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L'acerina
danubiana,
Gymnocephalus baloni
Holcík
& Hensel, 1974 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 35 - 40. Branchiospine:
6 - 14. Vertebre: 32 - 35 . Pinna dorsale: XIV - XVI; 11 - 13. Pinna
anale: II; 5 - 6. Pinne pettorali: 13.
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Descrizione -
Corpo di forma ovale allungata, a sezione trasversale ellittica, con
altezza massima all'altezza della base del seconda o terza spina dorsale.
Profilo dorsale del corpo leggermente convesso. Testa grande e robusta.
Muso breve, semirettangolare in vista superiore, incurvato verso il basso
in vista laterale, e con profilo ventrale dritto. Bocca in posizione
subinferiore. Angolo mandibolare non esteso posteriormente fino al bordo
anteriore dell'orbita. Occhi grandi, di diametro pari al 8.2 - 10.5 SL,
contigui o di poco sporgenti sul profilo superiore del capo. Opercolo
provvisto di spina grande e robusta. Preopercolo dentellato dotato di
processi spinosi. Peduncolo caudale di lunghezza pari al 7.4 - 10.1% SL. Pinne dorsali contigue e saldate tra loro.
Livrea di fondo di colore bruno chiaro con riflessi grigio argento, più
scura sul dorso e sulla parte superiore della testa, progressivamente più
chiara sui fianchi in direzione del ventre grigio biancastro. Sulle parti
superiori del corpo e sui fianchi sono sparsi gruppi di melanofori scuri,
spesso aggregati in grandi chiazze di forma irregolare. L'intensità della
maculatura ed il numero di macchie decresce ventralmente. Sulle squame
sono presenti cromatofori che arricchiscono la livrea di iridescenze
bronzee e verdastre. Pinne con membrane semitrasparenti grigio giallastro
chiaro. Sulle membrane della pinna dorsale sono presenti piccole macchie
nere sparse in modo irregolare o più o meno organizzate in bande
trasversali. I raggi spiniformi sono generalmente privi di macchie scure o
con una leggera maculatura. Pinne pettorali trasparenti con riflessi
bianco giallastri e macchie nere. Pinne ventrali e pinna anale traslucide,
di colore bianco opaco e con solo poche macchie scure. Pinna caudale quasi
trasparente, con raggi giallastri, e macchie nere disposte in bande
trasversali irregolari.
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Dimorfismo
sessuale - Poco evidente. Le femmine sono generalmente più tozze ed
hanno gibbosità nucale più marcata rispetto ai maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie diffusa in fiumi di grande portata con acque a corrente
debole, ed in acque ferme di bracci morti, laghi, stagni e paludi. Nei fiumi staziona
in aree a corrente
debole, con substrato sabbioso o melmoso. Nei laghi è frequente in tratti
litoranei a fondale nudo o poco vegetato. Di indole fotofoba, ha massima
attività alimentare nelle ore crepuscolari e notturne, ma continua a
cibarsi anche nelle ore diurne, in particolare nelle giornate piovose o di
cielo coperto. Gli esemplari di questa specie sono relativamente
stanziale, i branchi compiono solo brevi spostamenti stagionali o limitate
migrazioni riproduttive verso le aree di frega. Da primavera ad autunno
frequentano acque litorali dove si alimentano e riproducono, con l'arrivo
dei primi freddi i branchi si spostano verso acque profonde per svernare
in stato latente fino al disgelo primaverile.
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Alimentazione - La dieta comprende una vasta
gamma di invertebrati, modeste quantità di vegetali, e occasionalmente
piccoli pesci. Nel contenuto stomacale di esemplari catturati nel fiume
Dnepr sono stati osservati crostacei del genere Gammarus (67% del
volume), Ditteri (18%), crescione acquatico (10%). Nagy (1982) riporta
che, nel contenuto gastrico di esemplari campionati nel tratto ungherese
del Danubio, la componente principale era rappresentata da larve di
Ditteri (circa 59%), seguiti da crostacei (D. haemibaphes, A.
aquaticus), sanguisughe (Erpobdella octoculata), larve di
tricotteri (prevalentemente del genere Hydropsyche), e da modeste
quantità di vermi oligocheti.
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Riproduzione - Il periodo di frega va da
circa metà
primavera al principio dell'estate. I riproduttori si radunano in
piccoli branchi e compiono brevi migrazioni per raggiungere zone adatte
alla deposizione. Le aree di frega sono situate in acque poco poco profonde, correnti e ben
ossigenate, con substrato ghiaioso o misto a sabbia e ghiaia. Le uova, dal
diametro di circa 1 mm, sono leggermente adesive e dopo la fecondazione
aderiscono al substrato o cadono tra le asperità del fondale. La fecondità
è di alcune migliaia di uova per femmina. Non esistono cure parentali. Lo
sviluppo embrionale e relativamente breve, a seconda della temperatura
dell'acqua richiede da due ad un massimo di 10 giorni. Dopo la schiusa le
larve giacciono sul fondo fino al totale assorbimento del sacco vitellino,
successivamente si muovono negli strati intermedi lasciandosi trasportare
dalla corrente in acque litorali poco profonde. Alla taglia di circa 6 mm
SL iniziano l'alimentazione attiva predando plancton e piccoli
invertebrati.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. La maturità
sessuale viene raggiunta dai maschi tra il primo ed il secondo anno di
vita, dalle femmine tra il secondo ed il terzo. Aleksandrova (1974)
segnala che nel Dnieper centrale questa specie ha un tasso di crescita
inferiore rispetto alla specie congenere Gymnocephalus cernua, alla
classe 1+ gli esemplari raggiungono taglie comprese tra 22 e 45 mm, a 2+
la taglia di 42 - 85 mm, a 3+ la taglia di 68 - 99 mm, 89 - 100 mm a 4+, e
98 - 109 mm alla classe 5+. Lunghezza massima segnalata: 150 mm SL.
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche, ospite di varie specie di parassiti, come vermi nematodi e
cestodi, acantocefali, e crostacei. G. baloni è preda da molte
specie di uccelli ittiofagi (trampolieri) e di pesci (lucci, lucioperca,
persici, grandi ciprinidi, siluri e salmonidi).
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Status
della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area
di distribuzione, non sono note minacce particolari per la sua
sopravvivenza. Il declino di alcune popolazioni può essere dovuto ad
inquinamento, eccessivo prelievo idrico, alterazione degli alvei e delle
sponde. Localmente alcune popolazioni sono state seriamente colpite
dall'inquinamento derivante dall'incremento di strutture industriali ed
urbane prive di adeguati impianti di depurazione.
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Protezione -
Nessuna. La specie figura nell'Allegato III della Convenzione di Berna sulla
fauna protetta. Nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources), G. baloni è inclusa tra le specie a basso rischio (LC,
Least Concern).
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Valore
economico - Interesse commerciale irrilevante. Localmente la specie
è apprezzata come pesce da frittura o da zuppa, e compare con una certa
frequenza sul mercato. Non è oggetto di pesca specifica. Viene talvolta
utilizzata dalle aziende di acquacoltura come pesce foraggio.
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Pesca - Nessuno o scarso interesse per pesca
sportiva e professionale. Viene accidentalmente catturata mentre si
insidiano specie più pregiate. Talvolta è catturata con le reti in
quantità significative.
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