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Webmuseum Osteichthyes Cyprinodontiformes Cyprinodontidae Aphanius

Nono moresco,

Aphanius iberus (Valenciennes, 1846)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 23-27. Pinna dorsale: I/9-10. Pinna anale: I/8-9. Pinne pettorali: 9-10. Numero cromosomico: 2n = 48.

 

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Descrizione - Corpo tozzo, compresso lateralmente, con peduncolo caudale corto e alto. Nelle proporzioni generale appare più tozzo del congenere A. fasciatus. Testa relativamente grande appiattita superiormente. Bocca in posizione supera, quando è chiusa in vista laterale si presenta come una fessura verticale inclinata. Mandibola prominente con premascellari protrattili, su ciascuna mascella sono disposti 12-16 denti tricuspidati. Occhi grandi rispetto alla taglia del pesce. Linea laterale assente. Pinna dorsale e anale alte ed in posizione arretrata. Pinna caudale arrotondata e peduncolo caudale corto e alto.

 

 

Dimorfismo sessuale - Molto evidente. Livrea del maschio di colore bruno con sfumature verdastre o bluastre sul dorso, fianchi più chiari con riflessi bianco argento, ventre bianco. Sui fianchi si osservano da 10 a 20 strisce verticali di colore variabile da blu scuro a grigio, generalmente di forma regolare e regolarmente distanziate, ma possono anche fondersi od spezzarsi formando un mosaico di macchie blu ed argento sul dorso e nella parte posteriore del corpo. Pinna caudale di colore variabile da ialino a grigio bluastro, con da 2 a 5 banda verticali grigio scuro. Tinta di fondo della femmina più chiara, con numerose macchie irregolari scure su dorso e fianchi.

 

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Habitat e abitudini - Specie eurialina in grado di vivere in acque salmastre (concentrazione salina fino al 570/00) ed in acqua dolce. Resiste bene a variazioni di temperatura e basse concentrazioni d’ossigeno disciolto. Si incontra in una vasta gamma di habitat, ma predilige acque poco profonde, ferme o debolmente correnti, come quelle di lagune e stagni, pozze di barena e canali, dove vegetazione sommersa e/o alghe filamentose crescono rigogliose nei mesi più caldi. Colonizza anche ambienti ipersalini, come le saline, dove di solito è abbondante ed è la sola specie di pesce presente. Negli ambienti dove sono presenti specie alloctone competitrici (Gambusia, Fundulus) o predatrici (Lepomis gibbosus, Micropterus salmoides) scompare o è diffusa in piccola quantità. Di indole gregaria, forma branchi numerosi che stazionano nei sottoriva, specialmente nei pressi di canneti ed altri ostacoli sommersi.

 

 

Alimentazione - A. iberus si ciba di piccoli invertebrati planctonici e di fondo. Nella dieta rientrano gasteropodi, dafnie, larve di zanzara e detrito organico. Lo spettro alimentare della specie si sovrappone a quello della gambusia e dal mummichog (F. heteroclitus) con cui entra in competizione. La sua spiccata preferenza per larve e pupe di zanzare, la rusticità lo rendono specie adatta alla lotta biologica contro la diffusione della malaria.

 

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Riproduzione - Aphanius Iberus mostra adattamento riproduttivo ad ambienti instabili, soggetti a prosciugamento nei mesi estivi e a piene durante le precipitazioni. La specie vita di durata relativamente breve (di norma <2 anni), precoce maturità sessuale (spesso entro tre mesi di età), ed elevato sforzo riproduttivo. Generalmente sono prodotte due genera-zioni all'interno di una stagione riproduttiva. Ogni femmina è in grado di rilasciare fino a 1000 uova all'anno. La frega è policiclica, le femmine depongono poche uova per giorno tra i mesi di aprile e settembre. Per attirare le femmine i maschi formano territori temporanei che difendono contro i rivali. Gli individui dominanti hanno colorazione più intensa. Le uova sono rilasciate singolarmente o in piccoli gruppi ed aderiscono ad alghe o altre superfici per tramite filamenti. Lo sviluppo embrionale richiede 10-15 giorni. Alla schiusa gli avannotti misurano da 4 a 4.5 mm.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi (tm=0.5; K > 0.3). Specie di piccole dimensioni, le femmine arrivano alla lunghezza di circa 55 mm, i maschi sono più piccoli.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di parassiti, tra i quali figurano vermi nematodi, crostacei e protozoi. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. Preda di pesci, uccelli ittiofagi, e rettili acquatici. Uova, larve, ed avannotti fanno parte della dieta di larve acquatiche di insetti, insetti (ditisci, notonette), e di altri invertebrati come crostacei e sanguisughe.

 


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Status della specie - Si stima che negli ultimi 10 anni A. iberus abbia subito un calo di popolazione pari ad almeno al 50% del totale, principalmente per effetto di inquinamento e delle introduzioni di pesci alloctoni. L'area di occupazione (AOO) è inferiore a 500 km ², è frammentaria ed in declino per distruzione degli habitat. La specie è in continuo declino, con sottopopolazioni che regolarmente scompaiono. Anche se programmi di reintroduzione utilizzando stock in cattività potrebbero aiutare la ripresa della specie, le minacce saranno sempre presenti. Non si arresta la distruzione dell'habitat attraverso opere di bonifica ed inquinamento. La fauna ittica alloctona introdotta ormai si è perfettamente acclimatata. Gambusia holbrooki e Fundulus heteroclitus sono specie competitrici alimentari, Lepomis gibbosus e Micropterus salmoides si cibano degli adulti, ed il crostaceo Procambarus clarkii è attivo predatore di uova ed avannotti.

 

 

Protezione - La specie è inserita  in allegato III della convenzione di Berna (fauna protetta). Citata nell'Annesso II della Direttiva dell Unione Europea "Habitat". Inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie in via di estinzione (EN A2ce, Endagered).

 

 

Valore economico - Nessun valore commerciale. Pesce d'interesse faunistico (endemismo iberico). Viene talvolta cattu-rata illegalmente, per essere allevata e venduta come pesce da acquario.

 

 

Pesca - Nessun interesse per pesca sportiva e pesca commerciale.

 

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