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Il
cefalo dorato, Liza
aurata (Risso,
1810) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 40 - 41 (escluse le
squame alla base della pinna caudale). File di squame circumpeduncolari: 20. Prima pinna
dorsale: IV. Seconda pinna dorsale: I - II ; 6 - 9 (di norma 7 - 8). Pinna anale: III;
7 - 10 (9).
Pinne pettorali: II; 13 - 17. Pinne ventrali: I; 5.
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Descrizione
- Corpo slanciato, a sezione subcircolare nella parte anteriore,
progressivamente compressa lateralmente procedendo verso la coda. Testa
tozza, relativamente larga, e a profilo superiore piatto. Squame dell'area
predorsale estese anteriormente fino all'altezza delle narici. Bocca in
posizione terminale. Denti minuti disposti in più serie su entrambe le
mascelle, vomere, palatino e lingua. Labbro superiore liscio e sottile.
Mascellare non visibile
a bocca chiusa. La mascella superiore raggiunge posteriormente il livello
della narice posteriore, unica specie del genere con questa
caratteristica. Palpebra adiposa rudimentale. Preorbitale con margine inferiore quasi
dritto e margine posteriore nettamente obliquo ed appuntito. Branchiospine
fini e numerose, il numero aumenta al crescere della taglia. Spazio
giugulare di forma ovale. Squame predorsali con un solo solco centrale o
prive di venature. Angolo posteriore dell'osso preorbitale appuntito. Stomaco provvisto di
6 - 11 ciechi pilorici, di lunghezza circa uguale o gradualmente più lunghi
procedendo dalla regione ventrale a quella dorsale. Intestino allungato,
dopo lo stomaco muscolare presenta diverse circonvoluzioni anteriori e
posteriori. Pinne pettorali prive di processo
ascellare, se ripiegate in avanti superano il bordo posteriore
dell'orbita. Dorso di colore grigio cenere o grigio azzurro, fianchi più
chiari con squame dai riflessi argentei, ventre bianco. Sui fianchi si
osservano alcune bande longitudinali scure. Macchia pettorale assente.
Macchia dorata sull'opercolo molto evidente ed affiancata da un'altra più
piccola, situata dietro all'occhio. Pinne traslucide, grigiastre o dello
stesso colore del dorso. Peritoneo di colore variabile da bruno
scuro a nero. Larve ed avannotti sono riconoscibili
per la presenza di file di cromatofori scuri disposti a spina di pesce sui fianchi, e per due strisce verticali scure alla base dei raggi della
pinna caudale.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Le femmine sono generalmente più grandi
dei maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina, migratrice catadroma, si incontra in mare, nelle
acque salmastre di foci e lagune costiere, ed in habitat d'acqua dolce. In mare si trattiene
sottocosta, raramente si incontra oltre 10 metri di profondità. Frequente
in
lagune con fondali fangosi ricchi di vegetazione litorale. Risale il corso
inferiore dei fiumi, a volte penetra nei laghi di acqua dolce collegati.
Le uova si sviluppano in mare aperto, le larve migrano verso la costa, e
gli avannotti svolgono la fase trofica in acque basse costiere o nelle
acque salmastre di lagune e di foce. L'optimum di temperatura dell'acqua
per la specie è di 23 - 25 ºC, a 6 - 8 ºC i pesci cessano di
alimentarsi e la morte sopravviene sotto 1.5 ºC, gli avannotti si possono
trovare anche in acque poco profonde e calde (fino a 37.5 ºC). Si adatta
facilmente all'acqua dolce e sopporta concentrazioni saline fino al 57‰, a
concentrazioni superiori entra in sofferenza con fenomeni di moria di
massa in acque con salinità del
65‰ o superiore. Specie
gregaria, forma branchi anche numerosi. Dopo la nascita gli avannotti si
spostano in acque litorali basse o in acque salmastre per la fase trofica.
Nelle lagune costiere italiane la montata degli avannotti si svolge da
marzo a giugno con picco massimo di arrivi tra aprile e maggio. Nel mar
Caspio, dove la specie è stata introdotta per incrementare la pesca
commerciale, si verificano migrazioni stagionali. All'arrivo dei primi
freddi in autunno, i branchi che frequentano le zone settentrionali e
centrali del bacino migrano a sud per svernare lungo le coste iraniane. La
migrazione trofica per fare ritorno ai bassi fondali del mar Caspio
centrale inizia in marzo, in risposta all'aumento di temperatura
primaverile.
