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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Gobidae Knipowitschia

Il ghiozzetto di laguna, Knipowitschia panizzae  (Verga, 1841)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 32 - 39. Prima pinna dorsale: V - VI. Seconda pinna dorsale: I; 7 - 9. Pinna anale: I; 7 - 8. pinne pettorali: 15 - 17. Disco pelvico: I/5 + I/5.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale subcircolare leggermente compresso nella regione caudale. Testa relativamente grande, appiattita dorsalmente. Occhi grandi, sporgenti sul profilo dorsale. Bocca grande, in posizione terminale. Apertura orale obliqua inclinata verso l'alto. Denti piccoli, disposti in più serie sulle mascelle. Narici al centro dello spazio preorbitale. Squame ctenoidi piccole, di diametro crescente in senso antero-posteriore. Assenza di squame nella zona anteriore al 4 - 8 raggio della seconda dorsale. Assenza di canale oculo-scapolare posteriore. Estremità anteriore del canale oculoscapolare anteriore situata all'altezza del centro dell'occhio (poro λ). Prima pinna dorsale nettamente separata dalla seconda. Pinna caudale a margine arrotondato. Pinne pettorali ben sviluppate. Colore di fondo della livrea grigio giallastro chiaro, più scura sul dorso, più chiara sui fianchi in direzione del ventre di colore giallastro o bianco. Testa, dorso e fianchi punteggiati di nero. Due bande scure estese dagli occhi al labbro superiore. Lungo i fianchi si nota una serie di macchie o bande scure. Il dorso, visto dall'alto, mostra cinque macchie chiare a forma di sella. Una piccola banda nera orizzontale presente sul peduncolo caudale. Pinne traslucide, semitrasparenti, con sfumature bruno giallastre. Prima pinna dorsale ornata da tre fasce scure. Pinne impari ornate da cromatofori scuri, talvolta disposti a formare bande trasversali.

 

 

Dimorfismo sessuale - Poco evidente. Nei maschi, tra il quarto e il quinto raggio, è presente una macchia cerulea inferiormente bordata da una mezzaluna di colore nero intenso. Le bande scure tra occhio e labbro superiore sono più evidenti nelle femmine.

 

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Habitat e abitudini - Specie eurialina, vive di preferenza in ambienti salmastri lagunari ed estuarili, risale i fiumi per brevi tratti. Introdotta con acclimatazione nel lago Trasimeno ed in bacini limitrofi. Di preferenza staziona in habitat caratterizzati da una buona stabilità dei parametri ambientali, tollera escursioni di salinità tra il 5 e il 20 per mille. Negli ambienti salmastri, questa specie frequenta i sottoriva, ma generalmente il suo ambiente di elezione è rappresentato da fondali bassi e molli, di limo e argilla, coperti da vegetazione e gusci di molluschi bivalvi.

 

 

Alimentazione - Predatore non selettivo. La dieta comprende invertebrati di fondo, come vermi policheti e crostacei copepodi, a cui si aggiungono altri invertebrati occasionalmente presenti nella fascia riparia.

 

 

Riproduzione - Specie a vita breve con lunga stagione riproduttiva e fecondità. La frega si svolge da marzo ad agosto. Il maschio, territoriale, costruisce il nido utilizzando di preferenza gusci di bivalvi, scavando nel substrato per creare una cavità sotto la conchiglia. Il corteggiamento comincia dal momento in cui una femmina, pronta a deporre, entra nel territorio di un maschio. Appena il maschio si avvicina, la femmina assume una postura sottomessa, mantenendo posizione inclinata, con in evidenza il ventre rigonfio di colore giallo intenso e la macchia nera sul mento. Quando il maschio si dirige verso il nido, la femmina lo segue. Immediatamente dopo l’ingresso nel nido, la femmina si rovescia con il ventre a contatto della volta, cominciando a deporvi le uova che vi aderiscono grazie a speciali filamenti. Durante la frega il maschio resta di guardia davanti all'entrata, respingendo ogni possibile rivale, ed a più riprese entra nel nido per fecondare le uova. La femmina depone a più riprese, con intervallo di 10 - 15 giorni, da alcune decine fino a più di cento uova alla volta. Il maschio sorveglia il nido fino alla schiusa delle uova che, ad una temperatura di 20 - 22 °C, avviene circa in una settimana. Le postlarve sono pelagiche, iniziano vita bentonica circa un mese dopo.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. Pesce di piccola taglia. Lunghezza massima segnalata: 55 mm. La durata del ciclo vitale è di circa un anno.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Tra i parassiti sono segnalati vari generi di trematodi, cestodi e crostacei. La specie è predata da pesci ed uccelli ittiofagi.

 


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Status della specie - La specie è abbondantemente diffusa e non sembra in pericolo. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino a causa di fenomeni d'inquinamento o di eutrofizzazione.

 

 

Protezione - Nessuna. La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna sulla protezione della fauna e nell'Annesso II della Direttiva dell'Unione Europea "Habitat". K. panizzae è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Nessun particolare valore per la pesca professionale. Talvolta viene consumato in frittura assieme ad altre specie di ghiozzi e a pesci di piccola taglia come il latterino. Ha una discreta importanza nelle catene trofiche lagunari come pesce foraggio per specie d'interesso commerciale come l'anguilla e la spigola.

 

 

Pesca - La specie non ha interesse per la pesca sportiva o professionale. Talvolta viene catturata, anche in discrete quantità, da pescatori professionisti mentre insidiano specie più pregiate.

 

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