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Il
cefalo o comune muggine, Mugil
cephalus
Linnaeus, 1758 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 36 - 46. Branchiospine: 24 -
80. Prima pinna
dorsale: IV. Seconda pinna dorsale: I - II; 6 - 9 (di norma 8 - 9). Pinna anale: III;
7 - 9 (8), immaturi di taglia inferiore a 50 mm TL con formula II; 9.
Pinne pettorali: 14 - 17. Pinne ventrali: I; 5. Numero cromosomico: 2n =
48 (Klinkhardt et al., 1995).
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Descrizione
- Corpo allungato e relativamente robusto, a sezione subcircolare
nella parte anteriore, progressivamente compressa lateralmente procedendo
verso la coda. Testa larga a profilo superiore piatto. Squame dell'area
predorsale estese in avanti fino alla punta del muso. Bocca in posizione
terminale. Denti minuti disposti in più serie su entrambe le mascelle.
Estremità posteriore del mascellare superiore dritta, non ricurva verso il
basso sotto il premascellare come in Liza, e visibile dietro
l'angolo della bocca chiusa. Branchiospine fini e numerose, il loro numero
aumenta al crescere della taglia. Palpebra adiposa molto sviluppata, copre
l'occhio lasciando solo una stretta fessura verticale ellittica sulla
pupilla. Spazio giugulare ovale. Stomaco dotato di due ciechi pilorici.
Intestino lungo e con numerose circonvoluzioni. Squame predorsali dorsali
con fossetta singola. Pinne pettorali provviste di processo ascellare, se
ripiegate in avanti non raggiungono l’altezza dell’origine della prima
pinna dorsale. Coda omocerca con lobi appuntiti. Livrea del dorso di
colore grigio cenere o grigio verdastro, fianchi chiari e argentati,
ventre bianco. Sui fianchi si osservano da 6 a 7 bande longitudinali
scure. Assenza di macchia opercolare, una leggera colorazione dorata è
presente sull'angolo posteriore superiore dell'opercolo. Pinne dorsali,
pettorali, e caudale grigiastre, con sfumature dello stesso colore del
dorso. Pinne ventrali e pinna anale chiare, biancastre o semitrasparenti.
La livrea dei pesci residenti in acque salmastre e in acqua dolce appare
complessivamente sbiadita rispetto a quella degli esemplari marini.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Le femmine sono generalmente più grandi
dei maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina cosmopolita, migratrice catadroma. Diffusa in
mare e nelle acque interne costiere. Di indole gregaria, forma grandi
branchi composti generalmente da individui di stessa età e taglia. In mare
preferisce acque con temperatura media mensile superiore a 16 °C e
temperature estive superiori a 18 °C.
Tipica
della fascia litoranea, frequenta abitualmente fondali sabbiosi e praterie
di posidonie, spingendosi raramente a profondità superiori a 200 metri.
Generalmente svolge la fase trofica in acque dolci e salmastre, ma alcuni
esemplari si trattengono in mare per tutto l'anno. Frequente nelle lagune
salmastre, penetra in acqua dolce risalendo per lunghi tratti il tratto
terminale dei fiumi. Tollera temperature dell'acqua tra 5 e 37 °C e
livelli di salinità fino al 126‰. Grazie alla sua resistenza e
rusticità prospera anche in ambienti inquinati, come le acque portuali,
dove spesso è presente in gran numero.
Specie
diurna, con picco massimo di attività alimentare nelle ore crepuscolari.
Avannotti ed immaturi svolgono la fase trofica in acque dolci e
salmastre. Nelle acque interne italiane, la montata degli avannotti va da
settembre a dicembre.
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Alimentazione - La dieta varia con all'aumento
di taglia. Gli avannotti hanno
dieta quasi esclusivamente composta da zooplancton, rotiferi, crostacei cladoceri
e
copepodi. Gli immaturi si cibano principalmente di invertebrati bentonici,
come policheti, oligocheti e larve di chironomidi. Gli elementi principali
della dieta degli adulti sono rappresentati da diatomee, alghe blu-verdi e
verdi, foraminiferi, piccoli crostacei detrito organico, e talvolta
plancton. In certi periodi la componente microscopica diminuisce a favore
dell'assunzione di prede più grandi, come vermi del genere Nereis,
forse come fonte di energia supplementare prima della deposizione delle
uova. La materia organica microscopica viene assunta filtrando bocconi di
detrito attraverso l'apparato faringo-branchiale, per cui spesso
nell'intestino si osserva una notevole quantità di sabbia, probabilmente
ingerita come aiuto per macinare il cibo nello stomaco ventriglio.
