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Il branzino o spigola, Dicentrarchus labrax (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 65 - 80. Branchiospine: 15. Vertebre: 25. Prima pinna dorsale: VIII - X. Seconda pinna dorsale: I; 12 - 13. Pinna anale: III; 10 - 12. Numero cromosomico: 2n = 48.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica, leggermente compressa in senso laterale. Testa grande, con bocca ampia e mandibola prominente. Numerosi denti sottili disposti in più serie su mascelle, vomere e palato. Gruppo dentario vomerino subtriangolare, privo di estensione in direzione posteriore. Bordo mascellare prolungato in indietro fino al bordo anteriore dell'orbita. Preopercolo con bordo posteriore dentellato e bordo inferiore provvisto di spine. Occhi relativamente grandi. Squame ctenoidi di medie dimensioni. Spazio infraorbitale coperto da squame cicloidi. Due pinne dorsali non contigue. Pinna caudale nettamente forcuta. Pinne ventrali con primo raggio singolo robusto e spiniforme. Pinne pettorali formate solo da raggi molli. Colore di fondo della livrea grigio o grigio-verdastro sul dorso, fianchi grigi con riflessi argentei, ventre bianco. La livrea varia a seconda dell'ambiente, in lagune ed in allevamento appare verdastra, mentre nelle acque dolci è grigio argenteo. Sul margine dell'opercolo è presente una macchia nera o più macchiette concentrate sul margine anteriore. Negli immaturi il dorso e i fianchi sono cosparsi di piccole macchie scure. Le pinne sono chiare o grigie, con sfumature nerastre.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini - Specie eurialina, presente in mare aperto, in acque salmastre, ed in acqua dolce. In mare gli esemplari si incontrano generalmente lungo il litorale e su banchi di Posidonia. Spesso entrano all’interno di porti in vicinanza degli scarichi urbani. In acque salmastre la specie è molto comune nelle lagune costiere. In ambienti di foce gli esemplari si spostano spesso da uno all'altro di questi habitat seguendo il flusso della marea. In acqua dolce D. labrax risale anche per molti chilometri il corso dei fiumi. Gli adulti di maggiore taglia e gli esemplari senili sono solitari o si spostano a coppie. Avannotti ed immaturi sono gregari, in primavera compiono migrazioni trofiche dal mare alle acque salmastre. Gli adulti presenti nelle acque interne scendono in mare per la frega in gennaio - febbraio. Di indole moderatamente fotofoba, D. labrax ha picco di maggiore attività durante le ore notturne o crepuscolari. In condizioni di tempo coperto e durante le mareggiate è molto attiva anche nelle ore diurne, quando si mette in caccia per predare gli organismi messi allo scoperto dal moto ondoso.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende una gran varietà di pesci ed invertebrati. In mare si ciba prevalentemente di cefalopodi, crostacei e pesci. Nelle acque dolci e salmastre la dieta comprende piccole anguille, cefali, latterini ed altri pesci, e discrete quantità di vermi policheti e crostacei. Gli esemplari più grandi occasionalmente attaccano piccoli mammiferi come arvicole e ratti.  Il cannibalismo è frequente.

 

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Riproduzione - In periodo di frega va da dicembre a marzo, quando la temperatura dell'acqua supera i 9°C. I riproduttori si radunano in grandi branchi per raggiungere le aree di riproduzione. La frega si svolge su fondali bassi, generalmente coperti da praterie di Posidonia oceanica. La fecondità è relativamente elevata. Ogni femmina produce fino ad oltre 100.000 uova per chilogrammo di peso corporeo. Le uova hanno diametro di circa 1.2 mm, sono pelagiche, e vengono trasportate dalla corrente fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede pochi giorni dalla deposizione. Alla schiusa le larve sono lunghe circa 3.5 - 4 mm. Dopo uno o due mesi trascorsi in mare le larve raggiungono lo stadio di avannotto, successivamente raggiungono le foci dei fiumi e risalgono in acque salmastre per svolgere la fase trofica. Generalmente i giovani si trattengono nelle acque interne fino al secondo anno di età.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.14; tm = 2 - 4; tmax = 30; Fecondità = 230,000). Lo sviluppo risente delle condizioni trofiche dell'ambiente. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il quarto ed il settimo anno di vita, quando il maschi misurano circa 350 mm SL e le femmine 420 mm SL. Le larve raggiungono lo stadio di avannotto in circa 40 - 60 giorni. In allevamento e nelle valli di pesca dell'alto Adriatico la crescita risulta relativamente rapida: a tre anni gli esemplari raggiungono la taglia commerciale di circa 500 g, ed a quattro anni il peso di circa un chilo. Lunghezza massima segnalata: 1.030 mm TL, ma la lunghezza più comune è di circa 500 mm TL. Peso massimo pubblicato: 12.0 kg. Età massima segnalata: 30 anni. Età media: tra 5 ed 6 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggette a malattie di origine batterica (edwardsiellosi, epiteliocisti) ed ospite di varie specie di parassiti, tra cui crostacei copepodi (Caligus minimus, Learneanicus labracis) e trematodi (Diplectanum aequans e Microcotyle labracis). Gli esemplari più grandi hanno pochi predatori, a parte l'uomo ed i mammiferi marini. Immaturi ed adulti di taglia media sono spesso preda di uccelli ittiofagi, in particolare dei cormorani che costituiscono sempre più spesso un serio problema per gli allevamenti. Avannotti ed immaturi sono preda di pesci, uccelli ed insetti ittiofagi (Ditiscus, Nepa, larve di libellula).

 


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Status della specie - D. labrax è comune in quasi tutta l'area di distribuzione. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino per eccessiva pressione di pesca ma, la possibilità di poter produrre in allevamento individui da destinare al ripristino degli stock, ha ridotto di molto i rischi per la sopravvivenza della specie.

 

 

Protezione - In molti paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di divieto. Sono stati ottenuti effetti positivi sulla consistenza numerica delle popolazioni selvatiche, con l'istituzione di periodi di fermo biologico per la pesca in mare. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), D. labrax è inclusa tra lespecie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico -  La spigola è annoverata tra i pesci più pregiati d'Europa da lunghissimo tempo. Testi dell'Antichità e del Rinascimento ne ricordano il sapore e la delicatezza delle carni. Attualmente il valore della specie è anche maggiore, visto che i Branzini selvatici sono divenuti molto rari, a causa dell’eccessiva pressione di pesca svolta dai pescatori sia professionisti sia sportivi ed amatoriali. Le carni della spigola, bianche e gustose, considerate di elevato interesse commerciale, sono vendute fresche o congelate. La spigola è oggetto di molte ricette tipiche, viene cucinata arrosto, “al sale”, bollita ed utilizzata per numerosi piatti particolari, come i tortelli al ripieno di pesce o i filetti farciti. La forte domanda viene in gran parte soddisfatta dalla produzione in acquacoltura. In Italia la maggior parte degli esemplari posti in commercio proviene dalle lagune di Comacchio, di Venezia, di Grado, e di Orbetello.

 

 

Pesca - Pesce di grande interesse per pesca sportiva e professionale. Le tecniche più usate dai pescatori sportivi sono il "surf casting", la pesca a traina dalla barca e la pesca notturna con galleggiante luminoso. I pescatori professionisti catturano le spigole con nasse ed altri tipi di rete. La specie è tra quelle più ambite dai pescatori subacquei, nei luoghi dove si può ancora esercitare questa disciplina.

 

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