www.ittiofauna.org
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Mugilidae Chelon

Il cefalo bosega o labbrone, Chelon labrosus (Risso, 1827)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 41 - 46. Prima pinna dorsale: V. Seconda pinna dorsale: I; 7 - 9. Pinna anale: III; 8 - 9. Pinne pettorali: 16 - 17. Pinne ventrali: I; 5. Numero cromosomico: 2n = 48.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Descrizione - Corpo slanciato, a sezione subcircolare nella parte anteriore, progressivamente compressa lateralmente procedendo verso la coda. Testa tozza, appiattita dorsalmente, relativamente larga. Squame cefaliche estese dal dorso fino all’estremità del muso. Bocca in posizione terminale. Denti piccoli disposti su mascella superiore e vomere. Labbro superiore grande, di spessore circa pari al diametro della pupilla, e con 2 - 3 serie di papille cornee disposte centralmente sopra 1/4 - 1/3 della sua totale estensione. Labbro inferiore inciso centralmente, con entrambe le metà unite ad angolo aperto, e margine diritto o lievemente concavo. Mascellare visibile a bocca chiusa. Palpebra adiposa molto ridotta. Preorbitale inclinato posteriormente e con margine inferiore diritto. Spazio giugulare ridotto. Squame dorsali una sola corta fossetta centrale. Stomaco dotato di 5 - 8 appendici piloriche di uguale lunghezza. Due pinne dorsali nettamente separate. Pinne pettorali prive di processo ascellare, ripiegate in avanti si estendono fino al bordo anteriore dell’occhio. Livrea grigio argentea, con il dorso più scuro a riflessi metallici, fianchi più chiari e ventre biancastro con riflessi dorati. Sui fianchi si osservano da 6 a 7 bande longitudinali scure, ben marcate. Alla base delle pinne pettorali è visibile una macchia scura. Pinne translucide, pettorali e pinne impari scure di colore grigiastro con riflessi blu o bruno giallastri, pinne ventrali e pinna anale più chiare, di colore biancastro con riflessi bruno giallastri più o meno marcati.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Le femmine raggiungono dimensioni maggiori rispetto ai maschi.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Habitat e abitudini - Specie eurialina, migratrice catadroma. Diffusa in mare lungo le coste, in lagune salmastre e nel tratto terminale dei fiumi, frequente all'interno di porti. Di indole gregaria forma branchi anche di grandi dimensioni. Il numero di esemplari per ogni branco è inversamente proporzionale rispetto ad età e taglia, i gruppi più numerosi sono formati da individui immaturi. Il picco massimo di spostamento dei branchi si verifica nelle le ore centrali diurne, quando l'insolazione e massima, ma l'attività alimentare raggiunge il culmine prima del crepuscolo e poco dopo l'alba. Generalmente i branchi di adulti svernano in mare, entrano nelle acque salmastre in primavera per alimentarsi, e fanno ritorno al mare in autunno. Alcuni esemplari si trattengono tutto l'anno in mare, altri svernano all'interno di lagune relativamente poco profonde grazie alla notevole tolleranza termica (da 4 a 37 °C). Gli avannotti fanno il loro primo ingresso nelle acque salmastre da aprile a giugno, con picco massimo di arrivi in maggio, dove si trattengono di solito fino all'arrivo dei primi freddi in autunno. In alcuni casi, quando in estate la percentuale di ossigeno disciolto scende a livelli insostenibili, si spostano in mare fino al ripristino delle giuste condizioni ambientali.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende detrito organico, alghe epilitiche, diatomee, plancton, ed una vasta gamma di invertebrati, in casi eccezionali gli esemplari di taglia maggiore possono predare piccoli pesci. Il comportamento alimentare opportunista della specie è facilmente osservabile all'interno dei porti, branchi di questi pesci stazionano vicino agli attracchi dei pescherecci per cibarsi degli scarti della pulizia del pesce.

 

 

Riproduzione - La specie si riproduce soltanto in mare. Nelle nostre acque la frega ha luogo da dicembre ad aprile con modalità collettive. Come tutte le specie che possiedono uova pelagiche, il cefalo bosega è molto prolifico, ogni femmina può deporre da 100.000 a 7 milioni circa di uova. Ogni uovo ha un diametro compreso tra 1.1 e 1.5 mm e presenta al suo interno alcune gocce oleose che ne favoriscono la galleggiabilità. Alla schiusa le larve misurano da 4 a 4,2 mm.

 

 

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.12 - 0.17; tm = 3; tmax = 25). La maturità sessuale viene raggiunta dai maschi al secondo anno di vita, un anno più tardi dalle femmine. Nelle zone settentrionali dell'areale la maturità è raggiunta più tardi, tra il terzo ed il quinto anno di vita. Il tasso di crescita è relativamente elevato, gli immaturi possono raggiungere la taglia di 150 mm TL già alla classe 1+. Lunghezza massima segnalata: 750 mm SL. Peso massimo pubblicato: 4.500 g. Taglia più comune: 320 mm SL. Età massima segnalata: 25 anni. Età media: circa 10 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie irali e batteriche ed ospite di varie specie di parassiti. Tra i parassiti più comuni sono segnalati il protozoo Myxosporidium mugilis, i trematodi Microtyle mugilis, Tetraonchus vanbenedenii e Bedenia monticellii, ed i crostacei copepodi Ergasilus nanus, Caligus bonito e Lernanthropus mugilis, Lernaenicus neglectus, e Branchiella oblonga. I principali predatori sono rappresentati da varie specie di pesci carnivori, mammiferi marini ed uccelli ittiofagi, tra cui il cormorano (Phalacrocorax carbo) che causa annualmente ingenti perdite alle aziende di acquacoltura specializzate nell'allevamento di questa specie.

 


  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per i riferimenti

 

Status della specie - C. labrosus è comune e localmente abbondante in tutta la sua area di distribuzione. Non sono note particolari minacce per la sua sopravvivenza. L'allevamento in cattività garantisce la possibilità di reintegrare gli stock selvatici. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino o scomparire a causa di inquinamento, come nel caso di fuoriuscite di petrolio da impianti di estrazione e dal naufragio di petroliere.

 

 

Protezione - In molti paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di divieto. Effetti positivi sulla crescita delle popolazioni selvatiche, sono stati ottenuti grazie ai divieti di pesca a strascico lungo le coste. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), C. labrosus è inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie ha notevole interesse alieutico e commerciale. Viene allevata in acquacoltura in molti paesi. Le carni hanno valore diverso a seconda del luogo di provenienza. Gli esemplari pescati vicino agli scarichi o nei porti hanno spesso gusto sgradevole. Più delicato è il gusto dei Cefali pescati nelle acque salmastre delle valli, anche se spesso presentano un leggero sapore di fango. Gli esemplari di qualità maggiore sono pescati in mare aperto. Le ovaie salate e disseccate sono utilizzate per la preparazione della bottarga.

 

 

Pesca - Specie molto importante per pesca sportiva e professionale. La tecnica più usata dai pescatori sportivi è la pesca con canna fissa o a mulinello. I pescatori professionisti catturano i cefali con nasse ed altri tipi di rete. C. labrosus è tra le specie più comuni oggetto di pesca subacquea.

 

Galleria di immagini

chelon_labrosus04.jpg (93824 byte) chelon_labrosus06.jpg (64101 byte)
Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4

Le Faune Webmuseum Osteichthyes Perciformes Mugilidae Chelon
www.ittiofauna.org Webmuseum
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org