specie strettamente legata ad acque limpide, fresche, ben ossigenate, con substrato roccioso misto a sabbia pietrisco e ghiaia. In montagna la sua area di distribuzione si sovrappone in parte con quella della trota. Di indole gregaria, forma branchi che solo raramente arrivano a contare più di un centinaio d'individui. In collina e pianura la sua frequenza è maggiore nei corsi d'acqua di portata minore, dove vive in associazione con altri ciprinidi, come cavedani, barbi, triotti, rovelle e lasche. La specie è moderatamente fotofoba, solitamente svolge attività negli strati d'acqua prossimi al fondo, o nel settore di mezzofondo. Sensibile alle variazioni meteorologiche, muta comportamento in relazione all'ora e alla temperatura. Durante la primavera e l'estate, si osserva con maggior facilità nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto. Svolge attività durante tutto l'anno, soltanto nei periodi invernali più rigidi si sposta in acque più profonde, nei torrenti si rifugia nelle buche sotto i salti d'acqua, nei laghi si sposta sotto la linea del termoclino.

 

 

Alimentazione Dieta onnivora, in cui la componente animale risulta predominante. Si nutre di invertebrati bentonici, tra cui crostacei copepodi ed anfipodi, insetti acquatici, vermi e molluschi, ma si ciba anche di detrito organico, diatomee, alghe filamentose ed altri vegetali. Larve ed avannotti si alimentano di fitoplancton e zooplancton (rotiferi, dafnie, copepodi, cladoceri).

 

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Riproduzione - Il vairone si riproduce tra maggio e giugno, ma la frega può anticipare o posticipare a seconda della quota, della temperatura dell'acqua e della portata dei corsi d'acqua. I riproduttori si riuniscono in branchi e stazionano a lungo nelle aree di frega, situate in acque correnti, poco profonde e ben ossigenate, con substrato misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. La deposizione avviene in più riprese, generalmente durante le ore notturne, ad intervallo di alcuni giorni. Per stagione ciascuna femmina può produrre fino a 6.000 piccole uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede generalmente circa meno di una settimana. Si conoscono ibridi con il cavedano, la scardola, la lasca e la savetta.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di vita, ma può essere più tarda o precoce a seconda delle temperature medie dell'ambiente. Le informazioni sulle modalità di accrescimento sono scarse e piuttosto generiche. Sembra che lo sviluppo abbia tasso di crescita moderato, in 3 anni viene raggiunta la taglia di circa 100-120 mm SL. Specie di piccole dimensioni, raggiunge una lunghezza massima di circa 17 cm SL, ma la media degli esemplari campionati risulta solitamente compresa tra 8 e 10 cm SL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui elminti, protozoi, sanguisughe, crostacei, ed altri invertebrati. Gli esemplari feriti e/o malati contraggono facilmente infezioni micotiche. I predatori sono rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie ittiche alloctone di recente introduzione. In molti torrenti la specie soffre la pressione predatoria delle trote, sempre più spesso immesse in quantità sovradimensionate alle capacità trofiche dei corsi d'acqua per favorire la pesca sportiva ed il turismo ad essa collegato. Anche gli uccelli ittiofagi (aironi, garzette, nitticore) costituiscono una grave minaccia, in modo particolare durante i periodi di magra nei corsi d'acqua dove la copertura arborea sia stata rimossa in parte o del tutto. Uova e larve sono spesso attaccate e distrutte da larve carnivore di insetti, come larve di friganea, insetti acquatici, crostacei, ed altri invertebrati.

 


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Status della specie - Anche se per IUCN T. muticellus risulta comune e relativamente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, e la stessa istituzione non sono segnali particolari cause di minaccia per la specie, rimane tra quelle italiane più sensibili alla qualità delle acque. Molte popolazioni risultano in forte declino e la specie sembra in via di estinzione o già scomparsa da molte località. La sovradimensionata immissione di trote nel tratto pedemontano dei torrenti appenninici, ha portato all'annientamento di interi gruppi genetici. L'introduzione della specie congenere Telestes souffia nel fiume Soca (corso superiore del fiume Isonzo), ha portato alla locale estinzione di T. muticellus. Probabilmente popolazioni di T. souffia, sono state già introdotte in Italia centrale attraverso semine di materiale proveniente dal nord Italia. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino anche a causa di inquinamento, eccessivo prelievo idrico nei periodi di magra, della canalizzazione dei corsi d'acqua, e della costruzione di dighe, piccole centraline idroelettriche, ed altri sbarramenti invalicabili che interrompono la continuità dei corsi d'acqua.

 

 

Protezione - Nessuna. Il vairone è inserito nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie ha scarso interesse commerciale, a causa dell'esiguità delle catture. Le sue carni sono considerate discrete, anche se dal sapore leggermente amarognolo. Fino alla metà del secolo scorso compariva con una certa regolarità nei locali mercati ittici, dove era commercializzato fresco, normalmente frammisto ad altri piccoli ciprinidi. In Italia settentrionale il vairone veniva ritenuto uno dei migliori pesci di acqua dolce da frittura.

 

 

Pesca - La cattura da parte di pescatori professionisti avviene solo casualmente, mentre si insidiano specie di maggior pregio, con nasse, reti e bilance. Nonostante le sue piccole dimensioni, è una preda piuttosto ricercata dai pescatori sportivi. Viene insidiato con con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano e degli altri Cipriniformi reofili, nonché con tecnica "a mosca", anche se la specie non riveste molto interesse per tale disciplina.

 

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