www.ittiofauna.org
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Vimba

Vimba comune, Vimba vimba (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 47-64. Branchiospine 12-20. Vertebre: 38-45. Pinna dorsale: III/8-9. Pinna anale: III/16-211/2. Raggi molli pinne pettorali: 16. Raggi molli pinne ventrali: 11-12. Numero cromosomico: 2n=50 (Klinkhardt et al., 1995) o 2n = 52 (Reshetnikov, 2002).

 

  Click on the image to magnify and for informations about this photo.  
© Akos Harka
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni su questa foto.

 

Descrizione - Ciprinide dal corpo allungato, a sezione trasversale ovale, compresso lateralmente, con profilo dorsale e ventrale a curvatura simile. Bocca in posizione infera, con mascella prominente e conica, ispessita da una formazione bulbosa. Una carena priva di squame è presente tra le pinne ventrali e l'anale, un solco privo di squame si osserva davanti alla pinna dorsale ed una carena dopo di essa. Denti faringei uniseriati. Branchiospine corte e sottili. Livrea del dorso variabile da marrone rossastro a grigio bluastro o verdastro, i fianchi sono argentei ed il ventre è biancastro o giallastro. Le pinne pari hanno spesso la base rossastra, traslucide con sfumature rosee per il resto della lunghezza. La base della pinna anale presenta sfumature rossastre, le altre pinne sono grigiastre o ialine.

 

 

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono di corporatura più robusta dei maschi della stessa classe d'età, la differenza è dovuta all'accrescimento delle uova nelle gonadi. Durante il periodo di frega, i maschi assumono una colorazione nera sul dorso e rossa sul ventre, le pinne pari e la pinna anale assumono una tinta roso accesa, mentre la pinna dorsale e la caudale diventano molto più scure, compaiono anche dei piccoli tubercoli nuziali sul corpo. Anche le femmine sviluppano tubercoli nuziali, ma sono di dimensioni molto molto minori rispetto ai maschi.

 

  Click on the image to magnify and for informations about this photo.  
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni su questa foto.

 

Habitat e abitudini - Specie stanziale in acqua dolce o migratrice anadroma. Le popolazioni anadrome trascorrono la maggior parte della vita nelle acque debolmente salate del Baltico, Caspio, mar Nero ed Aral, risalendo in acqua dolce per la riproduzione. I riproduttori continuano ad alimentarsi anche durante la montata. Le popolazioni stanziali in acqua dolce vivono in laghi ed in fiumi a corrente debole o moderata, ricchi di vegetazione sommersa, con fondali misti con prevalenza di sabbia e ghiaia. Nei laghi possono anche frequentare fondali fangosi. Nei fiumi si incontra con maggiore frequenza in acque profonde. Gli individui sono gregari, formano branchi anche numerosi, spesso associandosi ad altri ciprinidi. Di indole moderatamente fotofoba, V. vimba risulta più attiva nelle ore crepuscolari, notturne, e nelle giornate di cielo coperto. Dorante il periodo invernale i branchi si spostano in acque profonde, ma restano comunque in attività. Le popolazioni anadrome del Mar Caspio, osservate in acque iraniane, frequentano profondità comprese tra 36.6 e 53.0 m (Knipovich, 1921).

 

 

Alimentazione - La dieta è onnivora, comprende sostanze vegetali, come alghe e detrito organico, e sostanze d'origine animale, rappresentate principalmente da crostacei, molluschi, vermi, insetti e loro larve. Nel contenuto stomacale di esemplari pescati nel mar Caspio sono stati osservati molti resti di bivalvi (cozza zebrata) e d'insetti.

 

  Click on the image to magnify and for informations about this photo.  
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni su questa foto.

 

Riproduzione - La riproduzione si svolge da marzo alla fine di aprile, a seconda delle condizioni climatiche e della latitudine. Le popolazioni residenti in acqua dolce compiono brevi migrazioni per raggiungere le zone adatte alla frega. Risalgono i fiumi e gli affluenti dei laghi per portarsi su fondali pietrosi in acque poco profonde e ricche di vegetazione, ben ossigenate, con una corrente di circa 0.6-0.9 m/sec. Nei laghi privi di immissari ricercano bassi fondali, come campi allagati, dove sia presente abbondante vegetazione sommersa. Nel mar Caspio la migrazione riproduttiva inizia in primavera, quando l'acqua raggiunge una temperatura di circa 10-13 °C, la frega inizia verso la fine di aprile con temperatura dell'acqua di 16-20 °C, continua fino alla fine di maggio o di giugno. Ogni femmina produce fino a 200.000 uova adesive, dal diametro di circa 1.4 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato, in seguito vengono staccate dalla corrente e giacciono sul fondale tra le pietre, nascoste dalla vegetazione, fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale è breve, a temperature comprese tra 17 e 22 °C, le uova richiedono circa 70-77 ore d'incubazione. (Annual Report, 1994-1995, Iranian Fisheries Research and Training Organization, Tehran, 1996).

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (K=0.22; tm=3). La maturità viene raggiunta da entrambi i sessi tra il terzo ed il quinto anno di età. V. vimba raggiunge le dimensioni massime di circa 50 cm e 3 kg di peso. La durata della vita supera i 15 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La vimba viene predata da pesci (luccio, siluro, lucioperca ecc.) ed uccelli ittiofagi (cormorano, pellicano, airone, nitticora, ecc.) e rettili acquatici. Costituisce una voce nella dieta della foca del mar Caspio (Pusa caspica). Oltre che di pesci e crostacei, uova, larve ed immaturi sono spesso cibo di larve acquatiche carnivore di insetti o di insetti acquatici predatori. Specie soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. Ad esempio, in esemplari catturati nel Mar Caspio sono stati osservati i parassiti Dactylogyrus cornoides e D. haplogonus (Jalali & Molnár, 1990a). Gli esemplari feriti e/o malati sono spesso vittime di infezioni micotiche gravi.

 


  Click on the image to magnify and for informations about this photo.  
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni su questa foto.

 

Status della specie - Anche se ancora relativamente abbondante, molte popolazioni sono entrate in declino a causa della diminuzione delle aree adatte alla riproduzione e del gran numero di dighe, chiuse ed altre strutture invalicabili che impediscono le migrazioni. Anche l'eccessivo prelievo idrico per irrigazione, effettuato durante la stagione di frega, causa gravi danni. Le larve e le uova deposte in aree allagate sono distrutte quando diminuisce il livello dell'acqua e restano in secca. Tra le cause di rarefazione della specie rientra l'eccessiva pressione di pesca, spesso effettuata illegalmente, e l'aumento di sostanze inquinanti immesse nell'ambiente, in particolare erbicidi o pesticidi.

 

 

Protezione - In molti paesi europei esistono misure di protezione, come periodi di divieto e misure minime. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie ha una discreta importanza per la pesca sportiva. A livello commerciale viene sfruttata soltanto nelle regioni del mar Caspio e del mar Nero. In Iran ne è stato tentato l'allevamento in condizioni semi artificiali. Viene commercializzata fresca, congelata, o conservata in vari modi.

 

 

Pesca - La pesca sportiva si svolge con le medesime modalità usate per altri ciprinidi come il barbo ed il cavedano. La pesca commerciale viene effettuata principalmente nella regione del mar Caspio, con bilance e reti armate al momento della risalita riproduttiva.

 

Galleria di immagini

 

vimba_vimba05.jpg (60080 byte) vimba_vimba06.jpg (54966 byte) vimba_vimba07.jpg (43042 byte)
Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 5

Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Vimba
www.ittiofauna.org Webmuseum
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org