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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Gobidae Gobius

Il ghiozzo testone, Gobius cobitis  Pallas, 1814

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 59 - 67. Vertebre: 29. Prima pinna dorsale: VI. Seconda pinna dorsale: I; 13 (13 - 14). Pinna anale: I; 11 (10 - 12). Pinne pettorali: 20 - 21 (19 - 22). Numero cromosomico: 2n = 46 (Arkhipchuk, 1999).

 

 

DescrizioneCorpo allungato, anteriormente a sezione trasversale subcircolare, compresso in senso laterale nella parte posteriore. Testa grande e robusta, di altezza pari a 0.81 - 0.90 della sua lunghezza. Muso corto e guance rigonfie. Occhi sporgenti sul profilo dorsale, di diametro equivalente a 0.17 - 0.23 della lunghezza del capo. Infraorbitale relativamente largo. Bocca in posizione terminale, con apertura orale obliqua rivolta verso l'alto. Labbro superiore spesso in modo uniforme. Mandibola protrusa in avanti. Denti piccoli, disposti in più serie su entrambe le mascelle. Narici anteriori con lungo tentacolo, spesso digitato. Papille sensoriali visibili ad occhio nudo, con serie d continua. Papille suborbitali disposte in 7 righe trasversali. Pinne dorsali nettamente separate. Prima pinna dorsale subtriangolare, con raggi non prolungati in filamenti,  ed origine di poco posteriote alla corrispondenza cob la base delle pettorali. Seconda pinna dorsale lunga, se abbattuta raggiunge la base della caudale. Pinna caudale tondeggiante e non particolarmente ampia. Pinne pettorali arrotondate con raggi liberi superiori ben evidenti. Pinna anale di lunghezza inferiore rispetto alla seconda pinna dorsale. Disco pelvico corto e arrotondato di lunghezza pari a 0.18 - 0.21 SL. Membrana anteriore a margine ondulato, provvista di due lobi laterali. Livrea di colore bruno o verdastro più o meno scuro sul dorso, progressivamente più chiara procedendo in direzione ventrale. Su dorso e fianchi sono disposte in modo irregolare chiazze chiare e macchie scure. Pinne translucide, semitrasparenti, con maculature chiare e scure. Sulle pinne impari le macchie tendono a disporsi in fasce trasversali.

 

 

Dimorfismo sessuale - I maschi hanno generalmente dimensioni maggiori rispetto alle femmine di pari età. La papilla genitale è allungata e conica nel maschio, tozza e breve nella femmina. Durante il periodo di frega i maschi assumono livrea scura con pinne dai bordi biancastri.

 

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Habitat e abitudini - Comune lungo le coste su fondali rocciosi o misti a Posidonia, a profondità non superiori a 10 m. Specie eurialina. Lungo le coste dell'Oceano Atlantico, dove le escursioni di marea sono più forti, occupa le pozze più grandi e profonde della fascia intertidale, soggette a variazioni di salinità per evaporazione e per l'apporto di acqua dolce durante le precipitazioni. Si incontra abbastanza spesso nelle acque salmastre alla foce dei fiumi e nelle lagune costiere. Maschi adulti stanziali e territoriali, particolarmente durante il periodo di frega.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende alghe verdi (Enteromorpha), crostacei (anfipodi, granchi), vermi policheti ed altri invertebrati bentonici. In acque salmastre si ciba anche di larve di insetti). Gli esemplari di taglia maggiore possono predare piccoli pesci. Larve ed avannotti si nutrono di organismi planctonici e microinvertebrati.

 

 

Riproduzione - La frega si svolge da marzo a maggio nella Baia di Napoli, da maggio al principio di luglio  a Varna nel Mar Nero. I maschi dominanti occupano piccoli territori, attorno ad un riparo adatto ad ospitare le uova, che difendono da eventuali concorrenti. Il maschio corteggia tutte le femmine che entrano nella propria zona. Se il rituale ha buon esito, la femmina segue il maschio nel nido e inizia a deporre. Le uova, di colore giallastro, misurano 3.6 - 5.45 x 1.23 - 1.54 mm, sono adesive ed aderiscono al substrato. Generalmente sono fissate alla volta del nido. Dopo la fecondazione acquistano forma clavata. Esistono cure parentali, il maschio sorveglia le uova fino alla schiusa. Le larve svolgono vita pelagica fino al riassorbimento del sacco vitellino. Gli avannotti conducono vita bentonica come gli adulti. Sono possibili ibridi con G. paganellus (Pinchuk & Strautman, 1977).

 

 

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.22; tm = 2 - 3; tmax = 10). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di vita. Lunghezza massima segnalata: 270 mm TL. Età massima riportata: 10 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di varie specie di parassiti tra cui trematodi, cestodi e crostacei. Nella cavità orale è stato rinvenuto il copepode parassita Anchistrotos gobii. G. cobitis è predato principalmente da pesci ittiofagi.

 


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Status della specie - G. cobitis risulta comune in tutta la sua area di diffusione. Non sono note particolari minacce alla sua sopravvivenza. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino o scomparire per il degrado dell'habitat dovuto ad inquinamento o a fenomeni di eutrofizzazione.

 

 

Protezione - Nessuna. G. cobitis non è incluso nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources).

 

 

Valore economico - Specie di scarso interesse commerciale. Gli esemplari sono venduti assieme ad altri piccoli pesci come “frittura di paranza”. Gli esemplari più grandi sono considerati buoni pesci da zuppa.

 

 

Pesca - Non ha particolare interesse per i pescatori sportiva. I pescatori professionisti lo catturano occasionalmente con tramagli e nasse; abbocca facilmente alle lenze ferme.

 

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