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Il
persico smeraldo,
Lepomis cyanellus Rafinesque,
1819 |
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Caratteri
meristici - Squame sulla linea laterale: 43 - 52.
Branchiospine: 11 - 14. Vertebre: 28 - 29. Pinna dorsale: IX - XI; 10 -
12. Pinna anale: III; 9 - 10. Pinne pettorali: 11 - 14. Pinne ventrali: I;
5. Pinna caudale: 17. |
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Descrizione
- Corpo di forma ovale,
alto, fortemente compresso ai
lati. Muso breve. Bocca in posizione terminale rivolta verso l'alto,
più grande che nelle altre specie del genere. Occhio relativamente grande.
Denti piccoli, appuntiti, e poco sporgenti, disposti su mascelle, vomere e palatini.
Osso mascellare esteso posteriormente fino circa all'alezza del centro
dell'occhio. Opercolo con lobo posteriore grande. Bordo posteriore del
preopercolo minutamente dentellato. branchiospine lunghe e sottili. Squame
ctenoidi non molto grandi. Linea laterale con andamento simile a quello
del profilo dorsale. Inserzione della pinna dorsale all’altezza del lobo
opercolare, termine della pinna in corrispondenza della base del peduncolo
caudale. Pinna caudale biloba debolmente incavata. Livrea di fondo del
dorso di colore variabile da verde oliva a verde azzurro. Fianchi
progressivamente più chiari procedendo verso il ventre di colore
giallastro. Sul capo sono disposte varie strisce azzurre o celesti. Sul
lobo opercolare, senza bordo colorato, è presente una grande macchia nera.
Dorso e fianchi sono coperti di macchie e striature scure e iridescenti.
Pinne translucide di colore bruno giallastro. Bordo della pinna anale
chiaro. |
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Dimorfismo
sessuale - Poco evidente. Durante il periodo di frega i maschi
dominanti acquistano una tinta più accesa. I maschi non territoriali hanno colorazione simile a quella delle
femmine. |
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Habitat
- Specie molto versatile, in grado di sopportare notevoli
escursioni termiche e sopravvivere a bassi livelli di ossigeno disciolto.
Tipica di acque ferme o
a corrente moderata, con substrato molle, ricche di vegetazione sommersa e
semisommersa.
Per la notevole fertilità ed capacità di sopravvivere a
condizioni ambientali variabili, è in grado di colonizzare habitat
non accessibili ad altre specie. Spesso è la prima specie ittica a colonizzare aree da poco inondate o pozze soggette a prosciugamento
estivo. Per le stesse caratteristiche la specie risulta infestante se
introdotta fuori dalla sua area di distribuzione naturale.
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Alimentazione
e abitudini - La dieta comprende insetti acquatici e terrestri e
loro larve, molluschi, vermi, crostacei, vegetali e
detrito organico. Gli adulti predano anche avannotti e piccoli pesci. I giovani si
cibano prevalentemente di crostacei planctonici come dafnie e copepodi. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge
dalla tarda primavera all'estate, con temperatura dell'acqua di circa 20
°C, in acque profonde circa mezzo metro, ben ossigenate, ricche di
vegetazione, con substrato sabbioso o ghiaioso. La specie forma delle
colonie di riproduzione, costituite da numerosi nidi. Il maschio è
territoriale, difende il nido dai potenziali rivali. Il nido viene
realizzato dal maschio scavando un avvallamento sotto ostacoli sommersi od
in zone sgombre tra rocce e massi. In seguito
corteggia ogni femmina che entra nel territorio, tentando di spingerla a deporre le uova
nel nido. le uova sono adesive ed aderiscono al substrato. Esistono cure
parentali. Il maschio sorveglia la covata ed ossigena le uova con movimenti delle pinne.
Lo sviluppo embrionale è relativamente breve, in condizioni ottimali
richiede da alcuni giorni a circa una settimana. Le cure parentali del maschio
si estendono per alcuni giorni anche agli avannotti. Esemplari di questa
specie possono originare ibridi con L. gibbosus. |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio. 1.4 - 4.4 anni (tmax = 5). Specie
precoce, la maturità può essere raggiunta a circa sei mesi.
In condizioni ottimali la taglia massima
osservata è di circa 320 mm SL, con peso di circa un chilo. In condizioni
di sovraffollamento, ed in molti paesi dove la specie è stata introdotta,
gli esemplari sono sensibilmente più piccoli. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie ospite di varie specie di parassiti e
soggetta a malattie virali e batteriche. I principali predatori sono
rappresentati da altri pesci, uccelli e rettili ittiofagi. Nelle zone
meridionali della sua area di diffusione la specie rientra nella dieta di alligatori e di tartarughe d'acqua. |
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Status
della specie - L. cyanellus
resiste bene alle alterazioni dell'habitat. Spesso il peggioramento
ambientale assicura alla specie un certo vantaggio nel sostituire le
specie residenti autoctone. In tali casi diviene infestate e determina
seri problemi alla stabilità degli ambienti invasi. |
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Protezione
- Nessuna. In Europa la
specie dovrebbe essere considerata nociva.
L. cyanellus non è
incluso nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) delle specie in
pericolo. |
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Valore
economico - Specie priva d'interesse
commerciale. Talvolta è utilizzata come pesce
ornamentale. Le carni, bianche e piuttosto sode, sono
alquanto apprezzate in nord America. |
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Pesca - In Europa la specie non ha
alcuna importanza
per pesca sportiva o professionale. In nord America L. cyanellus è
allevato a scopo di ripopolamento e a scopo alimentare. Viene
alquanto apprezzata dai pescatori sportivi. I pescatori professionisti
catturano la specie accidentalmente mentre insidiano specie più pregiate. |
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