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Il cefalo musino, Liza saliens (Risso, 1810)

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 42 - 50. Vertebre: 23 - 25. Prima pinna dorsale: IV. Seconda pinna dorsale: I; 6 - 9. Pinna anale: III; 7 - 10. Pinne pettorali: 16 - 19. Pinne ventrali: I; 5. Numero cromosomico: 2n = 48.

Descrizione - L. saliens appartiene al sottogenere Protomugil (Popov, 1930). Corpo slanciato, leggermente compresso ai lati, con testa corta ed appiattita dorsalmente. Soltanto poche squame di fronte ai fori nasali posteriori. Muso appuntito, con bocca ampia, in posizione terminale, dotata di denti piccoli. Labbro superiore liscio e sottile. Palpebra adiposa rudimentale, ridotta ad una sottile membrana attorno all'occhio. Preorbitale con margine inferiore concavo e margine posteriore obliquo. Spazio giugulare a forma ovale. Squame predorsali con da 2 a 5 fossette di diversa lunghezza, generalmente convergenti. Pinne pettorali relativamente lunghe, ripiegate in avanti raggiungono il margine anteriore dell'occhio. Livrea grigio bruno con riflessi metallici, scura sul dorso con fianchi progressivamente più chiari fino al ventre biancastro con riflessi dorati. Sui fianchi si osservano alcune deboli bande longitudinali scure. Macchia pettorale assente, una macchia dorata sull'opercolo, talvolta poco evidente. Le altre pinne sono translucide, grigiastre o dello stesso colore del dorso.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. 

  Drawing of Liza saliens.  

From the book "Pesci d'Acqua Dolce, Atlante d'Europa", by Silvio Bruno and Stefano Maugeri, Le Guide di Airone, ed. Giorgio Mondadori (modified).

Habitat e abitudini - Il cefalo musino è una specie eurialina, che vive in mare, ma è capace di adattarsi bene anche alla vita nelle acque salmastre e dolci. Dimostra, soprattutto negli esemplari giovani, una tolleranza alle variazioni ambientali maggiore del cefalo dorato, sopportando forti oscillazioni di temperatura e di salinità. Come tutti i Muggini anche il cefalo musino conduce vita gregaria e svolge parte della sua fase di crescita in acque dolci. Specialmente gli avannotti si spostano nelle acque interne per alimentarsi e trovare rifugio. La montata degli avannotti si svolge in un periodo piuttosto lungo che inizia a luglio e prosegue per tutta l'estate e l'autunno. Giovani esemplari si raccolgono anche in gennaio e nei mesi primaverili. 

Alimentazione - Analogamente alle altre specie della famiglia, anche il cefalo musino modifica le sue abitudini alimentari in relazione con la taglia. Gli avannotti hanno una dieta quasi esclusivamente composta da plancton e microinvertebrati, mentre gli adulti, in grado di filtrare il sedimento attraverso l'apparato faringo-branchiale, tendono a nutrirsi principalmente di alghe filamentose, assieme a diatomee, sabbia e detrito, nematodi, policheti, bivalvi ed anche una certa percentuale zooplanctonica rappresentata da naupli di copepodi, cirripedi e larve di gasteropodi. 

Riproduzione - La specie si riproduce soltanto in mare, durante il periodo compreso tra la tarda primavera e l’autunno, con modalità collettive. Il cefalo musino è molto prolifico come tutte le specie che possiedono uova pelagiche. Le uova, di piccole dimensioni, sono dotate al loro interno di una goccia oleosa che ne facilita il galleggiamento. 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.2 - 0.3; tm = 3 - 4). Gli esemplari maschi del cefalo musino raggiungono la maturità sessuale al secondo anno, mentre le femmine solo al terzo. Il cefalo musino ha una lunghezza media fra i 20 ed i 30 cm, in casi eccezionali, può toccare i 40 cm. 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è infestata da vari tipi di parassiti, come Myxosporidium mugilis, protozoo parassita delle branchie, ed i trematodi Microtyle mugilis, Tetraonchus vanbenedenii e Bedenia monticellii, che colpiscono le branchie, numerosi sono anche i crostacei copepodi tra cui i più comuni sono Ergasilus nanus, Caligus bonito e Lernanthropus mugilis, presenti sulle branchie, Lernaenicus neglectus sulla pelle e Branchiella oblonga che si insedia sull'ascella delle pinne pettorali. I cefali vengono predati da numerosissime specie di pesci e di uccelli ittiofagi, vengono anche catturati da delfini e foche.


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Status della specie - La specie non sembra essere particolarmente minacciata, anche se la forte pressione di pesca ne riduca la consistenza numerica. Localmente possono verificarsi morie dovute ad inquinamento od eutrofizzazione.

Protezione - In alcuni paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di divieto. La specie non è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources).

Valore economico - L'importanza commerciale del cefalo musino, nonostante non sia considerata un specie pregiata, è abbastanza elevata grazie alle sue carni sode e saporite che vengono commercializzate fresche, congelate, affumicate o essicate. Il cefalo musino è l'unico Muggine presente in acque dolci e salmastre per tutto l'arco dell’anno, perciò è pescato con frequenza superiore alle altre specie. La sua grande diffusione lo rende molto importante in mugginicoltura ed utilizzato, in larga misura, per i ripopolamenti artificiali delle valli del Veneto. 

Pesca - La specie è oggetto di intensa pesca nelle lagune, dove viene catturato impiegando il saltarello ed i lavorieri, e in mare con reti da posta in acque alte e con giacchi nei bassifondi. La specie riveste anche un notevole interesse sportivo per i pescatori sportivi che la insidiano principalmente con canna fissa o a mulinello.

Galleria Fotografica

     
     

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