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La
percarina ucraina, Percarina maeotica
Kuznetsov, 1888 |
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Caratteri
meristici - Prima pinna dorsale: VIII - X. Seconda pinna dorsale:
II - III; 10 - 12. Pinna anale: II; 8 - 11.
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Descrizione -
Corpo di forma ovale, alto e compresso lateralmente, con altezza massima
in corrispondenza della linea che unisce le origini della pinna dorsale e
delle ventrali. Testa grande e robusta. Muso di lunghezza poco superiore
al diametro oculare, di forma triangolare in vista laterale. Bocca in
posizione terminale, con apertura orale ampia. Angolo mandibolare esteso
posteriormente fino all'altezza del centro dell'orbita. Occhi grandi, non
sporgenti sul profilo dorsale della testa. Guance coperte da squame. Peduncolo caudale sottile. Due
pinne dorsali separate da un breve spazio. Livrea di fondo di colore
grigio bruno, leggermente più scuro sul dorso e sulla parte superiore
della testa, chiaro su fianchi e tendente al biancastro sul ventre. Sulle
parti superiori del corpo e sui fianchi sono sparsi numerosi piccoli punti
scuri, spesso fusi insieme a formare alcune grandi macchie alla base della
pinne dorsali. Pinne con membrane quasi trasparenti e sfumature grigie o
ialine. Le membrane sono prive di macchie.
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Dimorfismo
sessuale - Poco evidente. I maschi sono generalmente più piccoli
delle femmine.
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Habitat
e abitudini
- Specie eurialina bentonica, presente in acque salmastre con
salinità fino al 7‰, risale in acqua dolce nel tratto terminale dei fiumi. Nei
fiumi si trattiene in acque a debole corrente con
substrato fangoso. Nelle acque salmastre del mare d'Azov e nelle lagune
staziona lontano dalla costa. Di indole gregaria, forma branchi anche
molto numerosi. Diurna, trascorre la notte quasi immobile sul
fondo. Sverna in branco in acque profonde, rimanendo in stasi o svolgendo
ridotta attività.
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Alimentazione - Le larve si cibano
attivamente a partire dalla taglia di circa 6 mm SL, predando crostacei
planctonici ed altri microrganismi. Gli avannotti di taglia compresa tra
16 e 40 mm SL, si cibano principalmente di grandi copepodi e misidi. A
partire dal secondo di vita la dieta comprende piccoli pesci, come
Knipowitschia longecaudata e Clupeonella cultriventris, ed
invertebrati bentonici, tra cui vermi, molluschi, e larve di insetti
(chironomidi).
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Riproduzione - Generalmente la riproduzione ha luogo
in
giugno - luglio, quando la temperatura dell'acqua raggiunge 24 - 25 °C. La
frega si svolge in grandi branchi nella parte meno salina del Golfo di
Taganrog, in acque costiere su substrato fangoso. Le uova sono leggermente
adesive, non aderiscono agli elementi del fondale ma vengono ricoperte da
minute particelle di substrato. Dopo la frega gli adulti ritornano in mare
aperto. Lo sviluppo embrionale è breve, richiede circa due giorni. Non
esistono cure parentali. Dopo la schiusa le larve giacciono sul fondo per
circa 4 giorni, fino al completo assorbimento del sacco vitellino, in
seguito migrano verso la superficie ed iniziano l'alimentazione autonoma.
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i
sessi la maturità sessuale viene raggiunta precocemente, alla classe di
età 1+. Lunghezza massima segnalata: 100 mm SL (maschio), 105 mm TL
(femmina). Lunghezza più comune 53 mm TL (maschio), 60 mm TL (femmina).
Età massima riportata: 4 anni (femmina), 3 anni (maschio).
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e
batteriche, ospite di parassiti come vermi nematodi, cestodi e
crostacei.
P. maeotica
è preda di molte specie di uccelli ittiofagi e di pesci predatori, come lucci,
lucioperca, siluridi e salmonidi.
P. maeotica
è stata osservata nel
contenuto gastrico di esemplari di Pelecus cultratus.
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Status
della specie - Comune e localmente abbondante in tutta la sua area
di distribuzione, non sono note particolari minacce alla sua
sopravvivenza. In ogni caso lo status della specie non è molto chiaro, la
grande maggioranza dei dati disponibili trattano P. maeotica e
P. demidoffii come unica specie. Si presume che la specie possa
risentire nel tempo del progressivo aumento di salinità del mare d'Azov,
dovuto al minore apporto di acqua dolce da parte degli affluenti,
interrotti da dighe e dispersi in canali da irrigazione.
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Protezione -
Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN
(International Union for Conservation of Nature and Natural Resources),
G. cernua è inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).
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Valore
economico - Interesse commerciale
irrilevante. Se pescata in grande quantità è impiegata dalle aziende
ittiche come pesce foraggio per storioni, lucci e lucioperca.
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Pesca - Nessuno o scarso interesse per pesca
sportiva e professionale. Viene accidentalmente catturata mentre si
insidiano specie più pregiate. Talvolta è catturata in quantità
significative con le reti.
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