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Riproduzione - Il periodo riproduttivo
variano secondo la località in entrambi gli emisferi. In Italia i
riproduttori migrano dalle acque interne al mare in agosto, e la frega ha luogo entro settembre.
Nel mar di Marmara si svolge in ottobre, e nell'India meridionale va da
ottobre a maggio. La riproduzione avviene in mare, in acque superficiali
vicino al bordo della piattaforma continentale, solitamente durante le ore notturne.
Ogni femmina viene seguita da molti maschi che la urtano e pressano col
muso contro l'addome per stimolare l'emissione delle uova. La fecondità è
alta, secondo la taglia della femmina può superare 4.800.000 uova. Le uova
sono di colore giallo paglierino, hanno diametro di circa 1.08 mm, con
all'interno una grande goccia oleosa che ne favorisce il galleggiamento.
Dopo la fecondazione le uova sono trasportate dalla corrente. Lo sviluppo
embrionale è breve, richiede un paio di giorni. Alla schiusa le larve
misurano circa 2.5 mm. Le larve conducono vita pelagica fino a 20 - 30 mm
di taglia, 2 - 3 mesi dopo la nascita, poi gli avannotti si radunano e
migrano verso gli estuari. La frega si verifica una sola volta per anno.
Alcune femmine depongono le uova solo ad anni alterni dopo la prima
maturità.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.09 - 0.15;
tm = 2 - 3; tmax = 16; Fecondità = 1.6 milioni). In entrambi i sessi la
maturità sessuale varia a seconda della temperatura media dell'acqua. In
acque tropicali e subtropicali calde, come in Florida, può essere
raggiunta alla classe 1+, mentre in acque frette, come ad esempio nel Mar
Nero, tarda fino a 6 - 8 anni. Sempre nel Mar Nero i pesci sono maturi a
taglie comprese tra 310 e 370 mm TL, mentre nel Golfo del Messico le
femmine maturano alla taglia di 258 mm TL ed i maschi a 240 mm TL.
Lunghezza massima segnalata: 1.000 mm TL.
Taglia generalmente più comune: 500 mm SL. Età massima: 21 anni.
Generalmente la durata della vita è di circa 10 - 15 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a infestazioni fungine (Ichthyophonus)
e malattie virali (streptococcosi) e batteriche (epiteliocistite,
edwardsiellosi). Tra i parassiti sono segnalati il il protozoo
Myxosporidium mugilis, i trematodi Microtyle mugilis,
Tetraonchus vanbenedenii e Bedenia monticellii, ed i crostacei
Ergasilus nanus, Caligus bonito e Lernanthropus mugilis,
presenti sulle branchie, Lernaenicus neglectus sulla pelle e
Branchiella oblonga che si insedia sull'ascella delle pinne pettorali.
La specie è preda di molte specie di pesci carnivori, di mammiferi marini,
e di uccelli ittiofagi. La predazione da parte di cormorani costituisce un
serio problema economico per le ittiocolture del bacino del Mediterraneo,
ed in particolare per le valli da pesca dell'Italia settentrionale.
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Status
della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area
di distribuzione. Non sono note particolari minacce alla sua
sopravvivenza. L'allevamento in cattività garantisce la possibilità di
reintegrare gli stock selvatici. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino o scomparire a causa di inquinamento, come nel caso di
fuoriuscite di petrolio da impianti di estrazione e dal naufragio di
petroliere, o per la bonifica delle lagune costiere.
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Protezione - In
alcuni paesi esistono misure di protezione come misura minima e periodi di
divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources), M. cephalus è inclusa tra le specie
a basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - Tra i muglidi è la
specie maggiormente diffusa in acquacoltura. Nonostante non sia
considerata una specie pregiata, in Italia ha un discreto interesse
commerciale, ha un prezzo di mercato abbastanza elevato e anche l'avannotto da semina è
ricercato per ripopolare le zone di pesca. Le carni hanno valore diverso a
seconda del luogo di provenienza. Gli esemplari pescati vicino agli
scarichi o nei porti hanno spesso gusto sgradevole. Più delicato è il
gusto di quelli pescati in acque dolci o salmastre, anche se spesso
presentano un leggero sapore di fango. Gli esemplari di qualità maggiore
sono pescati in mare aperto. Le ovaie, salate e disseccate, sono impiegate
per la preparazione della bottarga.
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Pesca - In Italia la specie viene catturata
assieme ad altri muggini, impiegando il saltarello ed i lavorieri nelle
lagune costiere, in mare con reti da posta e con reti lanciate a mano (rezzaglio
o giacco). Molto popolare anche tra i pescatori sportivi, che la insidiano
con varie tecniche, e tra i pescatori subacquei.
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