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Il ghiozzo krugljak, Neogobius melanostomus (Pallas, 1814) |
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Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 49 - 58. Branchiospine: 9 - 13. Vertebre: 31 - 34. Prima pinna dorsale: VI - VII. Seconda pinna dorsale: I; 12 - 17. Pinna anale: I; 9 - 14. pinne pettorali: 17 - 20. Numero cromosomico: 2n = 46. |
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Descrizione - Testa grande e robusta, con altezza maggiore della larghezza. Muso lungo 1.1 - 1.4 volte il diametro dell'occhio. Bocca ampia, ma relativamente piccola rispetto ad altre specie del genere, con labbra grosse e carnose. I denti posteriori dell'osso dentale sono più piccoli dei denti anteriori. I denti faringei sono molariformi, adatti a schiacciare molluschi. Mandibola poco prominente. L'angolo mascellare raggiunge posteriormente il livello del bordo anteriore dell'occhio. La lingua è tronca o leggermente dentellata. La narice posteriore si apre vicino al margine dell'occhio. Sommità del capo, area occipitale e zona opercolare coperte da squame. L'altezza del peduncolo caudale è circa due terzi della sua lunghezza. La papilla anale si biforca alla sommità. L'intestino è corto, con alcune circonvoluzioni, più accentuate nel suo tratto posteriore. Prima pinna dorsale nettamente separata dalla seconda, alta e con bordo anteriore ad angolo acuto. Disco pelvico con membrana anteriore arrotondata, dotata di lobi poco evidenti. Livrea di fondo bruno giallastro o ocra chiaro, più scura sul dorso, progressivamente più chiara lungo i fianchi, fino alla parte inferiore biancastra. Il dorso ed i fianchi sono ornati da una rete vermicolare scura, addensata a formare 4 grandi macchie a forma di sella sul dorso e 8 - 9 grosse macchie verticali sui fianchi. Prima pinna dorsale provvista di macchia scura posteriore. Le pinne dorsali e la caudale sono ornate da bande trasversali scure. La pinna anale è grigia o marrone scuro. Le pinne pettorali sono ialine con riflessi giallastri e presentano macchie scure, spesso organizzate in strisce. Il disco pelvico è grigio con una zona color ruggine al centro. L'iride è giallo od arancio. Il peritoneo è marrone argentato. |
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Dimorfismo sessuale - Durante il periodo di frega i maschi diventano melanici, neri o blu scuro, con macchie indistinte giallastre. Le pinne dorsali, caudale ed anale bordate di bianco o giallo e cosparse di macchie chiare. |
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Habitat e abitudini - La specie è diffusa in mare a profondità non superiori a 20 m, solo raramente e nei mesi invernali alcuni esemplari sono stati catturati a profondità maggiori (70 - 200 m). In questo habitat è frequente in acque costiere, dove il moto ondoso garantisce buona ossigenazione, su fondali rocciosi, ghiaiosi, sabbiosi o fangosi, più o meno frammisti a gusci vuoti di bivalvi. Nel mar Caspio si incontra anche nelle praterie a Zostera. Frequenta le acque interne con salinità di circa 40.5 p.p.t., e con temperatura compresa tra -1 e 32°C, in condizioni di carenza di ossigeno può respirare anche attraverso la pelle, resistendo a bassi livelli di 0.3 - 0.9 ml/l (Moskal'kova, 1996; Jude, 1997). Le larve sono bentoniche. La specie ha indole solitaria, stanziale e territoriale. Le popolazioni acclimatate nei Grandi Laghi del nord America vivono su fondali rocciosi e sono maggiormente attivi durante le ore diurne. |
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Alimentazione - Come suggerisce la struttura dentaria, l'alimentazione è composta principalmente da molluschi e crostacei, ma si ciba anche di policheti, chironomidi, insetti acquatici piccoli pesci e uova di pesce. Tra i molluschi preferisce i bivalvi, come le cozze striate, ma preda anche gasteropodi. In nord America la specie fu introdotta per la lotta biologica alla cozza striata, ma ben presto, la specie si è rivelata infestante e nociva, per la sua tendenza a nutrirsi di uova ed avannotti di specie pregiate come la trota di lago e lo storione. |
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Riproduzione - La frega si svolge da aprile a settembre. I riproduttori compiono migrazioni verticali per portarsi vicino alle coste, a profondità compresa tra 0.2 e 1.5 m, dove l'acqua è più ossigenata. Nella migrazione i maschi precedono le femmine, per aggiudicarsi le migliori zone riproduttive. Il maschio è territoriale, prepara un nido sotto ostacoli naturali o artificiali, e lo difende da concorrenti ed intrusi. Il nido viene rivestito da una sostanza adesiva secreta da particolari ghiandole del maschio. Successivamente attira le femmine esibendo colori accesi e con brevi parate. Quando il corteggiamento va a buon fine, la femmina segue il maschio nel nido per l'accoppiamento. Ogni femmina depone fino a 6.000 uova, di color arancio pallido o rosa, a forma di clava, con lunghezza compresa tra 3.9 e 2.2 mm. Le uova vengono depositate in file parallele e vengono cementate al substrato dalla secrezione mucosa secreta dal maschio. I maschi possono accoppiarsi con più femmine e possono verificarsi più cicli riproduttivi, di 6 - 8 volte ogni 18 - 20 giorni, nella stessa stagione. La frega avviene ad una temperatura dell'acqua compresa tra 10 e 30°C, anche se il picco di maggiore attività riproduttiva si verifica a 15°C. Il maschio sorveglia il nido ed accudisce le uova fino alla schiusa, protraendo le cure parentali agli avannotti per alcuni giorni. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = 2 - 4; tmax = 4; Fec = 300). Gobide di grande taglia che può superare i 30 cm. La maturità viene raggiunta al secondo anno dalle femmine ed al terzo anno nei maschi, ma in alcuni casi può essere anticipata ad un anno. La durata della vita è di circa 5 anni per le femmine, i maschi muoiono dopo la riproduzione. La crescita veloce è relazionata alla breve durata della vita, alla fine del primo anno i giovani raggiungono circa 5.5 - 6.0 cm di lunghezza (Moskal'kova, 1996). Nelle popolazioni acclimatate in nord America la crescita è più lenta e la taglia è più piccola, probabilmente a causa della temperatura dell'acqua, mediamente inferiore a quella dell'habitat originario (Jude, 1997). |
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Predatori, parassiti e malattie - I principali parassiti della specie appartengono ai vari generi di trematodi, cestodi e crostacei. L'intestino viene infestato dal nematode Dichelyne minutus. La specie viene predata principalmente da pesci ittiofagi, come storioni (Huso huso, Acipenser gueldenstaedtii, Acipenser stellatus), ciprinidi (Aspius aspius), esocidi (Esox lucius), e percidi (Sander lucioperca). Nel mar Caspio rientra nella dieta della foca (Pusa caspica). |
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Galleria Fotografica |
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