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Il
nono di Corfù, Valencia
letourneuxi (Sauvage,
1880) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 28 - 30. Pinna anale: 12.
Pinne pettorali: I; 11 - 13. |
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Descrizione -
Molto simile all'affine V. hispanica. Corpo robusto ma
relativamente slanciato, sezione ovale, più largo nella regione cefalica e
compresso lateralmente nel resto. Bocca in posizione supera, provvista di
denti unicuspidati disposti irregolarmente. Squame cicloidi relativamente
grandi. Pinne dai bordi arrotondati. Il colore di fondo della livrea è
bruno chiaro o bruno verdastro sul dorso, progressivamente più chiaro sui
fianchi, fino al ventre biancastro. Sul dorso è presente una marezzatura
da cui si originano bande verticali più o meno scure che decorano i
fianchi. Le pinne impari presentano strisce verticali scure costituite da
gruppi di cromatofori riuniti a formare dei punti. Le altre pinne,
semitrasparenti, hanno riflessi giallastri più o meno marcati. |
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Dimorfismo
sessuale - I maschi sono
più piccoli delle femmine, hanno pinne più grandi e livrea dalle tinte più
accese. |
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Habitat
e abitudini
- Specie gregaria e stanziale, tende a formare branchi numerosi.
Meno legata alle acque salmastre rispetto agli altri ciprinodontidi. In laboratorio può resistere livelli di salinità
fino al 46‰, in natura
non si osserva mai in ambienti salmastri con salinità superiore al 4‰. Frequenta
di preferenza le
acque dolci, dove si incontra nel medio corso di fiumi e torrenti con acque chiare,
pulite, a corrente lenta o moderata ed abbondante vegetazione sommersa e
semisommersa. Popola anche le paludi, ma sempre in acque pulite anche se
stagnanti.
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Alimentazione - Specie predatrice di piccoli
invertebrati planctonici e di fondo. La dieta comprende gasteropodi,
dafnie, larve di zanzara e detrito organico. Lo spettro alimentare della
specie si sovrappone a quello della gambusia,
specie con cui entra in competizione, e spesso causa dell'estinzione di
V. letourneuxi. |
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Riproduzione - La maturità sessuale viene
raggiunta precocemente, dopo il primo anno di vita. La riproduzione si
svolge a partire da aprile e si prolunga fino ad ottobre. Apparentemente
si verificano due picchi nell'attività di frega, uno all'inizio della
primavera ed uno alla fine dell'estate. Sembra che la maturazione dei
gameti sia legata alla temperatura (> 17 °C) ed al fotoperiodo (>11 h.).
Durante il periodo riproduttivo i maschi sono territoriali, stabiliscono
piccole aree che difendono dai rivali con combattimenti ritualizzati. Per
l'esito positivo dei conflitti sono importanti l'apertura delle pinne e la
dilatazione della membrana branchiostega. Quando una femmina adulta entra
nel territorio di un maschio dominante, questo si esibisce in una sorta di
parata nuziale, compie movimenti circolari accompagnati da movimenti
spasmodici della testa. La deposizione avviene quando la coppia si sposta
su di un substrato adeguato, come foglie e steli di macrofite. Ogni
femmina depone alcune centinaia di uova dal diametro relativamente grande
(2 - 2.5 mm) che aderiscono al substrato prescento tramite filamenti
adesivi. Dalla deposizione alla schiusa passa poco più di una settimana in
condizioni di temperatura ottimali (16 - 20 °c). |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Specie di piccole
dimensioni che non supera generalmente gli 8 cm di lunghezza. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche. I principali parassiti sono vermi nematodi, crostacei e
protozoi. Occasionalmente viene predata da uccelli e pesci ittiofagi. |
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Status
della specie - Valencia letourneuxi ha area di
distribuzione limitata, fortemente frammentata ed in continuo declino.
L'area di occorrenza (EOO) è stimata <5.000 km², l'area di occupazione (AOO)
è stimata <10 km². Il numero delle sedi e il numero di individui maturi
continua a diminuire. La specie ha subito un calo di popolazione
superiore all'50% negli ultimi 10 anni, e si prevede un ulteriore calo
di oltre l'80% nei prossimi 10 anni previsto a causa della continua
riduzione di AOO e di EOO. Causa principale del declino è la
distruzione dell'habitat umido dovuta a bonifiche. A questa si devono
aggiungere inquinamento agricolo ed industriale e l'introduzione
di specie ittiche alloctone predatrici (Black bass, pesce gatto, persico
sole) e competitrici alimentari (gambusia). Recenti indagini hanno
confermato la scomparsa da almeno due sedi (isole di Corfù e Lefkada),
tuttavia alcune nuove popolazioni sono state scoperte in località del
Peloponneso (fiumi Pinios e Alfios). |
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Protezione
- La specie è inserita nella Convenzione di Berna sulla protezione
della fauna in Annesso II. Nella Direttiva habitats 43/92 CEE: Anesso II
(specie di interesse comunitario per la cui conservazione è necessario
designare zone speciali di conservazione). Inclusa nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie
gravemente minacciata di estinzione (CR A3ce; B2ab(i,ii,iii,iv,v)).
Re-introduzioni e/o traslocazioni, combinate con misure di conservazione
efficaci, potrebbero contribuire a fermare il declino della specie. |
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Valore
economico - Specie di rilevante interesse faunistico. Si tratta
di un endemismo balcanico in grave pericolo di estinzione, nella Lista
Rossa IUCN è inserita tra le specie di vertebrati più a rischio. |
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Pesca
- La specie non riveste nessun interesse sia per la pesca sportiva,
sia per la pesca commerciale. |
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