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Webmuseum Osteichthyes Perciformes Latidae Lates

Persico del Nilo,

Lates niloticus (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame serie laterale: 60-80. Branchiospine: 15-17. Pinna dorsale: VII-VIII/10-14. Pinna anale: III/7-9.

 

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Descrizione - Corpo allungato, robusto, a sezione trasversale ovale, leggermente compresso ai lati. Testa con profilo superiore concavo. Muso di lunghezza pari o poco superiore al diametro oculare. Mascella inferiore prominente, la mascella superiore raggiunge o supera il margine posteriore dell'occhio. Preopercolare e preorbitale provvisti di spine. Opercolo con una grande spina sul bordo libero. Primo arco branchiale con branchiospine relativamente allungate. La livrea è argentea, con riflessi verdastri o metallici, più scura sul dorso, progressivamente più chiara verso il ventre.

 

 

Dimorfismo sessuale - Poco evidente. I maschi presentano apertura urogenitale unica, mentre le femmine hanno orifizio genitale separato dalla cloaca.

 

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Habitat e abitudini - Specie adattabile presente in acque ferme e correnti. Diffusa in laghi, fiumi e canali di grande portata. Preferisce fondali sabbiosi ma è presente anche in acque con substrato roccioso o fangoso. Rara in habitat totalmente privi di vegetazione, in paludi e nelle aree pelagiche dei grandi laghi. Una popolazione è presente nelle acque salmastre del Lago Mariout, nei pressi di Alessandria (Egitto). Prospera in acque calde, dove raggiunge taglia maggiore e forma popolazioni numerose. Gli adulti si trattengono di preferenza a profondità comprese tra 10 e 60 metri. Gli immaturi si incontrano a varie profondità, ma le più alte concentrazioni di avannotti e immaturi di classe 1+ si osservano nelle zone litorali e sublitorali (Witte & de Winter, 1995).

 

 

Alimentazione - Dieta prevalentemente composta da pesci, insetti, crostacei e molluschi. La preferenza alimentare è correlata alla taglia del predatore ed alla disponibilità di prede. I giovani vivono in acque basse, dove si cibano di copepodi, gamberetti del genere Caridina, avannotti, piccoli gasteropodi e molluschi bivalvi. Gli esemplari adulti si spostano a profondità maggiori ed iniziano ad assumere abitudini marcatamente ittiofaghe. Nei laghi africani i ciclidi haplochromini costituiscono più del 95% delle loro prede. Pesci del genere Rastrineobola, in termini di comparsa nei contenuti stomacali, sono secondi soltanto agli haplochromini (Acere, 1985). Nella dieta rientrano in misura minore anche pesci dei generi Barbus, Clarias, Haplochromis, Lates, Oreichromis, e Xenoclarias.

 

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Riproduzione - Lunga stagione riproduttiva, estesa da febbraio ad agosto. Si riproduce tutto l'anno, con picchi nella stagione delle piogge. La deposizione avviene generalmente in aree riparate delle coste di laghi o dei grandi fiumi, ma può anche tenersi in acque aperte (Hopson, 1972). Non esistono cure parentali, dopo la fecondazione le uova vengono abbandonate alle correnti fino alla schiusa. Le larve sono pelagiche per il tempo necessario ad assorbire il sacco vitellino, in seguito si spostano in acque basse litorali.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (K=0.17-0.19; tm=2-3). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta al terzo anno di età. L'accrescimento è molto veloce durante il primo anno. L'incremento ponderale decresce progressivamente durante i successivi 5 anni (Acere, 1984). Pesce di grande taglia, in condizioni ambientali ottimali può raggiungere i 2 metri di lunghezza ed il peso di più di 230 kg. La durata della vita supera generalmente i 16 anni. La mortalità è più elevata nei maschi rispetto alle femmine.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di molte specie di parassiti, come crostacei, vermi nematodi, cestodi, ecc.. Gli individui giovani e di taglia media vengono predati da pesci, compresi quelli della propria specie, rettili ed uccelli ittiofagi, come aironi, marabù, spatole, falchi ed aquile pescatrici. Gli individui più grandi non hanno predatori, fatta eccezione per i coccodrilli presenti negli stessi ambienti.

 


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Status della specieL. niloticus ha vasta distribuzione e non sono segnalate particolari minacce alla sua sopravvivenza. La specie è ritenuta a basso rischio in Africa centrale, orientale e settentrionale. In Africa orientale, la popolazione del Lago Chamo in Etiopia è particolarmente minacciate da pesca eccessiva. In nord Africa, dove è molto comune nel delta, nel corso inferiore e superiore del Nilo, nel Lago Wadi El-Rayan, e nel Lago Nasser, la specie sta subendo un lieve declino a causa dell'inquinamento e della pesca commerciale (Kraiem 2007). Le condizioni sempre più eutrofiche minacciano le popolazioni indigene nel lago Alberto. In altre località africane, L. niloticus risulta in espansione per immissioni effettuate a scopi alieutici o per pesca industriale e di sussistenza. In molti casi le introduzioni anno creato seri problemi a popolazioni ittiche endemiche e molto rare. Nel lago Vittoria ha causato gravi problemi ecologici. Le popolazioni endemiche di ciclidi hanno subito un rapido declino. Più di 300 specie native sono state condotte all'estinzione da parte di questi predatori (Schofield, 1999). Sebbene inizialmente il veloce incremento di L. niloticus ha avuto un impatto favorevole per lo sviluppo dell'industria della pesca, la conseguenza finale è stata un calo della biomassa ittica del lago (Goudswaard and Witte, 1984). L'incremento numerico della specie ha accelerato il declino della biodiversità, compromettendo le catene alimentari consolidate. Inoltre la crescita degli insediamenti dovuta allo sviluppo della pesca ha determinato cambiamenti ecologici con conseguenti turbamenti socioeconomici (Kitchell and Schindler, 1997). Il continuo degrado ecologico del lago Vittoria ha portato conseguenze a lungo termine per la salute delle comunità rivierasche, incidendo pesantemente sul social welfare degli stati limitrofi (Verschuren & Johnson, 2002).

 

 

Protezione - Nessuna nota. Sono necessarie ulteriori ricerche su numero e sistematica delle popolazioni, sulla loro biologia ed ecologia, sullo status degli habitat e potenziali minacce, così come sulle potenziali misure di conservazione e controllo. Sono necessari anche azioni politiche basate su più livelli assieme alla gestione del pescato, per ridurre l'impatto dello sfruttamento commerciale eccessivo. La specie è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a basso rischio (LR/lc).

 

 

Valore economico - La specie ha buon interesse commerciale, specialmente in Africa. In Egitto la quantità di pescato è passata dalle 840 tonnellate del 1995 alle 8.453 tonnellate del 2004. Carni pregiate. Presente sui mercati europei, ove viene commercializzato fresco e congelato (generalmente in filetti).

 

 

Pesca - Viene catturato dagli indigeni con reti e lenze da fondo. La specie è molto apprezzata dai pescatori sportivi occidentali per la pesca a spinning o a traina. Spesso vengono organizzati viaggi turistici a scopo alieutico in Africa.

 

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