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Il
cefalo bosega o labbrone, Chelon
labrosus (Risso,
1827) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 41 - 46. Prima pinna
dorsale: V. Seconda pinna dorsale: I; 7 - 9. Pinna anale: III; 8 - 9.
Pinne pettorali: 16 - 17. Pinne ventrali: I; 5. Numero cromosomico: 2n =
48.
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Descrizione
- Corpo slanciato, a sezione subcircolare nella parte anteriore,
progressivamente compressa lateralmente procedendo verso la coda. Testa
tozza, appiattita dorsalmente, relativamente larga. Squame cefaliche
estese dal dorso fino all’estremità del muso.
Bocca in posizione terminale. Denti piccoli disposti su mascella superiore e
vomere. Labbro superiore grande,
di spessore circa pari al diametro della pupilla, e con 2 - 3 serie di papille cornee
disposte centralmente sopra 1/4 - 1/3 della sua totale estensione. Labbro
inferiore inciso centralmente, con entrambe le metà unite ad angolo
aperto, e margine diritto o lievemente concavo. Mascellare visibile a bocca chiusa.
Palpebra adiposa molto ridotta. Preorbitale inclinato posteriormente e con
margine inferiore diritto. Spazio
giugulare ridotto. Squame dorsali una sola corta fossetta centrale.
Stomaco
dotato di 5 - 8 appendici piloriche di uguale lunghezza. Due
pinne dorsali nettamente separate. Pinne pettorali prive di processo ascellare,
ripiegate in avanti si estendono fino al bordo
anteriore dell’occhio. Livrea grigio argentea, con il dorso più scuro a
riflessi metallici, fianchi più chiari e ventre biancastro
con riflessi dorati. Sui fianchi si osservano da 6 a 7 bande longitudinali
scure, ben marcate. Alla base delle pinne pettorali è visibile una macchia
scura. Pinne translucide, pettorali e pinne impari scure di colore
grigiastro con riflessi blu o bruno giallastri, pinne ventrali e pinna
anale più chiare, di colore biancastro con riflessi bruno giallastri più o
meno marcati.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Le femmine raggiungono dimensioni maggiori
rispetto ai maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina, migratrice catadroma. Diffusa in mare lungo le coste,
in lagune salmastre e nel tratto terminale dei fiumi, frequente
all'interno di porti. Di indole gregaria forma branchi anche di grandi dimensioni.
Il numero di esemplari per ogni branco è inversamente proporzionale
rispetto ad età e taglia, i
gruppi più numerosi sono formati da individui immaturi. Il picco massimo di
spostamento dei branchi si verifica nelle le ore centrali diurne, quando
l'insolazione e massima, ma l'attività alimentare raggiunge il culmine
prima del crepuscolo e poco dopo l'alba. Generalmente i branchi di adulti
svernano in mare, entrano nelle acque salmastre in primavera per
alimentarsi, e fanno ritorno al mare in autunno. Alcuni esemplari si
trattengono tutto l'anno in mare, altri svernano all'interno di lagune
relativamente poco profonde grazie alla notevole tolleranza termica (da 4 a 37 °C). Gli avannotti
fanno il loro primo ingresso nelle acque salmastre da aprile a giugno, con
picco massimo di arrivi in maggio, dove si trattengono di solito fino
all'arrivo dei primi freddi in autunno. In alcuni casi, quando in estate
la percentuale di ossigeno disciolto scende a livelli insostenibili, si spostano in mare
fino al ripristino delle giuste condizioni ambientali.
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Alimentazione - La dieta comprende detrito organico,
alghe epilitiche, diatomee, plancton, ed una vasta gamma di invertebrati,
in casi eccezionali gli esemplari di taglia maggiore possono predare
piccoli pesci. Il comportamento alimentare
opportunista della specie è facilmente osservabile all'interno dei porti, branchi
di questi pesci stazionano vicino agli attracchi dei pescherecci per
cibarsi degli scarti della pulizia
del pesce.
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Riproduzione - La specie si riproduce soltanto in mare. Nelle
nostre acque la frega ha luogo da dicembre ad aprile con modalità
collettive. Come tutte le specie che possiedono uova pelagiche, il cefalo bosega è molto prolifico, ogni
femmina può deporre da 100.000 a 7 milioni circa di uova. Ogni uovo ha un
diametro compreso tra 1.1 e 1.5 mm e presenta al suo interno alcune gocce
oleose che ne favoriscono la galleggiabilità. Alla schiusa le larve misurano da 4 a 4,2 mm.
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.12 - 0.17;
tm = 3; tmax = 25). La maturità sessuale viene raggiunta dai maschi al
secondo anno di vita, un anno più tardi dalle femmine. Nelle zone
settentrionali dell'areale la maturità è raggiunta più tardi, tra il terzo
ed il quinto anno di vita. Il tasso di crescita è relativamente elevato,
gli immaturi possono raggiungere la taglia di 150 mm TL già alla classe
1+. Lunghezza massima segnalata: 750 mm SL. Peso massimo pubblicato: 4.500
g. Taglia più comune: 320 mm SL. Età massima segnalata: 25 anni. Età
media: circa 10 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie irali e
batteriche ed ospite di varie specie di parassiti. Tra i parassiti più
comuni sono segnalati il protozoo Myxosporidium mugilis,
i trematodi Microtyle
mugilis, Tetraonchus vanbenedenii e Bedenia
monticellii, ed i crostacei copepodi Ergasilus
nanus, Caligus bonito e Lernanthropus mugilis, Lernaenicus neglectus,
e Branchiella oblonga. I principali predatori sono rappresentati da
varie specie di pesci carnivori, mammiferi marini ed uccelli ittiofagi,
tra cui il cormorano (Phalacrocorax carbo) che causa annualmente
ingenti perdite alle aziende di acquacoltura specializzate
nell'allevamento di questa specie.
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Status
della specie - C. labrosus è comune e localmente abbondante
in tutta la sua area di distribuzione. Non sono note particolari minacce
per la sua sopravvivenza. L'allevamento in cattività garantisce la
possibilità di reintegrare gli stock selvatici. Localmente alcune
popolazioni possono entrare in declino o scomparire a causa di
inquinamento, come nel caso di fuoriuscite di petrolio da impianti di
estrazione e dal naufragio di petroliere.
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Protezione - In
molti paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di
divieto. Effetti positivi sulla crescita delle popolazioni selvatiche,
sono stati ottenuti grazie ai divieti di pesca a strascico lungo le coste.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources), C. labrosus è inclusa tra le specie a basso
rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - La specie ha notevole interesse alieutico e
commerciale. Viene allevata in acquacoltura in molti paesi. Le carni hanno
valore diverso a seconda del luogo di provenienza. Gli esemplari pescati
vicino agli scarichi o nei porti hanno spesso gusto sgradevole. Più
delicato è il gusto dei Cefali pescati nelle acque salmastre delle valli,
anche se spesso presentano un leggero sapore di fango. Gli esemplari di
qualità maggiore sono pescati in mare aperto. Le ovaie salate e disseccate
sono utilizzate per la preparazione della bottarga.
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Pesca - Specie molto importante per pesca
sportiva e professionale. La tecnica più usata dai pescatori sportivi è la
pesca con canna fissa o a mulinello. I pescatori professionisti catturano
i cefali con nasse ed altri tipi di rete. C. labrosus è tra le
specie più comuni oggetto di
pesca subacquea.
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