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L'acerina
ucraina,
Gymnocephalus acerina
(Güldenstädt,
1774) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 50 - 55 + 4 - 5. Pinna dorsale: XVII - XIX; 12 - 14. Pinna anale: II;
5 - 6. Numero cromosomico: 2n =
48.
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Descrizione -
Corpo di forma ovale allungata, a sezione trasversale ellittica, con
altezza maggiore all'altezza del primo raggio della prima pinna dorsale.
Testa grande con area nucale rilevata. Gibbosità predorsale meno marcata
rispetto ad altre specie del genere. Muso allungato, di lunghezza quasi doppia
rispetto al diametro oculare. Bocca grande in posizione terminale.
Presenza di spine sul preopercolo. Bordo opercolare posteriore
prolungato a formare una spina. Pinne dorsali contigue e parzialmente saldate.
Prima pinna dorsale notevolmente più lunga della seconda. Livrea di
fondo verde giallastro o bruno giallastro, più scura sul dorso,
progressivamente chiara con riflessi giallastri sui fianchi,
ventre bianco giallastro. Sui fianchi sono presenti varie macchie scure
circolari,
generalmente disposte a formare tre file trasversali, con la superiore
sotto la base delle pinne dorsali. Pinne translucide, semitrasparenti, di
colore bruno chiaro o biancastro. Macchie scure rotonde sono presenti sulle
membrane della pinna dorsale e sulla caudale, molto nette sulla dorsale
rispetto alla pinna anale.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente.
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Habitat
e abitudini
- Frequente in fiumi di media e grande portata con acque a corrente
debole o moderata, si incontra anche in corsi d'acqua minori di pianura,
ed in laghi con acque chiare. Preferisce substrati di sabbia compatta o
misti a sabbia e ghiaia grossolana.
Specie
bentonica e gregaria, tende a riunirsi in piccoli branchi.
Moderatamente fotofoba, la massima attività alimentare si verifica nelle
ore crepuscolari, anche se continua a cibarsi di notte o nelle ore diurne,
in particolare nelle giornate con cielo coperto. In estate, in risposta
all'aumento della temperatura, i branchi si spostano in acque ossigenate
basse e veloci. In settembre gli esemplari si aggregano in branchi più
numerosi e si muovono verso acque profonde, dove svernano in stato latente
fino al disgelo primaverile. In ambiente lacustre entrare in competizione
alimentare con Ciprinidi ed altri pesci di maggior pregio. Relativamente
stanziale, non migra su lunghe distanze, anche le migrazioni riproduttive
verso le aree di frega sono di limitata entità.
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Alimentazione - La dieta comprende una vasta
gamma di invertebrati (crostacei, molluschi gasteropodi e bivalvi, insetti
e loro larve, vermi), ed occasionalmente piccoli pesci ed ammoceti di
lampreda.
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Riproduzione - La stagione riproduttiva va da
primavera al principio dell'estate. I riproduttori si radunano in
piccoli branchi e compiono brevi migrazioni per raggiungere zone adatte
alla deposizione. Le aree di frega sono situate in acque poco profonde, a
corrente veloce, con substrato sabbioso o ghiaioso. In una stessa stagione
la femmina depone più volte. Generalmente si ha una prima deposizione
quando l'acqua ha raggiunto una temperatura compresa tra 6 e 8 °C, ed una
seconda deposizione con temperature di 12 - 14 °C. Le uova, dal diametro
di circa 1 mm, sono leggermente adesive. Vengono deposte in lunghi nastri
che aderiscono al substrato. La fecondità è di alcune migliaia di uova per
femmina. Non esistono cure parentali. Lo sviluppo embrionale richiede da 6
a 8 giorni a 14 - 16 °C. Alla schiusa le larve misurano da 3 a 4 mm circa.
Giacciono sul fondo per circa 9 giorni. A totale assorbimento del sacco
vitellino, e con il sviluppo completo delle pinne pettorali, si muovono
attivamente negli strati intermedi d'acqua e vengono trasportate a valle e
dalla corrente. A 12 giorni, quando raggiungono la taglia di circa 6.5 mm
SL, iniziano l'alimentazione attiva predando piccoli invertebrati in acque
litorali poco profonde.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno
di età, quando gli esemplari hanno raggiunto la taglia di 120 - 130 mm SL.
Lunghezza massima segnalata: 210 mm SL.
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e
batteriche, viene colpita da parassiti come vermi nematodi e cestodi, acantocefali e crostacei. G. acerinus
è preda da
molte specie di uccelli ittiofagi (trampolieri) e di pesci (lucci, lucioperca,
siluri e salmonidi).
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Status
della specie - Comune in tutta la sua area di distribuzione, ma
rara in molte zone. Non sono note particolari minacce per la sua
sopravvivenza. Il locale declino di alcune popolazioni può essere dovuto
ad inquinamento dovuto a varie cause, o a modifiche ambientali come
regimazione fluviale e creazione si sbarramenti artificiali.
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Protezione -
Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN
(International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), G.
acerina è inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - Interesse commerciale irrilevante. Localmente la specie
è apprezzata come pesce da fritture o da zuppa, e compare con una certa
frequenza sul mercato. Non è oggetto di pesca specifica. Viene talvolta utilizzata
dalle aziende di acquacoltura come pesce foraggio.
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Pesca - Nessuno o scarso interesse per pesca sportiva e professionale. Viene accidentalmente catturata
mentre si insidiano specie più pregiate. Talvolta è catturata con le reti
in quantità significative.
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