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Neogobius (sottogenere di Gobius) Iljin 1927.
Keys to the gobies (Fam. Gobiidae) of the Sea of Azov and the
Black Sea. Preliminary communication. Trudy / Azovo-Cernomorskij
Naucno-Issledovatel'skij Institut Morskogo Rybnogo Chozjajstva i
Okeanografii Moskva. v. 2: 128-143, Pls. 1-2. Genere maschile. Specie tipo
- Gobius fluviatilis Pallas, 1814.
Tipo per monotipia. Iljin accredita il genere a Berg come nome
museale, ma il nome è reso disponiblie dal lavoro dello stesso
Iljin. Opinioni Sinonimo di Gobius Linnaeus 1758, valido
sottogenere (Neogobius) come da descrizione, vedere Vasil'eva
1999:160. Nomenclatura generica valida come Neogobius
Iljin 1927, vedere Miller 1973:501, Pinchuk 1977:587, Miller in
Whitehead et al. 1986:1057, Birdsong et al.
1988:202, Vasil'yeva & Vasil'ev 1994:747, Vasil'eva 1998:137,
Larson 2001:47, Ahnelt & Duchkowitsch 2001:217, Ahnelt &
Duchkowitsch 2003:6, Miller & Vasil'eva 2003:163, Vasil'eva
2003:S48, Ahnelt & Duchkowitsch 2004:914, Bogutskaya & Naseka
2004:227, Nielsen & Stepien 2006:67, Kottelat & Freyhof
2007:554, 576, Kavačić & Engín 2008:73, Neilson & Stepien
2009:96, Neilson & Stepien 2009:665, Scharpf 2009:13.
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Etimologia
- Greco, neos = nuovo + Latino, gobius = ghiozzo.
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Sinonimi -
Apollonia (sottogenere di
Gobius) Iljin 1927. Keys to the gobies (Fam. Gobiidae) of
the Sea of Azov and the Black Sea. Preliminary communication.
Trudy / Azovo-Cernomorskij Naucno-Issledovatel'skij Institut
Morskogo Rybnogo Chozjajstva i Okeanografii Moskva. v. 2:
128-143, Pls. 1-2. Genere femminile. Specie tipo - Gobius
melanostomus Pallas 1814. Tipo per monotipia. Opinioni
sinonimo di Neogobius Iljin 1927, ma valido sottogenere (Apollonia)
come da descrizione, vedere Bogutskaya & Naseka 2004:227.
Nomenclatura generica valida come Apollonia Iljin 1927,
vedere Stepien & Tumeo 2006:67. Sinonimo di Neogobius
Iljin 1927, vedere Miller 1973:502, Vasil'eva 2003:S48, Neilson
& Stepien 2009:96.
Eichwaldia
(sottogenere di Gobius) Smitt 1900. Preliminary notes on
the arrangement of the genus Gobius, with an enumeration
of its European species. Öfversigt af Kongliga
Vetenskaps-Akademiens förhandlingar, Kungliga Svenska
Vetenskapsakademien. v. 56 (n° 6): 543-555. Genere femminile.
Specie tipo - Gobius caspius Eichwald 1831. Tipo per
monotipia. Nome generico oggettivamente non valido; già occupato
da Eichwaldia Billings 1858 nei Brachiopodi fossili, sostituito
da e oggettivo sinonimo di Eichwaldiella Whitley 1930. Opinioni
- Sinonimo di Neogobius Iljin 1927, vedere Miller
1973:501, Miller & Vasil'eva 2003:163. Sinonimo di Neogobius
Iljin 1927, ma valido sottogenere (Eichwaldia) come da
descrizione, vedere Bogutskaya & Naseka 2004:228.
Eichwaldiella Whitley 1930. Additions to the
check-list of the fishes of New South Wales. (No. 3). Australian
Zoologist v. 6 (pt 2): 117-123, pl. 14. Genere femminile. Specie
tipo - Gobius caspius Eichwald 1831. Tipo tratto dalla
descrizione nome generico sostituito. Sostituzione di
Eichwaldia Smitt 1899, già occupato da Eichwaldia Billings
1858 nei Brachiopodi fossili. Opinioni - Sinonimo di
Neogobius Iljin 1927, vedere Miller 1973:502, Miller & Vasil'eva
2003:163, Vasil'eva 2003:S48. Sinonimo di Neogobius Iljin
1927, ma valido sottogenere (Eichwaldiella) come da
descrizione, vedere Bogutskaya & Naseka 2004:228.
Muellerigobius Mihalcescu & Nalbant 2000.
Muellerigobius a new genus of Ponto-Caspian gobies, with a
discussion on the releated [related] forms (Pisces: Perciformes:
Gobiidae). Travaux du Museum d'Histoire Naturelle "Grigore
Antipa" N° 42: 181-183. Genere maschile. Specie tipo - Gobius
kessleri Günther 1861. Opinioni Nomenclatura generica valida
come Muellerigobius Mihalcescu & Nalbant 2000 (autori).
Sinonimo di Neogobius Iljin 1927, vedere Ahnelt &
Duchkowitsch 2002:3, Ahnelt & Duchkowitsch 2004:914.
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Note sulla
sistematica - Neogobius è stato a lungo trattato
come insieme artificiale di specie di ghiozzi originarie della
Paratetide, solo di recente Neilson & Stepien (2009) sono
riusciti a fornire dati sufficienti data per consentire di
dividere i ghiozzi della Paratetide in gruppi monofiletici
naturali da trattare come generi separati. Pertanto nel genere
Neogobius restano solo quattro specie (N. fluviatilis,
N. pallasi, N. caspicus e N. melanostomus).
Tutte le altre specie precedentemente conosciute come
Neogobius sono adesso assegnate ai generi Ponticola e
Babka.
