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Il
ghiozzo
nero,
Gobius
niger
Linnaeus, 1758 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 35 - 41 (32 - 42). Vertebre:
28 (27 - 29). Prima pinna dorsale: VI (V - VII). Seconda pinna
dorsale: I; 12 - 13 (11 - 13). Pinna anale: I; 11-12 (10 13). Pinne
pettorali: 17 - 19 (15 - 20). Numero cromosomico: 2n = 48. |
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Descrizione
- Corpo cilindrico, allungato,
leggermente
compresso in senso laterale nella parte posteriore. Testa robusta,
arrotondata, con muso corto e guance leggermente
rigonfie. Occhi sporgenti sul profilo dorsale. Bocca in posizione terminale
con apertura orale obliqua rivolta verso l'alto. Labbra spesse e carnose.
Mandibola protratta in avanti. Il bordo posteriore del mascellare termina
all'altezza del bordo posteriore
dell'orbita. Denti piccoli, disposti in più serie su entrambe le
mascelle. Narici anteriori con lembo cutaneo sul bordo. Papille sensoriali
visibili ad occhio nudo con serie d) continua. Vescica natatoria presente.
Corpo coperto da squame ctenoidi, assenti sulla parte anteriore del capo e
sulle guance. Pinne dorsali piuttosto ravvicinate. Raggi della prima pinna
dorsale prolungati in filamenti. Disco pelvico lungo ed arrotondato, con
membrana anteriore priva di lobi laterali. Pinna caudale tondeggiante. non
molto ampia. Pinne pettorali arrotondate con raggi liberi superiori
moderatamente sviluppati. Pinna anale di lunghezza leggermente inferiore
rispetto alla seconda pinna dorsale. Livrea di colore variabile da bruno a
grigio giallastro o quasi nera sul dorso, progressivamente più chiara
in direzione ventrale. Su dorso e fianchi sono disposte in modo
irregolare chiazze chiare e grandi macchie scure. Pinne translucide,
semitrasparenti, con maculature chiare e scure, che tendono a disporsi in
fasce longitudinali sulle pinne dorsali. Sul margine delle due prime
membrane interradiali della prima pinna dorsale, e talvolta anche sulla
seconda, è presente una macchia nera. |
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Dimorfismo
sessuale - I maschi hanno generalmente dimensioni maggiori rispetto
alle femmine di pari età. La papilla genitale è allungata e conica nel
maschio, tozza e breve nella femmina. Durante il periodo di frega i maschi
assumono livrea più scura, quasi nera, e le macchie su pinne e fianchi
appaiono più marcate. |
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina diffusa in estuari, lagune e acque marine
costiere. In
mare si incontra fino alla profondità di 50 - 75 m, su fondali fangosi e
detritici misti a praterie di Posidonia o letti di alghe. Frequente
in acque salmastre alle foci di fiumi ed in lagune costiere, soprattutto
nei mesi più caldi, dove svolge la fase trofica relativamente al sicuro da
predatori. Lungo il litorale
adriatico si spinge
frequentemente all’interno dei porti canale, da cui compie piccole
migrazioni verso l'interno seguendo il flusso della marea entrante.
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Alimentazione - La dieta comprende crostacei
(grandi anfipodi, isopodi, misidi, gamberi e piccoli granchi), molluschi
bivalvi e gasteropodi, vermi policheti ed altri invertebrati bentonici. In
acque salmastre si ciba anche di larve di insetti (chironomidi). Gli
esemplari di taglia maggiore si cibano anche di piccoli pesci. Larve ed
avannotti predano organismi planctonici e microinvertebrati. |
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Riproduzione - La
riproduzione in periodi diversi a seconda della latitudine e delle
condizioni climatiche dell'anno in corso. In marzo - maggio nel Golfo di
Napoli, da aprile all'inizio di giugno nel Veerse Meer in Olanda, da
maggio ad agosto nel Mar Baltico, da aprile a settembre a Varna nel Mar
Nero. I maschi dominanti costruiscono nidi utilizzando di preferenza gusci
di bivalvi, che difendono da tutti gli eventuali concorrenti. Il maschio
corteggia tutte le femmine che entrano nella propria zona. Se il rituale
ha buon esito, la femmina segue il maschio nel nido e inizia a deporre. Le
uova, adesive, fusiformi e di colore giallastro, misurano 1.5 x 0.45 mm.
Generalmente aderiscono alla volta del nido mediante un peduncolo. Dopo la
fecondazione acquistano forma clavata. Esistono cure parentali, il maschio
sorveglia le uova fino alla schiusa. Alla nascita le larve sono lunghe da
2,8 a 3 mm e svolgono vita pelagica fino al riassorbimento del sacco
vitellino. Gli avannotti conducono vita bentonica come gli adulti. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.19 - 0.3;
tm = 0.8 - 2; tmax = 4). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene
raggiunta al secondo anno di vita. Lunghezza massima segnalata: 180 mm TL.
Età massima riportata: 4 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche. Ospite di varie specie di parassiti tra cui trematodi, cestodi
e crostacei. Sulle branchie
è stato trovato il crostaceo copepode parassita Chondracanthus horridus.
I principali predatori sono rappresentati da pesci ed uccelli ittiofagi. |
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Status
della specie - G. niger risulta relativamente comune in
tutta la sua area di diffusione. Non sono note particolari minacce alla
sua sopravvivenza. Localmente alcune popolazioni possono entrare in
declino o scomparire per degrado dell'habitat dovuto ad inquinamento o a
fenomeni di eutrofizzazione. |
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Protezione
- Nessuna. G. niger non è incluso nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources). |
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Valore
economico - Scarso importanza come specie commerciale. In Italia viene
venduta
assieme ad altri pesci di piccola taglia, come latterini, triglie, bianchetti, ecc.,
sotto il nome generico di “frittura di paranza”. |
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Pesca - Non ha particolare interesse per i
pescatori sportivi. I pescatori professionisti lo catturano
occasionalmente con tramagli e nasse; abbocca facilmente alle lenze ferme. |
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