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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Telestes

Vairone transalpino,

© Akos Harka

Telestes souffia, (Risso, 1826)

 

Caratteri meristici - Pinna dorsale: III/7-8. Pinna anale: III/7-10 (di norma 91/2). Pinna caudale: 19. Pinne pettorali: I/14. Pinne ventrali: II/7-8. Squame in serie laterale: 44-57 + 2-3. Squame sopra la linea laterale: 9-10. Squame sotto la linea laterale: 4-5. Branchiospine: 8. Vertebre: 41-42. Denti faringei: Denti faringei 2.5-5(4).2.

 

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Descrizione - Corpo allungato, fusiforme, leggermente compresso lateralmente. Testa robusta, muso da arrotondato ad ottuso, esteso sopra il bordo del labbro superiore. Diametro oculare di lunghezza compresa da 4.0 a 4.6 volte nella lunghezza totale del capo. Bocca in posizione subterminale. Denti faringei biseriati. Pinna dorsale corta, con origine in corrispondenza della base delle pinne ventrali o di poco posteriore. Livrea variabile a seconda dell'habitat e delle condizioni fisiologiche. Dorso generalmente di colore da blu metallico a nero verdastro o nero grigiastro, con sfumature brune, violacee o verdastre. Fianchi dello stesso colore di fondo del dorso, gradatamente più chiari in senso dorso-ventrale. Striscia scura laterale molto marcata, estesa dall'occhio alla fine del peduncolo caudale. Tra dorso e banda laterale è presente una striscia iridescente dorata. Linea laterale giallastra, bordata su ogni lato da una sottile linea scura. Iride di colore argenteo, con sfumature dorate e melanofori scuri. Pinne ialine, con sfumature grigie o verdastre. Pinne dorsale e caudale più scure e spesse delle altre. Base delle pinne pettorali con sfumature rosso, arancio o giallastro, più marcate durante il periodo di frega.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. All'epoca della frega le femmine sono più tozze a causa della maturazione delle gonadi. Nello stesso periodo entrambi i sessi sviluppano piccoli tubercoli nuziali sul capo e sulla porzione anteriore del tronco e delle pinne pettorali, ma risultano più evidenti nei maschi che assumono anche livrea dai colori più accesi.

 

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Habitat e abitudini - Specie reofila, diffusa nel tratto medio e superiore di fiumi e torrenti con acque chiare ben ossigenate, a corrente sostenuta e substrato duro misto a sabbia, ghiaia e pietrisco. In montagna raggiunge la quota di circa 900 m s.l.m., ma si incontra anche in alcuni laghetti d'alta quota, dove probabilmente è stato immesso come pesce foraggio per trote e salmerini. Altre popolazioni sono presenti nei grandi laghi subalpini, dove si trattengono in vicinanza di immissari ed emissari, sostandosi lungo i litorali. Di indole gregaria, forma branchi composti da esemplari di taglia ed età eterogenee che possono giungere a contare varie centinaia di individui. T. souffia ha abitudini moderatamente fotofobe, risulta particolarmente frequente in torrenti provvisti di un'estesa copertura vegetale e si osserva con maggior facilità nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto. Da primavera alla fine dell'autunno i branchi si trattengono in acque correnti, spostandosi lungo tutta la colonna d'acqua e salendo spesso in superficie per predare gli insetti che volano a pelo d'acqua. T. souffia è attivo durante tutto l'anno, soltanto nei periodi invernali più rigidi si sposta in acque più profonde, in torrenti e fiumi staziona nelle buche sotto i salti d'acqua, nei laghi si sposta sotto la linea del termoclino.

 

 

Alimentazione Dieta onnivora, in cui la componente animale risulta predominante. Si nutre di invertebrati bentonici, tra cui crostacei copepodi ed anfipodi, insetti acquatici, vermi e molluschi, ma si ciba anche di detrito organico, diatomee, alghe filamentose ed altri vegetali. Durante la bella stagione la dieta è spesso integrata da apporti esogeni (organismi caduti in acqua o insetti che volano vicino alla superficie). Larve ed avannotti si alimentano di fitoplancton e zooplancton.

 

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Riproduzione - La stagione di frega comincia quando l'acqua supera la temperatura di circa 12 °C, normalmente in aprile - maggio, ma può anticipare o posticipare a seconda della quota e della portata dei corsi d'acqua. I riproduttori si riuniscono in branchi e stazionano a lungo nelle aree di frega, situate in acque correnti, poco profonde e ben ossigenate, con substrato misto a prevalenza di sabbia, ghiaia e pietrisco. La deposizione avviene in più riprese, generalmente durante le ore notturne, ad intervallo di alcuni giorni. Per stagione ciascuna femmina può produrre fino a 8.000 piccole uova adesive, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale dipende dalla temperatura dell'acqua, generalmente è piuttosto breve, richiede circa da 5 giorni ed una settimana.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta verso la fine del terzo anno di vita. Specie di piccole dimensioni, raggiunge una lunghezza massima di circa 25 cm SL, mentre la media degli esemplari risulta compresa tra 10 e 12 cm SL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui elminti, protozoi, sanguisughe, crostacei, ed altri invertebrati. Gli esemplari feriti e/o malati contraggono facilmente infezioni micotiche. T. souffia rientra nella dieta di pesci predatori, come trote ed altri Salmonidi immessi a scopo alieutico, ed ccelli ittiofagi (aironi, garzette, nitticore). Uova e larve sono spesso attaccate e distrutte da larve carnivore di insetti, insetti acquatici, crostacei, ed altri invertebrati.

 


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Status della specieT. souffia risulta comune e relativamente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di minaccia per la specie. La specie è molto sensibile verso ogni forma di inquinamento e spesso la sua presenza viene utilizzata come  bioindicatore di qualità delle acque. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino, principalmente a causa di semine di salmonidi, sovradimensionate rispetto alla capacità trofica dei corsi d'acqua, dell'introduzione di specie ittiche esotiche, dell'inquinamento, di eccessivo prelievo idrico, e della messa in opera di canalizzazioni, dighe o altri sbarramenti invalicabili che rompano la continuità fluviale.

 

 

Protezione - Nessuna. Il vairone occidentale è inserito nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie ha scarso interesse commerciale, a causa dell'esiguità delle catture. Le sue carni sono considerate discrete, anche se dal sapore leggermente amarognolo. Fino alla metà del secolo scorso compariva con una certa regolarità nei locali mercati ittici, dove era commercializzato fresco, normalmente frammisto ad altri piccoli ciprinidi. In Francia questa specie è ritenuta uno dei migliori pesci di acqua dolce da frittura.

 

 

Pesca - La cattura da parte di pescatori professionisti avviene solo casualmente, mentre si insidiano specie di maggior pregio, con nasse, reti e bilance. Nonostante le sue piccole dimensioni, è una preda piuttosto ricercata dai pescatori sportivi. Viene insidiato con con tecniche simili a quelle utilizzate per la cattura del cavedano e degli altri ciprinidi reofili, nonché con tecnica "a mosca", anche se la specie non riveste molto interesse per tale disciplina.

 

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