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Il
ghiozzo
gò, Zosterisessor
ophiocephalus (Pallas,
1814) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 53 - 78 (di norma 59 - 64).
Vertebre: 27 - 29 (28). Prima pinna
dorsale: V - VII (VI). Seconda pinna dorsale: I; 13 - 16 (di norma 14 -
15). Pinna anale: I; 12 - 16
(14 - 15). Pinne pettorali: 17 - 20 (18 - 19). disco pelvico. I.5 + 5.I. P
(17-20).
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Descrizione -
Corpo robusto, a sezione trasversale subcircolare, moderatamente compresso
nella porzione posteriore. Squame
ctenoidi, estese anche alla sommità del capo, area occipitale, e bordo
superiore dell'opercolo.
Testa grande e robusta, di altezza maggiore rispetto alla larghezza. Muso
leggermente più lungo del diametro oculare. Occhi piccoli, di poco sporgenti
sul profilo superiore del capo. Bocca ampia con labbra
grosse e carnose. Denti piccoli e conici, disposti in più serie sulle mascelle. Mandibola
leggermente prominente. L'angolo mascellare giunge posteriormente al livello del centro dell'occhio.
Sistema sensoriale cefalico presente. Disposizione delle papille sensoriali simile a quella di
Gobius, con assenza di serie sottorbitaria a.
Peduncolo caudale corto ed alto. Pinne
dorsali ravvicinate e di altezza simile. Pinna
caudale a margine arrotondato. Raggi delle pinne dorsali ed
anali spesso prolungati in filamenti. Disco pelvico relativamente corto e allungato, non
esteso fino all'apertura anale, e con membrana basale ridotta, priva di
lobi laterali. Colore di fondo della livrea da bruno giallastro a bruno
olivastro, più scura sul dorso, progressivamente più chiara lungo i
fianchi, scendendo verso la parte inferiore giallastra. Sui fianchi si
nota una serie di 12 - 14 bande verticali scure di forma irregolare. Una
macchia scura alla base della pinna caudale e delle pinne pettorali.
Macchie e strisce chiare e scure sono disposte a formare un disegno
marezzato sulla zona opercolare e sul capo. Pinne dorsali, caudale e pettorali,
translucide con riflessi giallastri, ornate da macchiette scure, spesso
disposte in strisce trasversali. Pinna anale chiara con riflessi
azzurri e verdastri.
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Dimorfismo
sessuale - Poco evidente. Nei maschi la papilla genitale è conica, mentre
nelle
femmine è trapezoidale e termina con due punte. Nel periodo di frega i
maschi hanno livrea dai colori più marcati.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina, diffusa in acque marine costiere e salmastre,
spesso presente alle foci dei fiumi e nelle lagune. Non entra in pura
acqua dolce. L'habitat
tipico è costituito da tratti costieri poco profondi, con substrato misto
a sabbia e fango coperto da praterie di zostere e posidonie. La presenza
delle piante acquatiche è determinante per la presenza della specie.
Indole solitaria e territoriale, ogni esemplare occupa un area da cui
allontana i possibili competitori per cibo e riproduzione. La tana è
scavata nel substrato molle e, per impedire crolli, le pareti vengono
rivestite da una pellicola di muco secreto da cellule del derma. I rifugi
hanno tipologia diversa a seconda delle stagioni e della loro funzione. In
inverno vengono scavati condotti verticali lunghi fino ad un metro,
all'interno dei quali i pesci superano bene temperature relativamente
basse. Le tane riproduttive sono scavate a pochi centimetri di profondità,
direttamente sotto le radici delle piante. Le tane dove si svolge la fase
trofica hanno dimensioni e struttura variabile a seconda della taglia
dell'individuo e possono avere ingresso unico o doppio. Le abitudini
stanziali sono abbandonate temporaneamente dalle femmine durante la
stagione riproduttiva, quando lasciano la tana per raggiungere le zone
dove i maschi hanno allestito i nidi di frega.
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Alimentazione - La dieta è esclusivamente
carnivora, si ciba quasi esclusivamente di piccoli invertebrati di fondo.
Rientrano tra le prede abituali crostacei, molluschi, vermi policheti,
avannotti e piccoli pesci, come latterini, noni ed altri gobidi di
piccola taglia (Pomatoschistus, Knipowitschia).
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Typology of the dens
- A: den of wintering, B: reproductive den, C, D, E: summer dens (from
Casaretto, 1988, modified). |
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Tipologia delle tane
- A: tana di svernamento, B: tana riproduttiva, C, D, E: tane estive (da
Casaretto, 1988, modificato). |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge
dalla fine di febbraio a maggio, di solito in acque profonde pochi
centimetri. Il maschio scava una tana, costituita da una camera centrale
con comparti laterali, e provvista di due o più ingressi. L'accoppiamento
è preceduto da corteggiamento da parte del maschio, comprendente parate
rituali ed emissione di suoni. I maschi possono accogliere le deposizioni
di più femmine. Le uova aderiscono alle radici che pendono dalla volta
della tana tramite filamenti adesivi. Negli ovari sono presenti gruppi di
uova a diversi stadi di maturazione. La maturazione asincrona consente a
ciascuna femmina di effettuare due o tre deposizioni nell'arco di una
stessa stagione di frega. Le uova mature sono giallastre, di forma
ellittica con diametro maggiore di circa 2.7 mm. Vengono prodotte fino a
5.000 - 6.000 uova per stagione, il numero varia a seconda delle
dimensioni della femmina. Il maschio accudisce e sorveglia il nido fino
alla nascita delle larve.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio 1.4 - 4.4 anni (tm = 2 - 3; Fec >
5.000). La maturità sessuale viene raggiunta in entrambi i sessi dopo il
primo inverno dalla nascita. Lunghezza massima segnalata: 250 mm TL. Il ciclo vitale è di circa
4 - 5 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche, ospite di varie specie di parassiti, tra cui vermi trematodi e
cestodi (Kvach,
2001; 2002). Viene predata
principalmente da pesci (branzini, pleuronettidi e anguille) ed uccelli
ittiofagi, come cormorani, aironi e pellicani.
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Status
della specie - Z. ophiocephalus è comune e localmente abbondante in
gran pare della sua area di distribuzione. Localmente alcune popolazioni
possono entrare in declino per alterazioni
ambientali di vario tipo, come inquinamento, eutrofizzazione, o distruzione
dell'habitat. La progressiva rarefazione ed il danneggiamento delle praterie
di Posidonia e Zoostera si ripercuotono negativamente sulle
popolazioni di questa specie, in modo particolare nei tratti costieri dove
la pesca a strascico si spinge a poca distanza dalle rive.
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Protezione -
Nessuna. Z. ophiocephalus è inclusa nella Lista Rossa
IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources)
come specie per la quale mancano dati sufficienti a stabilirne lo status
(DD, Data Deficent).
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Valore
economico - Per le carni bianche e saporite, Z. ophiocephalus
ha un discreto interesse commerciale. Si trova di solito in vendita fresco come
pesce da frittura o da zuppa. In Italia è particolarmente apprezzato nei
mercati ittici veneti, dove è venduto ad un prezzo superiore di altre
specie di ghiozzi.
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Pesca - La specie ha scarso interesse per la
pesca sportiva, ma talvolta sono catturati degli esemplari durante la pesca a specie più
pregiate. Nelle lagune venete ed in tutto l'alto Adriatico Z. ophiocephalus
è oggetto di pesca professionale, viene solitamente pescato con l'utilizzo di bertovelli o nasse innescate con granchi
fatti a pezzi.
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