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Questi ghiozzi sono
caratterizzati da corpo allungato e compresso posteriormente.
Narici anteriori tubolari ma non molto lunghe, narici posteriori
vicine all'occhio. Bocca di medie dimensioni. Denti conici
disposti in più serie. Lingua non dentellata o solo leggermente
dentellata. Squame ctenoidi di taglia moderata estese anche alle
aree nucale e predorsale, guance nude. Muscoli della schiena
estesi in avanti fino quasi all'altezza degli occhi. Assenza di
vescica natatoria negli adulti. Da 32 a 35 vertebre.
Pterigiofori dorsali con formula (3) 2 2. 1 1 0, pterigiofori
anali situati prima della spina vertebrale caudale 2 o della 3.
Grandi uova oligoplasmatiche e larve che non attraversano uno
stadio pelagico.
6 raggi nella prima pinna
dorsale, più di 10 raggi nella seconda pinna dorsale. Membrana
anteriore del disco pelvico
talvolta con evidenti lobi
laterali. Raggi superiori delle pinne pettorali spesso liberi e
a forma di filamento (Pinchuk 1991, ritiene che siano sempre
all'interno o riunite alla membrana della pinna). Il sistema
sensoriale cefalico presenta neuromasti
infraorbitari tipicamente disposti in 7 file trasversali, 4
prima e 3 dopo la fila iomandibolare b, nessuna fila a. La fila
7 formata da papille, disposte in linea
discendente postventrale a partire da davanti al poro anteriore
oculoscapulare α. Le papille 5i e 6i sono separate, con la 5i
sita molto dopo il termine anteriore della fila iomandibolare b,
e con la 6i che raggiunge o si avvicina molto alla fila b. Linee
sopraorbitali dorsali o, separate sulla linea mediana dorsale.
Fila iomandibolare z con termine vicino al poro χ. Linea
accessoria sovratemporale x1 con termine anteriore dietro al
poro β. I canali oculoscapolari anteriore e posteriode ed il
canale preopercolare sono sempre presenti, e sempre provvisti di
pori σ,λ,κ,ω,α,β e ρ; θ e τ; e χ, δ and ε. Il poro
oculoscapolare anteriore ρ ed il poro oculoscapulare posteriore
θ sono ben separati.
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I generi Neogobius,
Ponticola e Babka risultano tra i più recenti della famiglia, come si deduce dalla
presenza di alcune specie sia nel mare d'Azov che nel mar
Caspio, bacini separatisi in tempi geologici relativamente
recenti (Simonovič et
al., 1996). Questi gruppi sono affini al genere Proterorhinus,
assieme al quale sembrano essersi evoluti da un antenato comune
diffuso nel
Bacino Dacico, la parte orientale della Paratetide (ora mar Nero),
o nei fiumi ad esso afferenti, durante la prima parte del
Pliocene medio. Datazione evidenziata dall'assenza di entrambi i
generi dal bacino del Mediterraneo. La divergenza si è
probabilmente originata in acqua dolce, visto che i gruppi
non presentano stadi larvali pelagici, tipici dei gobidi marini.
L'ipersalinità del Mar Nero, rimasto isolato durante dal tardo
Miocene all'inizio del Pliocene, fu la causa scatenante della
rapida speciazione di
Neogobius, Ponticola
e Babka che mantennero sviluppo
larvale diretto anche dopo il ritorno in ambienti salmastri
e marini. Studi sul DNA mitocondriale indicano che i generi
Neogobius, Ponticola,
Babka e Proterorhinus si sono separati da un
antenato comune condiviso con il genere Gobius, circa 5.2
± 1.0 milioni di anni fa, nel tardo Miocene / primo Pliocene,
durante l'isolamento del bacino della Paratetide dalla Tetide
(mare protomediterraneo) (Dillon & Stepien, 2001).
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Il genere Neogobius è
endemico dei bacini del mar Nero, mar di Marmara, e mar Caspio.
Neogobius caspicus risulta confinata nel bacino del mar
Caspio, da dove pare non penetri mai in habitat di pura acqua
dolce, le altre specie frequentano acque marine, salmastre, e
vari tipi di ambienti di acqua dolce. Nessuna specie di
Neogobius entra in condizioni completamente marine e il genere è
quindi assente dal Mediterraneo, ma N. fluviatilis e
N. melanostomus sono segnalate nel bacino del mar di
Marmara. Neogobius fluviatilis e N. melanostomus
hanno raggiunto i bacini del mare del Nord e del Mar Baltico
attraverso canali artificiali. Neogobius melanostomus è
entrato nel Mar Baltico senza essere stato introdotto
attivamente dall'uomo ed adesso risulta infestante in varie
aree. Oltre all'invasione dei fiumi dell'Europa settentrionale,
questa specie è stata introdotta nella zona dei Grandi Laghi in
Nord America (Charlebois et al., 1997) con lo svuotamento
delle acque di sentina delle navi da trasporto provenienti dal
mar Nero. L'invasione di Neogobius in nuove aree è ben
documentata. Di solito il processo richiede poco tempo per
colonizzare le aree a valle del punto di immissione, mentre
risulta molto lento in risalita. Alcune specie hanno colonizzato
varie centinaia di chilometri di fiumi di grandi dimensioni in
solo uno o due anni.
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