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L'acerina,
Gymnocephalus cernua
(Linnaeus, 1758) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie longitudinale: 34 - 40. Squame sopra la
linea laterale: 5 - 9. Squame sotto la linea laterale: 16 - 21.
Branchiospine: 10 - 13. Vertebre: 35 - 36. Pinna dorsale: XI - XVI. Seconda pinna dorsale:
10 - 15. Pinna anale: II; 5 - 6. Pinne pettorali: 13 - 16. Pinne ventrali:
I; 5. Pinna caudale: 16 - 17.
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Descrizione
- Corpo di forma ovale allungata, a sezione trasversale ellittica, con
altezza massima pari al 24 - 27% SL all'altezza della base del seconda o
terza spina dorsale. Profilo dorsale del corpo leggermente convesso. Testa
grande e robusta. Muso breve, di forma rettangolare in vista superiore,
incurvato verso il basso in vista laterale, e con profilo inferiore
dritto. Bocca in posizione subinferiore. Angolo mandibolare esteso
posteriormente fino all'altezza del bordo anteriore dell'orbita. Occhi
grandi, di poco sporgenti sopra il profilo dorsale della testa. Opercolo
con spina grande e robusta. Preopercolo dentellato dotato di processi
spinosi. La superficie della testa appare irregolare per la presenza di
creste e di fossette sensoriali profonde, di forma circolare e piene di
muco, particolarmente diffuse nella zona inferiore. Peduncolo caudale
slanciato. Pinne dorsali unite. Livrea di fondo di colore bruno chiaro,
più scura sul dorso e sulla parte superiore della testa, progressivamente
più chiara sui fianchi in direzione del ventre grigio biancastro. Sulle
parti superiori del corpo e sui fianchi sono sparsi gruppi di melanofori
scuri, aggregati in numerose piccole chiazze di forma irregolare.
L'intensità della maculatura ed il numero di macchie decresce
ventralmente. Sulle squame sono presenti cromatofori che donano alla
livrea iridescenze bronzee e verdastre. Pinne con membrane semitrasparenti
grigio giallastro chiaro. Sulle membrane della pinna dorsale sono presenti
piccole macchie nere sparse in modo irregolare o più o meno organizzate in
bande trasversali. I raggi spiniformi sono generalmente privi di macchie
scure o con una leggera maculatura. Pinne pettorali trasparenti con
riflessi bianco giallastri e macchie nere. Pinne ventrali e pinna anale
traslucide, di colore bianco opaco e con solo poche macchie scure. Pinna
caudale quasi trasparente, con raggi giallastri, e macchie nere disposte
irregolarmente o a formare bande trasversali poco regolari.
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Dimorfismo
sessuale - Poco evidente. La femmina è generalmente più tozza
rispetto al maschio.
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Habitat
e abitudini
- Specie tipica di laghi eutrofici e di fiumi di pianura o
pedemontani, vive di preferenza in acque ferme e debolmente correnti a
substrato molle privo di vegetazione. Moderatamente eurialina, sopporta
concentrazioni di salinità non superiori al 10 - 12‰. Molto frequente
nelle acque salmastre degli estuari dei fiumi di maggiore portata e nelle
lagune costiere. In passato era particolarmente comune nelle acque
salmastre del mar Baltico. Spesso è presente in gran numero all'interno
dei bacini artificiali. Di indole fotofoba, svolge la massima attività
durante le ore crepuscolari o notturne, ma continua a cibarsi anche nelle
ore diurne, in particolare nelle giornate di cielo coperto. La presenza di
un sistema cefalico della linea laterale molto sviluppato, e di tapetum
lucidum negli occhi, fa di G. cernua un predatore molto efficiente
durante l'oscurità o in acque torbide. Meno gregaria rispetto alle specie
congeneri, vive solitaria o in piccoli gruppi. La ricerca del cibo si
svolge generalmente a livello del fondale, ma gli esemplari delle
popolazioni che vivono in acque salmastre sono pelagici e si cibano di
zooplancton e piccoli pesci. Nei laghi dove la specie convive con P.
fluviatilis, le due specie stazionano a profondità diverse, con G.
cernua più abbondante negli strati più profondi. Nei bacini soggetti
ad inquinamento generalmente aumenta di numero al crescere
dell'eutrofizzazione. Gli esemplari sono relativamente stanziali, compiono
solo brevi spostamenti, anche le migrazioni riproduttive sono limitate.
G. cernua è attiva da primavera ad autunno, con l'arrivo dei primi
freddi si sposta verso acque profonde per svernare in stato latente fino
al disgelo primaverile.
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Alimentazione - La dieta di adulti ed
immaturi comprende una vasta gamma di invertebrati bentonici, come larve
di insetti (chironomidi), crostacei (astacidi, asellidi), gasteropodi,
bivalvi e
vermi. Tra le componenti dell'alimentazione figurano anche detrito
organico, zooplancton, piccoli pesci, uova ed avannotti. Gli esemplari di
acque salmastre mostrano la tendenza a diventare planctivori. Dopo
l'assorbimento del sacco vitellino le larve si cibano di microplancton
(rotiferi e naupli di copepodi) e, con l'aumento di taglia, passano
ad alimentarsi di copepodi, cladoceri, larve chironomidi ed altri
microrganismi bentonici.
