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Il
ghiozzetto cenerino,
Pomatoschistus canestrinii
(Ninni,
1883) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 34 - 41. Vertebre:
27 - 29. Prima pinna dorsale: VI. Seconda pinna dorsale: I; 8 - 9.5.
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Descrizione
- Corpo allungato a sezione trasversale subcircolare anteriormente, a
ellisse compressa in senso laterale nella parte posteriore, e con profili
dorsale e ventrale quasi rettilinei. Testa grande a muso arrotondato.
Occhi sporgenti oltre il profilo superiore della testa. Bocca in posizione
mediana con apertura orale inclinata in avanti e verso l'alto. Labbra
spesse e carnose. Angolo mascellare all'altezza della parte anteriore
della pupilla. Denti piccoli, conici, disposti in più serie, ed inclinati
verso l’interno. Sistema dei canali sensoriali cefalici presente. Canale
oculoscapolare anteriore esteso fino alla narice. Assenza del canale
opercolare e del canale scapolare. Canale preopercolare di norma formato
da un solco aperto. Mancanza dei pori cefalici α e β. Squame ctenoidi.
Peduncolo caudale rivestito totalmente da squame. Prima pinna dorsale con
origine poco posteriore alla corrispondenza di quella delle pinne
pettorali. Seconda pinna dorsale con origine poco dietro la prima, e con
base non estesa fino al peduncolo caudale. Pinna anale con origine
all'altezza del raggio semplice o del primo raggio diviso della seconda
dorsale. Pinne pettorali mediamente sviluppate. Disco pelvico allungato,
con origine in corrispondenza della base delle pettorali. Pinna caudale
omocerca a bordo posteriore arrotondato. Le popolazioni di acqua dolce
della Croazia mostrano una tendenza alla riduzione dei canali cefalici e
della squamatura. Colore di fondo della livrea
grigio giallastro, con sfumature olivastre o giallognole, scuro sul dorso,
progressivamente più chiaro lungo i fianchi, fino alla parte inferiore
biancastra. Su dorso e fianchi si notano numerose macchie puntiformi
scure. Piccole macchie, ordinate lungo 4 bande verticali, sono presenti ai
lati del corpo. Pinne semitrasparenti. Prima pinna dorsale con macchia
ocellare nera bordata di azzurro tra il 5° ed il 6° raggio. Sia la prima
che la seconda pinna dorsale presentano tre bande scure longitudinali.
Pinna anale di color bianco azzurro opaco e con margine scuro. Pinne
pettorali con macchie scure alla base. Disco pelvico translucido con
riflessi bruni o giallastri. Pinna caudale con sei o sette bande verticali
scure.
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Dimorfismo
sessuale - Il maschio ha punteggiatura rada e definita,
una banda chiara a forma di V con apice rivolto in avanti sulla testa e
una macchia scura alla base del peduncolo caudale. La femmina ha
punteggiatura più fitta, meno definita, e di colore brunastro contro il
nero del maschio, inoltre sul capo si nota una banda brunastra che dalla
regione preorbitale si estende fino alla bocca. Durante il periodo di
frega il maschio assume livrea nuziale scura, molto marcata su
testa e pinne, mentre la livrea della femmina diviene più
chiara, le bande scure sui fianchi corpo sbiadiscono, le fasce scure preorbitali
appaiono più marcate, ed il ventre acquista una brillante tinta gialla a
seguito della maturazione delle gonadi.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina vive di preferenza nelle acque
salmastre a salinità non elevata (2 - 20 PSU) del tratto terminale di
fiumi, canali e lagune costiere. Meno frequente in pura acqua dolce, non
tollera concentrazioni saline superiori a 30 PSU (Gandolfi et al.
1982). Generalmente staziona in acque poco profonde, fino ai 2 metri di
profondità, su fondali sabbiosi e fangosi, privi di vegetazione o coperti da
letti di alghe del
genere Ulva. La presenza di P. canestrinii in acqua dolce è
massima nei mesi estivi, mentre durante i mesi invernali gli esemplari si
spostano in aree lagunari e di foce più influenzate dalle acque marine.
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Alimentazione - La dieta comprende una gran
varietà di invertebrati bentonici e planctonici di piccole dimensioni. Di
norma la componente maggioritaria nel contenuto stomacale è costituita da
crostacei copepodi, seguiti da policheti del genere Nereis, anfipodi, isopodi, cirripedi adulti ed ostracodi. In
misura minore fanno parte dell'alimentazione larve di
ditteri chironomidi, larve di cirripedi, piccoli molluschi bivalvi,
gasteropodi e uova e larve di pesci.
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Riproduzione - A seconda delle condizioni
climatiche la stagione di frega inizia in marzo - aprile e termina in
giugno - luglio. Il maschio si insedia in un territorio che difende da
concorrenti ed intrusi. Il nido è di solito situato sotto gusci di bivalvi
o pietre, spesso sono utilizzati rifugi artificiali, come mattoni forati e
barattoli. La frega si svolge normalmente al mattino. L'accoppiamento è
preceduto da corteggiamento rituale. All'ingresso di una femmina pronta
alla deposizione nel proprio territorio, il maschio esce dalla tana in
atteggiamento di minaccia, per reazione la femmina assume una postura
sottomessa, mantenendo le pinne abbassate e esponendo il ventre giallo
gonfio di uova. Il maschio ripetere la schermaglia varie volte, entrando
ed uscendo dal nido, finché riesce a convincere la compagna a seguirlo.
Nel nido la femmina si ribalta sul dorso, aderisce alla volta con il disco
pelvico e inizia la deposizione, immediatamente seguita da fecondazione
delle uova da parte del maschio. Le uova aderiscono al substrato con
filamenti adesivi. Il maschio corteggia ogni potenziale partner che fa
ingresso nel proprio territorio.
Negli
ovari delle femmine sono presenti gruppi di uova che maturano in tempi
diversi, e ciascuna può
accoppiarsi varie volte nel corso della stessa stagione di frega.
Il maschio sorveglia il nido fino alla schiusa. A temperature dell'acqua
comprese tra di 20 e 22°C, lo sviluppo embrionale richiede circa una
settimana. Alla schiusa le larve misurano da 2.2 a 2.3 mm e per alcuni
giorni svolgono vita pelagica.
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i sessi la maturità
sessuale viene raggiunta dopo il primo inverno di vita. Lunghezza massima
segnalata: 67 mm SL.
La durata del ciclo vitale è di un anno.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche. Tra i parassiti sono segnalati trematodi, cestodi e crostacei. La specie
è predata principalmente da pesci ittiofagi, tra cui branzini, pleuronettidi ecc.
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Status
della specie - Attualmente P. canestrinii risulta
comune e localmente abbondante in gran parte della sua area di diffusione.
La sopravvivenza della specie dipende strettamente dall'esistenza di
paludi oligoaline negli habitat lagunari o di estuario, pertanto
localmente alcune popolazioni sono scomparse per la degradazione di questi
ambienti causata da inquinamento, eccessivo prelievo idrico, bonifiche e
canalizzazioni.
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Protezione
- Nessuna. P. canestrinii è inclusa nella Lista Rossa IUCN
(International Union for Conservation of Nature and Natural Resources)
come specie a basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - La specie non ha particolare interesse, anche se nelle
lagune viene pescato come pesce da frittura assieme ad altri ghiozzi ed a
pesci di piccola taglia.
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Pesca - Nessun valore per pesca sportiva
e professionale. Viene pescata di frequente da pescatori
professionisti durante la cattura
dei gamberetti di laguna.
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