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Il
cefalo musino, Liza
saliens (Risso,
1810) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 48 - 49 (escluse
le squame alla base della pinna caudale). File di squame circumpeduncolari:
20. Vertebre:
23 - 25. Prima pinna dorsale: IV. Seconda pinna dorsale: I - III (di norma
II); 6 - 9 (8 - 9). Pinna anale: III - IV (IV);
7 - 10 (9).
Pinne pettorali: II; 14 - 17. Pinne ventrali: I; 5. Numero cromosomico: 2n =
48.
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Descrizione
- Corpo slanciato, a sezione subcircolare nella parte anteriore,
progressivamente compressa lateralmente procedendo verso la coda. Testa
tozza, relativamente larga, a profilo superiore piatto. Muso appuntito, con bocca in posizione
terminale. Denti piccoli, disposti in più serie su entrambe le mascelle,
vomere, palatino e lingua. Labbro superiore liscio e sottile.
Palpebra adiposa rudimentale, ridotta ad una sottile membrana attorno
all'occhio. Preorbitale con margine inferiore concavo e margine posteriore
obliquo. Branchiospine fini e numerose (fino a 70), più robuste e meno
numerose rispetto a L. aurata. Spazio giugulare di forma ovale. La
squamatura cefalica termina prima dei fori nasali posteriori con una serie
di file di piccole squame. Squame predorsali dotate di 2 - 5
fossette di diversa lunghezza, generalmente convergenti. Stomaco provvisto
di 6 - 9 ciechi pilorici divisi in due gruppi, 3 - 5 corti e 3 - 4 lunghi.
Intestino allungato, con due circonvoluzioni posteriori dopo lo stomaco
muscolare. Presenza di due pinne dorsali. Prima pinna dorsale con origine
quasi alla stessa altezza delle pinne ventrali. Seconda pinna dorsale con
origine di poco posteriore al termine della prima, non estesa fino al
peduncolo caudale. Pinna anale in posizione simmetrica rispetto alla
seconda pinna dorsale e di lunghezza quasi equivalente a quest'ultima. Pinne pettorali
relativamente lunghe, ripiegate in avanti raggiungono il margine anteriore
dell'occhio. Pinne ventrali con origine di poco posteriore a quella
delle pettorali. Dorso di colore grigio bruno con riflessi metallici
verdastri o bluastri, fianchi più chiari con squame dai riflessi argentei,
ventre bianco. Sui fianchi sono presenti bande longitudinali scure.
Macchia pettorale assente. Macchia dorata
sull'opercolo talvolta poco evidente. Pinne translucide, pettorali e
pinne impari scure, grigiastre o dello stesso colore del dorso, pinne
ventrali e pinna anale più chiare, di colore biancastro con riflessi bruno
giallastri più o meno marcati.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Le femmine raggiungono dimensioni maggiori
rispetto ai maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina, migratrice catadroma, diffusa in mare, nelle acque
salmastre di foci e lagune costiere, risale il tratto inferiore dei fiumi
ma non entra in pura acqua dolce. Tollera
fluttuazioni di temperatura tra 5 e 27Cº, e di salinità dal 4 al 28‰, ma
gli avannotti hanno bisogno di tempo per adeguarsi ai livelli più bassi di
salinità (Harrison in Miller, 2003). Di indole
gregaria, forma branchi anche numerosi. La riproduzione si svolge in mare. Dopo la nascita
le postlarve migrano verso la costa, e gli avannotti si
spostano in acque salmastre per svolgere la fase trofica. In Italia la
montata degli avannotti inizia a luglio e prosegue per tutta l'estate e
l'autunno. Gli esemplari della popolazione introdotta nel bacino del mar
Caspio stazionano in acque superficiali sopra fondali di profondità
variabile tra 5 e 700 m, e con concentrazione salina compresa tra il 4 ed
il 13‰. I pesci presenti lungo le coste centrali e settentrionali del
bacino migrano a sud in corrispondenza del calo autunnale della
temperatura.
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Alimentazione -
Gli adulti si cibano prevalentemente di microorganismi e detrito organico, filtrati
dal sedimento tramite l'apparato faringo-branchiale. Nella dieta
rientrano anche invertebrati bentonici come vermi, larve d'insetti e
piccoli crostacei. Le componenti principali del contenuto gastrico di esemplari catturati nel sud
del mar Caspio erano costituite da piccoli molluschi
bivalvi, foraminiferi, e crostacei copepodi calanoidi, ed in misura minore
crostacei ostracodi, uova di pesci, nematodi, vermi del genere Nereis,
crotacei copepodi ciclopidi (Ghadirnejad & Ryland, 1996). Larve ed avannotti
si cibano di zooplancton e di microinvertebrati bentonici.
