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I Mugilidi (Mugilidae)

 

Etimologia - Latino, mugil, -ilis = cefalo, muggine. Il nome latino deriva da quello con cui Gaio Plinio Secondo (detto Plinio il vecchio), naturalista romano, chiamava i pesci che <<vim timentes iam praecipuae velocitatis ut tranversa navigia interim superiaciant>> (quando temono di essere aggrediti fuggono così velocemente da superare saltando le imbarcazioni che gli sbarrano la strada.

 

 

Note sulla sistematica - I Mugiliformi sono stati considerati come un ordine separato, o come sottordine dei Perciformi vicino all'ordine Atheriniformi. Sono considerati alla base di Acanthopterygii o Percomorpha. La tendenza comune è di ritenere che siano vicini agli aterinidi, ai gasterosteidi, ai sincranchi, agli elassomatidi, in policotomia non risolta.

 

 

La famiglia dei Mugilidi comprende Perciformi caratterizzati da corpo fusiforme, leggermente compresso ai lati, coperto da squame relativamente grandi, generalmente di tipo cicloide. Bocca piccola, con labbro superiore carnoso e premascellare protrattile. Mandibola con tubercolo sulla sinfisi. Denti pluricuspidati, piccoli o assenti. Membrane branchiostege separate tra loro e dall'istmo, dotate di 5-6 raggi. Branchiospine lunghe, sottili e numerose. Opercoli grandi e privi di spine. Linea laterale scarsamente sviluppata o assente. Da 24 a 26 vertebre, con parapofisi ben sviluppate. Ossa post-cleitrali unite al cinto pelvico. Stomaco dotato di ciechi pilorici e pareti spesse e muscolose. Intestino molto lungo. Vescica natatoria presente e ben sviluppata. Due pinne dorsali nettamente separate. pinna anale con tre raggi spiniformi. Pinna caudale concava o biloba. Pinne ventrali in posizione subaddominale.

 

Famiglia Genere Specie
Mugilidae Chelon chelon_labrosus05.jpg (63021 byte)

Chelon auratus, Chelon labrosus, Chelon ramada, Chelon saliens.

Planiliza

Planiliza haematocheila.

Mugil

Mugil cephalus.

Oedalechilus

Oedalechilus labeo.

 

I generi della famiglia comprendono specie più o meno marcatamente eurialine, presenti sia nelle aree marine e costiere, in lagune e nelle acque dolci interne fino a distanze anche considerevoli dalle foci. Le popolazioni marine risalgono regolarmente in acqua dolce ma si possono riprodurre soltanto in mare. La maggioranza delle specie ha indole gregaria e tende a formare branchi di consistenza numerica anche notevole. Il regime alimentare di questi pesci è spesso limivoro, i pesci filtrano il materiale organico presente nel substrato, ma si cibano anche di sostanze vegetali e di invertebrati. Uova pelagiche, piccole, sferiche, dotate di goccia oleosa per favorirne il galleggiamento.

 

 

Molte specie presenti sono ospiti di parassiti, tra i quali Myxosporidium mugilis, protozoo parassita delle branchie, trematodi Microtyle mugilis, Tetraonchus vanbenedenii e Bedenia monticellii, che colpiscono le branchie, o crostacei copepodi, tra i più comuni Ergasilus nanus, Caligus bonito e Lernanthropus mugilis che colpiscono le branchie, Lernaenicus neglectus sulla pelle e Branchiella oblonga che si insedia sull'ascella delle pinne pettorali.

 

 

I mugilidi rivestono una grande importanza per la pesca professionale, vengono pescati per scopo alimentare in quasi tutto il pianeta. Sono oggetto di molte forme di allevamento, vengono regolarmente stabulati in stagni salmastri e, data la loro capacità di vivere in acqua dolce, sono spesso introdotti nelle acque interne, dove però non possono riprodursi. In soggetti immessi in bacini di acqua dolce  non comunicanti con il mare, le gonadi degenerano.

 

 

Resti fossili riferibili a questa famiglia sono stati scoperti in giacimenti risalenti al Terziario medio, più precisamente all'Oligocene. La famiglia è diffusa nelle acque tropicali e temperate di tutto il globo. I mugilidi comprendono 30 generi suddivisi in circa 78 specie. Sei specie sono frequentano le acque interne europee.

 


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