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Specie tipo
- Gobius fluviatilis Pallas, 1814. |
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Etimologia
- Greco, neos = nuovo + Latino, gobius = ghiozzo. |
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Opinioni sulla
nomenclatura - Iljin accredita il genere a Berg come
nomenclatura museale (nomen nudum), il nome è stato reso disponibile dai
lavori dello
stesso Iljin. Sinonimo di "Gobius" Linnaeus 1758, ma
valido sottogenere come da descrizione, secondo Vasil'eva
1999:160. Nomenclatura generica valida come "Neogobius"
Iljin 1927, secondo Miller 1973:501, Pinchuk 1977:587, Miller in
Whitehead et al. 1986:1057, Birdsong et al. 1988:202, Vasil'yeva
& Vasil'ev 1994:747, Vasil'eva 1998:137, Larson 2001:47, Ahnelt
& Duchkowitsch 2001:217, Ahnelt & Duchkowitsch 2003:6, Miller &
Vasil'eva 2003:163, Vasil'eva 2003:S48, Ahnelt & Duchkowitsch
2004:914, Bogutskaya & Naseka 2004:227. |
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Gobidi caratterizzati da corpo
allungato, a sezione ellittica, compresso posteriormente. Bocca
di ampiezza moderata. Denti conici disposti in più serie. Lingua
non priva di dentellatura o con solo un accenno. Narici
anteriori tubolari non molto allungate. Narici posteriori
situate in prossimità dell'occhio. Muscoli posteriori estesi
anteriormente fino quasi agli occhi. Da 32 a 35 vertebre.
Assenza di membrana natatoria negli adulti. Squame ctenoidi di
grandezza relativamente modesta, testa nuda, ad eccezione delle
aree nucale e predorsale. Costante presenza di sei raggi sulla
pinna dorsale, più di 10 raggi sulla seconda dorsale. I raggi
superiori delle pinne pettorali possono essere liberi e
filamentosi. La membrana anteriore del disco pelvico ha lobi
laterali più o meno marcati. Uova grandi oligoplasmatiche. Le
larve non attraversano mai una fase di vita pelagica.
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Il genere Neogobius sembra
essere tra i più recenti della famiglia, come si deduce dalla
presenza di alcune specie sia nel mare d'Azov, sia nel mar
Caspio, bacini separatisi in tempi geologici relativamente
recenti (Simonovič et
al., 1996). Il gruppo è affine al genere Proterorhinus,
entrambi sembrano essersi evoluti da un antenato comune nel
Bacino Dacico, parte orientale della Paratetide (ora mar Nero),
o nei fiumi ad esso afferenti, durante la prima parte del
Pliocene medio. Datazione evidenziata dall'assenza di entrambi i
generi dal bacino del Mediterraneo. La divergenza si è
probabilmente originata in acqua dolce, visto che i due gruppi
non presentano stadi larvali pelagici, tipici dei gobidi marini.
L'ipersalinità del Mar Nero, rimasto isolato durante dal tardo
Miocene all'inizio del Pliocene, fu la causa scatenante della
rapida speciazione di Neogobius, che mantenne lo sviluppo
larvale diretto anche dopo il suo ritorno in ambiente salmastro
e marino. Studi sul DNA mitocondriale indicano che i generi
Neogobius e Proterorhinus si sono separati da un
antenato comune condiviso con il genere Gobius, circa 5.2
± 1.0 milioni di anni fa, nel tardo Miocene / primo Pliocene,
durante l'isolamento del bacino della Paratetide dalla Tetide
(mare protomediterraneo) (Dillon & Stepien, 2001). |
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Questo genere è diffuso nei bacini
del Mar Nero, del mare d'Azov e del mar Caspio, con circa 17
specie. Le specie del gruppo sono generalmente eurialine, ma ne
esistono alcune che vivono soltanto in acqua dolce od in mare.
Alcune specie del genere Neogobius, hanno una taglia tale
da renderle oggetto di pesca a scopo commerciale. |
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