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Riproduzione
- A seconda della latitudine e delle condizioni climatiche, il periodo di
frega va generalmente dai primi di marzo al principio di giugno, nelle
regioni settentrionali può prolungarsi fino a luglio. Nel nord dell'areale
della specie la frega inizia quando la temperatura dell'acqua supera 6 °C,
mentre nelle zone meridionali avviene sopra 10 °C. La riproduzione si
svolge in acque basse, di profondità non superiore a circa 3 m, su
substrato di vari tipi ma sufficiente a consentire il fissaggio alle uova.
La maturazione delle uova avviene a gruppi ed in tempi diversi. In ogni
stagione riproduttiva la femmina depone le uova a due o più riprese, nel
periodo estivo di solito ad intervalli di circa 30 giorni. Il numero di
uova deposte è maggiore alla prima frega e si riduce progressivamente in
quelle seguenti. Le uova hanno dimensioni diverse in base alla taglia
della femmina ed al periodo in cui il gruppo è deposto. Il loro diametro
va da 0.34 and 1.3 mm, le uova della prima deposizione sono più grandi
(0.90-1.21 mm), quelle delle deposizioni successive sono piccole
(0.36-0.47 mm). L'accoppiamento si svolge in gruppi composti da una
femmina e diversi maschi. Le uova emesse diventano adesive a contatto
dell'acqua, dopo la fecondazione scendono sul fondale ed aderiscono agli
elementi del substrato. La fecondità varia seconda della taglia, per
ciascuna stagione di frega vengono deposte da 10.000 a 150.000 uova. Non
esistono cure parentali. Lo sviluppo embrionale richiede da 5 a 12 giorni,
con temperature dell'acqua tra 10 °C e 15 °C. Larve non pelagiche o con breve
stadio pelagico. Alla schiusa hanno sistema sensoriale cefalico non
ancora sviluppato e misurano da 3.5 a 4.4 mm. Giacciono sul fondo per 3 -
7 giorni, fino all'assorbimento del sacco vitellino ed al raggiungimento
di 4.5 - 5.0 mm di taglia. Successivamente iniziano a nuotare ed ad
alimentarsi in modo autonomo. Durante la fase larvale non si riuniscono in
branco. La transizione da dieta endogena ad esogena avviene nello strato benthopelagico. La specie è in grado di ibridarsi con P. fluviatilis
e G. baloni. Rispetto alle specie parentali, gli ibridi crescono
più rapidamente, sono meno attivi ma più resistenti a fame, temperature
estreme, ed agenti inquinanti.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi (K = 0.4 - 0.48;
tm = 1 - 2). La maturità sessuale avviene tra il primo ed il terzo anno di
vita, alla taglia di circa 110 - 120 mm TL. I maschi maturano un anno
prima delle femmine. La crescita relativamente veloce, alla fine del primo
anno di vita gli individui misurano circa 60 - 70 mm TL, 90 - 110 mm TL
alla classe 2+, e circa 140 mm alla classe 4+. La crescita è più rapida in
acque limpide e salmastre. Il minor tasso di crescita si registra in
habitat oligotrofici. Le femmine crescono più velocemente dei maschi.
Lunghezza massima segnalata: 250 mm TL. Peso massimo pubblicato: 400 g.
Taglia più comune: 120 mm TL. Età massima segnalata: 10 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie e soggetta a malattie virali e
batteriche, viene colpita da parassiti come vermi nematodi, cestodi e
crostacei. G. cernuus viene predata da molte specie di uccelli
ittiofagi e di pesci, come lucci, lucioperca, siluri e salmonidi.
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Status
della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area
di distribuzione, non sono note particolari minacce alla sua sopravvivenza.
A causa di immissioni accidentali od illegali, o utilizzando le
connessioni tra diversi bacini create dai canali artificiali, la specie ha
esteso il suo areale in Francia, Italia, Grecia, e Scozia, ed alla regione
dei Grandi Laghi in America settentrionale. In queste zone l'immissione di
G. cernua sta causando molti effetti negativi. Compete per il cibo
con altre specie bentivore (coregoni, anguille, persici, ciprinidi), di
cui preda uova ed avannotti, portando ad un calo numerico delle specie
residenti. In America settentrionale è considerata una grave minaccia per
la pesca, e la specie ha già avuto un forte impatto sulle popolazioni di
specie commercialmente importanti e sull'industria della pesca commerciale
in alcune aree dei Grandi Laghi.
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Protezione - Nessuna.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union
for Conservation of Nature and Natural Resources), G. cernua è
inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - Interesse commerciale irrilevante. Nei mercati
dell’Est europeo la specie è apprezzata come pesce da fritture o da zuppa,
e viene
commercializzata fresca. Viene talvolta utilizzata dalle aziende di
acquacoltura come pesce foraggio. In passato la pesca commerciale dell’acerina
rivestiva notevole importanza nelle acque salmastre della Germania
settentrionale e nel tratto inferiore del fiume Elba. Nelle lagune della
Prussia orientale (ora Polonia), nel periodo 1890 - 1910, le catture
annue ammontavano in media a circa 300 tonnellate.
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Pesca - Nessuno o scarso interesse per pesca
sportiva e professionale. Viene accidentalmente catturata mentre si
insidiano specie più pregiate. Talvolta è catturata in quantità
significative con le reti.
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