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Riproduzione - La
stagione riproduttiva generalmente è compresa tra la tarda primavera e la
fine dell’autunno, nel bacino del mar Caspio (dove è alloctona) inizia tra
la fine di maggio ed i primi di giugno e continua fino alla fine di
settembre o il principio di ottobre. La frega si svolge in mare con
modalità collettive, di norma sopra fondali di profondità compresa tra 5 e
10 metri,
a temperature dell'acqua tra 17 è 29 °C con intensità maggiore quando
l'acqua di superficie ha una temperatura di 25 - 29 °C. Le uova sono
pelagiche e, dopo la fecondazione, vengono trasportate dalla corrente.
La maggiore quantità di aggregazioni di uova di solito si osserva tra 8 ed
11 km dalla riva. Ogni uovo ha diametro compreso tra 1.08 e 1.14 mm,
all'interno delle uova ovariche si osservano fino a cinque gocce oleose
che alla maturazione confluiscono in un'unica goccia. La fecondità è molto
alta, a seconda delle dimensioni della femmina oscilla tra 29.700 e
512.900 uova.
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Accrescimento e resilienza -
La maturità sessuale viene raggiunta alla
lunghezza di circa 20 - 30 cm, i maschi maturano prima delle femmine. In
entrambi i sessi la crescita segue una curva allometrica (b = 2.478 per i
maschi, b = 2.545 per le femmine) ed è veloce, in condizioni ottimali alla
fine del primo anno di vita raggiungono più del 40% della taglia massima.
Per le popolazioni del mar Caspio la formula di von Bertalanffy è: Lt =
30.415(1-e-0.275(t+0.645)) per i maschi e Lt = 34.832(1-e-0.211(t+1.009))
per le femmine. Nelle popolazioni naturali i maschi sono numericamente
dominanti nelle classi di età minori, mentre le femmine in quelle
superiori. Lunghezza massima segnalata: 400 mm SL. Taglia generalmente più
comune: 300 mm SL. Età massima: circa 10 anni. Esaminando pesci catturati
nella Baia di Gorgan in Iran, Patimar (2008a) ha osservato un'età massima
di 6+ nei maschi, e di 7+ nelle femmine.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche. Ospite di varie specie di parassiti, come Saccocoelium
obesum parassita dell'intestino, e Microcotyle mugilis che
infesta le branchie. Gli esemplari di questa specie sono preda molte
specie di pesci carnivori, di mammiferi marini, e di uccelli ittiofagi.
Nel mar Caspio L. saliens rientra nella dieta della foca (Pusa
caspica).
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Status
della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area
di distribuzione. Non sono note particolari minacce alla sua
sopravvivenza. L'allevamento in cattività garantisce la possibilità di
reintegrare gli stock selvatici. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino o scomparire a causa di inquinamento, come nel caso di
fuoriuscite di petrolio da impianti di estrazione o dal naufragio di
petroliere.
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Protezione - In
alcuni paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di
divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources), L. saliens è inclusa tra le specie a
basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - Nonostante
non sia considerata un specie pregiata, in Italia ha un discreto interesse
commerciale. Il cefalo musino viene pescato con frequenza superiore alle
altre specie perché è l'unico mugilide presente in acque dolci e salmastre
per tutto l'arco dell’anno, per gli stessi motivi la specie è molto
importante in acqua coltura. Nel bacino del mar Caspio la specie fu
introdotta negli anni '30 del novecento, allo scopo di incrementare le
risorse ittiche per la pesca industriale, ed attualmente rappresenta una
delle voci più importanti del pescato. Viene commercializzata fresca, congelata,
affumicata od essicata.
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Pesca - In Italia la specie viene catturata
assieme ad altri muggini, impiegando il saltarello ed i lavorieri nelle
lagune costiere, in mare con reti da posta e con reti lanciate a mano (rezzaglio
o giacco). L. aurata è popolare anche tra i pescatori sportivi, che
la insidiano con varie tecniche, e tra i pescatori subacquei.
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