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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cyprinodontiformes Poecilidae

Il genere Poecilia Bloch & Schneider, 1801

Foto © Giuseppe Mazza www.photomazza.com

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Specie tipo - Poecilia vivipara Bloch & Schneider, 1801.

Etimologia - Greco, poikilos = con molti colori.

Opinioni sulla nomenclatura - Specie tipo designata da Bleeker 1864:140. Chiamato "Paecilia" da McClelland 1839:300. Nomenclatura generica valida come "Poecilia" Bloch & Schneider 1801, secondo Rosen & Bailey 1963:43, 47, Parenti 1981:505, Paxton et al. 1989:347, Parenti & Rauchenberger 1989:7, Malabarba 1989:162, Greenfield 1990, Poeser 1995:239, Rodriguez 1997:672, Savvaitova & Reshetnikov 1998:108, Poeser 1998:145, Parenti 1999:2200, Ghedotti 2000:11, Ghedotti & Wiley 2003:1156, Poeser 2003:356, Lucinda in Reis et al. 2003:566, Bogutskaya & Naseka 2004:179, Poeser et al. 2005:97.

Piccoli pesci, caratterizzati dal forte dimorfismo sessuale. Complessivamente molto simile al genere Gambusia. Bocca strutturata per l'alimentazione nella zona superiore della colonna d'acqua, con apertura rivolta verso l'alto e mandibola sporgente. La pinna anale, collocata in posizione anteriore rispetto alla corrispondenza con la dorsale, è modificata in organo copulatore. Il genere si distingue dagli altri della famiglia in base a caratteristiche strutturali relative al gonopodio ed allo scheletro. Le specie vengono spesso identificate in base ad indagini di carattere genetico e molecolare.

  Genere Specie  
Poecilia

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Poecilia reticulata

Come le gambusie, anche le pecilie sono pesci eurialini, vivono in ambienti costieri salmastri, ma possono anche essere presenti in acqua dolce. Hanno alimentazione essenzialmente carnivora, si nutrono di piccoli invertebrati, tra cui predominano crostacei planctonici e piccoli insetti.

Si conoscono 33 specie, distribuite nelle zone tropicali e subtropicali del continente americano. Sono molto apprezzate in acquariofilia ed allevate in gran parte del pianeta. Classificate come pesci larvicoli, sono state introdotte in molti paesi in funzione di lotta biologica alla zanzara anofele, portatrice del plasmodio della malaria. Da recenti studi sembra che la loro presenza non abbia inciso in modo sensibile sulla presenza dei Ditteri ematofagi, anzi spesso ha causato problemi a specie ittiche indigene, per questo motivo le introduzioni sono state interrotte.


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