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Il
nono iberico, Valencia
hispanica (Valenciennes,
1846) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 28 - 29. Pinna dorsale:
10 - 11. Pinna anale: 12 - 14. Pinne pettorali: I; 12 - 13. Numero cromosomico: 2n
= 48. |
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Descrizione -
Corpo robusto, a sezione trasversale ovale, largo nella regione cefalica,
progressivamente compresso
lateralmente in senso anteroposteriore. Bocca in posizione supera. Denti unicuspidati
di forma conica. Squame cicloidi relativamente
grandi. Pinne dai bordi arrotondati. Colore di fondo della livrea bruno chiaro o verdastro sul dorso, progressivamente più chiaro sui
fianchi procedendo verso il ventre biancastro. Su dorso e fianchi è presente una
marezzatura e bande verticali scure più o meno marcate. Pinne impari
translucide con sfumature dai toni rossastri o arancio, ed ornate da
numerose piccole macchie scure disposte a formare strisce verticali. Pinne
pari semitrasparenti, co riflessi rossi o giallastri più o meno intensi. |
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Dimorfismo
sessuale - Maschi di taglia minore rispetto alle femmine e con
livrea dai toni più accesi.
Dietro l'opercolo è spesso osservabile una
grande macchia scura, sul corpo sono presenti riflessi verde azzurro e
amaranto e, nella parte posteriore, una serie di bande verticali scure. Le
pinne dorsale ed anale dei maschi adulti raggiungono posteriormente la
pinna dorsale. Su
fianchi delle femmine si nota spesso una striscia longitudinale poco
netta, grigia o grigio nerastra, estesa dall'opercolo alla base della
coda. |
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Habitat
e abitudini
- Specie gregaria e stanziale, tende a formare branchi numerosi.
Meno legata alle acque salmastre rispetto ad altri ciprinodontidi. Anche
se in laboratorio può resistere ad elevati livelli di salinità, in natura
non s'incontra quasi mai in ambienti estuarili. V. hispanica è tipico abitante delle acque dolci
costiere, chiare, pulite, a corrente lenta o moderata, ricchi di
vegetazione sommersa e semisommersa. Una volta abbondante nel medio corso
di fiumi e torrenti, è attualmente confinata in poche
località ed in risorgive denominate ("ullals").
La specie è scomparsa dalle risorgive delle lagune litorali, dai fiumi
e dai torrenti mediterranei, tra cui i torrenti Serpis, Verde e Jucar.
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Alimentazione - Nella dieta rientra
detrito organico, invertebrati bentonici e planctonici, tra cui gasteropodi, dafnie
e larve di zanzara. Lo
spettro alimentare si sovrappone a quello di Gambusia holbrooki e di
Fundulus eteroclitus, specie con cui entra in competizione, in gran
parte responsabili del declino della specie. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge a partire
da aprile e si prolunga fino ad ottobre. Apparentemente si verificano due
picchi nell'attività di frega, uno all'inizio della primavera ed uno alla
fine dell'estate. Sembra che la maturazione dei gameti sia legata alla
temperatura (> 17 °C) ed al fotoperiodo (>11 h.). Durante il periodo
riproduttivo i maschi sono territoriali, stabiliscono piccole aree che
difendono dai rivali con combattimenti ritualizzati. Per l'esito positivo
dei conflitti sono importanti l'apertura delle pinne e la dilatazione
della membrana branchiostega. Quando una femmina adulta entra nel
territorio di un maschio dominante, questo si esibisce in una sorta di
parata nuziale, compie movimenti circolari accompagnati da movimenti
spasmodici della testa. La deposizione avviene quando la coppia si sposta
su di un substrato adeguato, come foglie e steli di macrofite. Ogni
femmina depone alcune centinaia di uova dal diametro relativamente grande
(2 - 2.5 mm) che aderiscono al substrato prescelto tramite filamenti
adesivi. Dalla deposizione alla schiusa passa poco più di una settimana in
condizioni di temperatura ottimali (16 - 20 °c). |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (Fecondità = 200).
In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta dopo il primo
anno di vita. Specie di piccole dimensioni che non supera generalmente gli
8 cm di lunghezza (femmine). |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali
e batteriche. I principali parassiti sono vermi nematodi, crostacei e
protozoi. Occasionalmente viene predata da uccelli e pesci ittiofagi. |
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Status
della specie - Questa specie ha subito un calo di popolazione
superiore all'80% negli ultimi 10 anni. Causa principale del declino è la
distruzione dell'habitat umido dovuta a bonifiche per urbanizzazione,
opere strettamente legate allo sfruttamento turistico intensivo delle
località costiere spagnole. A questo si devono aggiungere l'inquinamento
agricolo e l'introduzione di specie ittiche alloctone predatrici (Black
bass, lucioperca, persico sole) e competitrici alimentari (gambusia,
mummichog). Sono in atto alcuni tentativi di allevamento e reintroduzione
in aree palustri ricreate artificialmente. |
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Protezione
- La specie è inserita nella Convenzione di Berna sulla protezione
della fauna in Annesso II. Nella Direttiva habitats 43/92 CEE: Anesso II
(specie di interesse comunitario per la cui conservazione è necessario
designare zone speciali di conservazione). Nella legge spagnola al RD
439/90: De interes especial; Llei 3/1988 (C. A. Cataluña): Especie
protegida; D 148/92 (C. A. Cataluña): Especie molt sensible. Libro Rojo de
los Vertebrados de España: E (en peligro de extinciòn). UICN: EN (endangered).
La specie è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie
criticamente in pericolo (CR A2ace, Critically Endangered). |
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Valore
economico - Specie di rilevante interesse faunistico. Si
tratta di un endemismo iberico in grave pericolo di estinzione, nella
Lista Rossa IUCN è inserita tra le 24 specie di vertebrati più minacciati
del pianeta. |
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Pesca
- La specie non riveste nessun interesse sia per la pesca sportiva,
sia per la pesca commerciale. |
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