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Alimentazione - La dieta comprende una
vasta gamma di piccoli invertebrati bentonici, plancton, alghe e detrito
organico, in acque dolci e salmastre anche insetti, in particolare larve
di chironomidi. Gli adulti raschiano il perifiton da rocce e strutture
artificiale, o brucano sopra letti di fango o sabbia. Il materiale
ingerito è filtrato dall'apparato faringo-branchiale per estrarre il cibo
e, come risultato di questa modalità alimentare, nel contenuto gastrico di
molti esemplari si rinviene una certa quantità di sabbia. Nel contenuto gastrico di esemplari catturati nel mar Caspio
meridionale, gli elementi principali del cibo erano costituiti da piccoli molluschi
bivalvi, foraminiferi, e crostacei copepodi calanoidi, ed in misura minore
crostacei ostracodi, uova di pesce, nematodi, vermi del genere Nereis,
e crotacei copepodi ciclopidi (Ghadirnejad & Ryland, 1996). Larve ed avannotti
si cibano di zooplancton e di microinvertebrati bentonici.
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Riproduzione - La stagione riproduttiva generalmente va da settembre a dicembre,
nel bacino del mar Caspio (dove la specie è alloctona) inizia nella parte
centrale del bacino in luglio e si conclude nelle zone meridionali tra
metà ottobre ed i primi di novembre. La frega si svolge in mare con modalità collettive,
generalmente sopra fondali di profondità compresa tra 5 e 10 metri,
a temperature dell'acqua tra 16 è 26 °C con intensità maggiore quando
l'acqua di superficie ha una temperatura di 20 - 22 °C. Le uova sono
pelagiche e, dopo la fecondazione, vengono trasportate dalla corrente.
Ogni uovo ha diametro compreso tra 1.08 e 1.14 mm, all'interno delle uova
ovariche si osservano fino a cinque gocce oleose che alla maturazione
confluiscono in un'unica goccia. La fecondità individuale assoluta è molto
alta, a seconda delle dimensioni della femmina va da circa 113.000 a
1.470.000 uova, con una media di circa 452.000 uova.
Alla schiusa le larve misurano circa 4 mm, sono riconoscibili per la
pigmentazione gialla concentrata lungo il tronco ed i profili dorsale e
ventrale delineati da pigmenti neri.
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.14 - 0.34;
tm = 3 - 4).
La maturità sessuale viene raggiunta alla
lunghezza di circa 20 - 30 cm, i maschi maturano prima delle femmine. Nelle popolazioni naturali i maschi sono numericamente
dominanti nelle classi di età minori, mentre le femmine in quelle
superiori. Lunghezza massima segnalata: 590 mm TL. Taglia generalmente più
comune: 300 mm SL. Età massima: circa 12 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche. Nel febbraio 2004 fu registrata una forte morira tra gli
esemplari di questa specie presenti nelle acque della regione del Gilan
(Iran), dovuta ad un'epidemia virale da betanovirus o nodavirust. I pesci
colpiti da queste malattie nuotano in modo irregolare o a pancia in alto
e, esaminando post-mortem gli organi interni, si osserva accumulo di gas e
distensione della vescica natatoria, fegato di colore giallastro con
liquefazione della cistifellea, ed iperemia dell'intestino con eccesso di
sabbia nell'intestino cieco. L. aurata è ospite di varie specie di parassiti, come Saccocoelium
obesum parassita dell'intestino, e Microcotyle mugilis che
infesta le branchie. Nelle branchie di esemplari catturati nel delta del
fiume Safid (Iran) è stata riscontrata la presenza di trematodi monogenei
del genere Ligophorus (Naem et al., 2002). Gli esemplari di questa specie sono preda molte
specie di pesci carnivori, di mammiferi marini, e di uccelli ittiofagi.
Nel mar Caspio L. aurata rientra nella dieta della foca (Pusa
caspica).
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Status
della specie - L. aurata è comune e localmente abbondante in
tutta la sua area di distribuzione. Non sono note particolari minacce per
la sua sopravvivenza. L'allevamento in cattività garantisce la possibilità
di reintegrare gli stock selvatici. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino o scomparire a causa di inquinamento, come nel caso di
fuoriuscite di petrolio da impianti di estrazione o dal naufragio di
petroliere.
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Protezione - In
alcuni paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di
divieto. Effetti positivi sulla crescita delle popolazioni selvatiche,
sono stati ottenuti grazie ai divieti di pesca a strascico lungo le coste.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources), L. aurata è inclusa tra le specie a basso
rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico -
L. aurata ha una buona importanza commerciale
ma l'allevamento non è molto diffuso in Europa occidentale. Generalmente
in commercio si trovano esemplari selvatici catturati assieme ad altri
pesci. al contrario, nel bacino del mar Caspio la specie figura tra quelle
più intensamente sfruttate dalla pesca industriale.
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Pesca
- In Italia la specie viene catturata assieme ad altri muggini, impiegando il saltarello ed i lavorieri
nelle lagune costiere, in mare con reti da
posta e con reti lanciate a mano (rezzaglio o giacco). L. aurata è
popolare anche tra i pescatori sportivi, che la insidiano con varie
tecniche, e tra i pescatori subacquei.
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