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Webmuseum Osteichthyes Perciformes Gobiidae Padogobius

Ghiozzo padano,

Padogobius bonelli (Bonaparte, 1846)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 29-43. Vertebre: 27-31. Prima pinna dorsale: V-VII (di norma VI). Seconda pinna dorsale: I/11-12,5. Pinna anale: I/6-8.

 

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Cephalic sensory papillae
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni su questa foto. Papille sensoriali cefaliche

 

Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale subcircolare compressa nella parte posteriore. Testa relativamente grande e robusta, con occhi sporgenti oltre il profilo superiore. Bocca terminale con apertura orale inclinata in avanti e verso l'alto. Labbra spesse e carnose. Angolo mascellare all'altezza della parte anteriore dell'orbita. Mascelle provviste di piccoli denti conici disposti in più serie, di dimensioni decrescenti dalla serie anteriore a quella posteriore. Canali mucosi cefalici assenti. Papille sensoriali (vedi foto): assenza della serie a di; serie b e d presenti; 6 serie di papille trasversali suborbitali. Squame ctenoidi. Disco pelvico di lunghezza poco superiore al 50% della distanza tra la sua origine e l'apertura anale. Pinne pettorali prive di raggi liberi. Tinta di fondo della livrea di colore bruno giallastro, più scura sul dorso, progressivamente più chiara lungo i fianchi, fino alla parte inferiore biancastra. Sulle parti superiori si osservano punti e macchie scure di varia forma e dimensioni, spesso fuse tra loro a formare un disegno marmoreggiato. Sul dorso le macchie scure formano da quattro a cinque fasce brune disposte a sella. Sui fianchi si susseguono macchie scure e strisce trasversali chiare dai bordi irregolari e indistinti. Pinne semitrasparenti di colore bruno giallastro, con punti e macchie spesso organizzate a formare bande trasversali. Prima pinna dorsale a bordo superiore chiaro seguito da una larga banda orizzontale grigia.

 

 

Dimorfismo sessuale - Poco evidente. Durante il periodo di frega, i maschi assumono colorazione più scura.

 

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Habitat e abitudini - Specie reofila diffusa in laghi, fiumi, torrenti, canali e fossati, a substrato roccioso o misto a massi, sabbia e ghiaia, e con acque limpide e bene ossigenate. L'habitat tipico è costituito dal tratto medio dei fiumi, dove si colloca in acque poco profonde a corrente moderata. Di indole moderatamente fotofoba e sedentaria, svolge attività principalmente nelle ore crepuscolari e notturne, quando si muove in cerca di cibo compiendo brevi spostamenti. Introdotta nei bacini dell'areale di P. nigricans, tende a sostituire la specie autoctona grazie alla maggiore fecondità.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende una gran varietà di invertebrati bentonici, come chironomidi, tricotteri, plecotteri, crostacei anfipodi, gammaridi e cladoceri, vermi oligocheti e molluschi. Gli esemplari di taglia maggiore si nutrono in prevalenza di larve di tricotteri. Le larve si cibano d’organismi planctonici come dafnie, crostacei copepodi e rotiferi.

 

 

Riproduzione - La stagione riproduttiva si svolge da maggio alla fine di luglio,in acque basse, correnti e ben ossigenate.

Il maschio si insedia in un territorio che difende da concorrenti ed intrusi. Il nido è di situato sotto pietre piatte o dentro cavità naturali del substrato, spesso sono utilizzati rifugi artificiali, come mattoni forati o barattoli. La riproduzione è preceduta da rituale di corteggiamento, i maschi attirano le femmine  emettendo suoni ed esibendosi in brevi parate. Se il corteggiamento ha buon esito la femmina entra nel nido, si ribalta ed aderisce alla volta con il disco pelvico, iniziando la deposizione delle uova seguita dalla fecondazione da parte del maschio. Le uova aderiscono al substrato volta del nido tramite un peduncolo adesivo. Il maschio sorveglia ed accudisce il nido fino alla schiusa, ossigenando la covata con movimenti delle pinne pettorali. Lo sviluppo embrionale richiede circa 11 giorni con acqua a temperatura di 26°C. Alla schiusa le larve svolgono vita pelagica per alcuni giorni. Dopo l'assorbimento del sacco vitellino, gli avannotti conducono vita bentonica come gli adulti. In genere i maschi muoiono per stress dopo la prima stagione riproduttiva.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. Gli esemplari femmina del ghiozzo padano raggiungono la maturità sessuale alla fine del primo anno mentre i maschi al termine del secondo. La crescita segue dei ritmi stagionali, è maggiore durante la primavera e l'autunno, meno veloce in estate e quasi interrotto durante i mesi invernali. Il tasso di accrescimento diminuisce con l'aumento dell'età, in generale i maschi si sviluppano più velocemente delle femmine. Lunghezza massima segnalata: 86 mm TL, ma generalmente è compresa tra 60 e 70 mm. Il ciclo vitale è di 2-4 anni. Le femmine sono più longeve dei maschi.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di varie specie di parassiti, tra cui sono segnalati Echinorinchi (intestino) ed il trematode monogeo Diplozoon paradoxum (branchie). Esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. I predatori sono rappresentati da pesci ittiofagi (salmonidi, ciprinidi, anguille) ed uccelli ittiofagi (nitticore, aironi, garzette). Uova ed avannotti possono essere attaccati da larve di insetti, insetti acquatici predatori (Ditiscus, Nepa), crostacei, ed altri invertebrati carnivori.

 


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Status della specieP. bonelli è comune e localmente abbondante in gran parte dell'area di distribuzione originaria. Alcune popolazioni possono entrare in declino o scomparire per alterazioni di origine antropica, come inquinamento, eccessivo prelievo idrico, eutrofizzazione e distruzione dell'habitat per canalizzazione o cementificazione degli alvei. La specie stata immessa accidentalmente o illegalmente in vari corsi d'acqua del centro Italia, dove sta sostituendo per competizione la specie autoctona P. nigricans. In provincia di Arezzo la sua comparsa è recente, risale circa al 2006, ma la sua presenza ha già causato la scomparsa di P. nigricans da alcuni corsi d'acqua. In altri torrenti le due specie sono entrambe presenti, ma la maggiore prolificità di P. bonelli rende la specie alloctona favorita nella competizione per la conquista dell'habitat. Personalmente (S. Porcellotti) durante le operazioni di campionamento per la revisione della Carta ittica della Provincia di Arezzo 2010-2011, ho catturato femmine di P. bonelli di classe 1+ gravide al principio di agosto, mentre la stagione riproduttiva di P. nigricans era già conclusa nella seconda metà di giugno.

 

 

Protezione - Nessuna. La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna sulla protezione della fauna e nell'Annesso II della Direttiva dell'Unione Europea "Habitat", sotto la nomenclatura binomia errata "Gobius fluviatilis" e "Padogobius martensi". P. bonelli è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Nessun valore commerciale. Specie utilizzata come indicatore biologico. Fino al primo dopoguerra, questo ghiozzo era molto apprezzato come pesce da frittura, veniva catturato utilizzando mezzi illegali, come piccole fiocine e retini o prosciugando i ruscelli.

 

 

Pesca - Nessun interesse per pesca professionale. Utilizzata come esca viva per la cattura di pesci predatori.

 

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